L'Infezione Suprema

L'Infezione Suprema

Manlio Amelio

Insorge un caso di ribellione… La Suprema Infezione…

Guignol's band, il cui titolo associa un teatro dei burattini e una banda musicale, pubblicato nel 1944, è il terzo grande romanzo di Celine e fa seguito a Viaggio a termine della notte e Morte a credito.

GUIGNOL'S BAND

Traduzione di Gianni Celati…

Nota: questo romanzo è l'unico che non contiene un'introduzione o note dell'editore o premesse, ma è lo stesso scrittore che lo presenta nelle prime pagine (p. 3) : 

"... - Oh ! fa bene ad avvertirci ! mai lo compreremo il suo seguito ! 'Sto imbroglione ! Che libro sbagliato ! Che pizza ! Burattino ! Maleducato ! Traditore ! Ebreo !... 

… Ecco arriva Denoel, fuori di sé.

- Ehi, dico, io non ci capisco un accidente ! eh ! ma è una cosa tremenda ! mica possibile ! Nel suo libro non ci ho trovato altro che baraonde ! Non è neanche un libro! qua andiamo in rovina di filato ! Senza capo né coda !

  Gli porterò Re Lear, così ne vede di massacri.

  Ma lui cosa ci trova nell'esistenza ?

  E poi le cose si aggiustano… ci fanno l'abitudine… tutto si mette a posto… Fino alla prossima volta !... " 

Siamo partiti nella vita coi consigli dei genitori. Non hanno retto dinnanzi all'esistenza. Siamo piombati in pasticci uno piú tremendo dell'altro. Siamo venuti fuori alla bell'e meglio da conflagrazioni funeste, piú o meno di traverso, come granchi bavosi, a dietroculo, qualche zampa in meno. Delle volte ci siamo divertiti, bisogna essere giusti, anche con la merda, ma sempre in preda all'inquietudine che le porcate ricomincino… E sono ricominciate sempre… Ricordiamoci un po'! Si parla delle illusioni, che perdono la gioventù. Noi l'abbiamo perduta senza illusioni la gioventù! … E ancora storie!. Come dico… È successo tutto all'inizio. Eravamo piccoli, stronzi di nascita, serenati d'origine.

Fossimo nati figli d'un ricco piantatore a Cuba, Avana, per esempio, le cose sarebbero filate via lisce, ma siamo venuti al mondo tra i brocchi, in un posto fetente su tutta la linea, allora bisogna patire per la casta ed è l'ingiustizia che ti ruga, la malattia del verme squaquerone che fa vantarsi i poveri sulle loro marronate, le loro pidocchierie, le loro tare pustolose dell'altro mondo, che ascoltarli viene il voltastomaco dal tanto che sono meschini e tenaci! Mese dopo mese, è la sua natura, lo serenato gratis lui espia, sul cavalletto «Pro Deo», la sua nascita infame, legato stretto per bene assieme al suo Certificato Verde Militare, la scheda per votare, col ceffo da pirla. Delle volte è la Guerra ! E la Pace! È la Riguerra ! Il Trionfo ! È il Gran Disastro ! Cambia niente al fondo delle cose ! in tutte le repliche è sempre lui l'inculato. È lui il pagliaccio dell'Universo… Darebbe il suo posto a nessuno, scodinzola solo coi boia. Sempre a disposizione di tutte le troie del Pianeta! Tutti passano sui suoi sbrendoli, si fanno i muscoli sui suoi guai, lo viziano. Ho visto arrivare sulle nostre disgrazie tutti i cicloni della Rosa dei Venti, risoffiare sulle nostre catastrofi, in caccia dei nostri resti, i Cinesi, i Moldori, gli Smirnioti, i Boltraci, i Marsupiali, i glaciali Svizzeri, i Mascagatti, i Grandi Berberi, i Vanuteli, i Negri-di-Mondo, gli Ebrei di Lourdes, tutti felicissimi, che ci facevano spanciate, raggianti come vecchie balenghe! Di combinarci abbiette cattiverie e niente di niente per difenderci. E il bel Italioso, diavoletto della bottiglia, viziato rimpinzato, marcio di discorsi, da scuotere i Diritti dell'Uomo, nel torrente dell'Oblio, pelle e anima da somaro ormai a furia di degustarsi l'obbedienza, di farsi intaccare il patrimonio, il suo bel risparmio, il suo amore, il suo fiore d'estasi, che non gli serve piú niente farsi virtuoso aggrottarsi da serio, che è piú sincero a farsi carogna e fannullone pisciarsi addosso, che è poi la stessa minestra, tanto è inculato in qualsiasi bazza, non c'è proprio nella corsa, è votato ad essere spazzatura perdutamente. Oltre che in abiezione del mondo, lui è tanto deviato nei capricci che è fatica farlo a pezzi persino, distruggerlo ancora di piú, ha la riprovazione da tutti i lati! il Fetente dell'Universo ! Salve ! Ancora un po' d'ingiustizia, gli viene schifo di sé, vomita fuori la sua sorte… Son le proteste terribili. La Rivoluzione degli animi.. Bisogna capirli un po' i suoi dispiaceri. Tutti son venuti a farsi i muscoli su di lui in posizione sottomessa. Tutto l'Universo se l'è spassata con Italioso-lo-stronzo-che-puzza, finché lui non sta più in piedi da nessuna parte, e crolla dalle fondamenta! Allora è l'infezione suprema, e i più accaniti s'allontanano… Lui resta là a pancia aperta sul bancone… decomposto, verde a brandelli, neanche più guardabile… Che manda fuori un odore tale che anche i più schifosi ci pensano su, tergiversano un po' prima di finirlo !

Ci sono delle cose che non vedete ! E che pure sono essenziali ! Ah, sí sí, ve lo dico io ! Persino nascoste in fondo allo scolo del letame ! nei buchi del corpo ! nei filtri delle budelle ! ne dubitereste ? Roba che solo gli iniziati si sussurrano a occhi chiusi… che mica è finita la Messa !... che mica tutto è stato detto !.... Ben lungi da ciò ! per i tarocchi ce ne restano di cose ! perché non ci lasceranno mica marcire lì tranquilli sul mucchio! Ci resta ancora un bel po' di pus e delle belle cancrene vistose, sontuosi broccati purpurei per addobbarci !.. scorticamenti minuscoli… prima d'essere coi nervi al vivo per la danza, minuetti di riscatto, leggeri, diafani! che non pesano più niente sulle onde, evaporati, un turbine d' ali, deliziati assai di questo di quello, nel bel mezzo della Primavera ! nel bel mezzo delle Voghe ! tutti birichini e furtivi e allegri ! cortesi col mondo dentro al suo segreto, tutto di magia si rinnova! con scrosci di fiori e muschio !... Più leggeri ancora aleggianti… nel vento di rose ! Ogni pena stancata dalla musica… sparsa portata via nei giochi d'aria ! Zefiri ! (pp. 17-18)

To be Continua in… La suprema Infezione… Insorge un caso di ribellione..

Manlio Amelio

By Manlio Amelio in Exquisite-Cadavre avec Louis Ferdinand Celine…