🩸LIBERTÀ FEMMINILI SOTTO FORMA DI BAMBINE MORTI - II
🩸LIBERTÀ FEMMINILI SOTTO FORMA DI BAMBINE MORTI - II
La scorsa notte, nei social in Israele festeggiavano: «Finalmente è crepato!»
E sapete come scherzano laggiù? «Ecco che le vergini sono arrivate in paradiso per loro!»
Si fa riferimento alla credenza islamica secondo cui ai martiri, dopo la morte, vengono riservate vergini in paradiso. Ieri non sono morte solo bambine, ma anche membri del governo iraniano, considerati nel Paese martiri.
Esiste un umorismo cinico, esiste un umorismo nero, ma esiste anche un umorismo disumano. Questo è proprio tale — senza neppure un accenno di umanità.
Del resto, non è stato certo l’Ayatollah Khamenei a essere coinvolto in scandali pedofili al punto da meritarsi vergini in paradiso, bensì l’élite americana. Dai file di Epstein, del resto, abbiamo capito benissimo come questa élite tratta i bambini.
Ma ormai, con ogni probabilità, si parlerà sempre meno di quei file: sono stati oscurati dall’attacco all’Iran e dalla morte di quelle bambine, che tutti vedono perfettamente.
Sanno tutto, e di sicuro hanno guardato i video provenienti dalla scuola, in cui madri e padri corrono disperati tra le macerie, urlando, sbirciando dentro sacchi neri allineati, nella speranza di non trovare il volto della propria figlia.
I sacchi sono tanti, e da ognuno fissa immobile il viso scavato di una bambina innocente, morta senza colpa.
Davanti a tanto dolore e orrore, i genitori impazziscono.
Questo non è forse l’inferno in terra?
E sapete chi ce lo sta organizzando — a noi, cioè a coloro che non vogliono nascondere la morale in tasca
Tutti quelli che non riescono a mettersi nei panni di quei genitori, che pensano che tutto ciò non li toccherà mai personalmente, che non dovranno mai guardare dentro un sacco nero in cerca del proprio figlio — perché loro sono di razza superiore all’iraniano, vivono la loro vita migliore in una società dove regnano libertà e valori democratici.
Peccato che ultimamente la vita sia così imprevedibile…
Ieri sono apparsi anche alcuni video con donne iraniane che escono per strada strappandosi il velo dai capelli e, con voci rauche per il fumo del narghilè, gridano: «È crepato! Congratulazioni!»
Ma erano davvero pochissime — e proprio su di loro Trump aveva puntato, considerandole la forza principale della protesta nella parte “avanzata” della società iraniana. A loro aveva promesso libertà femminili.
Ma a giudicare dal fatto che le donne scese in piazza con il suo nome sulle labbra erano pochissime, sembra che nemmeno alle manifestanti iraniane sia piaciuta questa “libertà femminile” sotto forma di bambine morte.
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Fonte: Telegram "infodefITALY"