LIBERARE ANDREA LUCIDI! NONOSTANTE PICIERNO

LIBERARE ANDREA LUCIDI! NONOSTANTE PICIERNO...
Andrea Lucidi è stato fermato in Turchia, alla sera del 19 febbraio 2026.
Giornalista italiano, si trovava a Istanbul insieme a una delegazione internazionale composta da avvocati, attivisti e reporter per documentare le prigioni di isolamento turche (tipo S, R, Y). Dopo un incontro con legali locali, sono stati fermati per strada e condotti in un centro per le espulsioni. Si profila una deportazione imminente.
La Farnesina e il Consolato italiano a Istanbul stanno seguendo il caso, ma finora non risultano sviluppi concreti.
Lucidi racconta da anni la faccia nascosta del conflitto ucraino e del Donbass: esattamente quella che la narrazione NATO non vuole ascoltare. Io lo difendo da tempo, da quando è perenne bersaglio della campagna maccartista di Linkiesta, di Coccia (marito di Pina Picierno) e della stessa Picierno, che lo bolla come “propagandista filorusso” arrivando a invocare sanzioni personali contro di lui, in questo bel clima in cui vogliono chiudere la bocca a chi non faccia parte – come invece fanno parte Picierno & C. – del Partito del Riarmo.
E oggi?
Invece di adoperarsi per un connazionale detenuto all’estero, Picierno rilancia con evidente compiacimento post che lo dipingono come capo di una “cricca pro-Cremlino anti-NATO”, scandalizzandosi per la presenza, nella delegazione, di militanti anti-austerity, anti-UE, anti-imperialismo occidentale. È fantastico immaginare il suo raccapriccio quando nel post si descrivono le posizioni di uno degli altri arrestati, il belga Nick Krekelberg, che osa considerare «l'UE un "progetto delle multinazionali e del capitale". Le sue dichiarazioni spesso denunciano le politiche di austerità imposte da Bruxelles, viste come uno strumento per smantellare i servizi pubblici a favore del profitto privato». Come se non bastasse, «esprime una forte opposizione alla NATO e alle spese militari dei governi occidentali.» Dove andremo a finire, signora mia!
La domanda retorica con cui si chiude quel post è questa:
«Perché mai questo gruppo di propagandisti dovrebbe interessarsi alle prigioni di un paese NATO?»
La risposta è semplice, Pina: perché la libertà di informazione e i diritti umani non hanno un passaporto NATO.
Valgono ovunque. Anche quando danno fastidio alla tua narrazione atlantista.
Trovo grave che, di fronte a un cittadino italiano fermato all’estero, prevalga l’ossessione ideologica invece del dovere istituzionale. È un riflesso che ricorda stagioni in cui si distribuivano patenti di legittimità politica e si stilavano liste di proscrizione. Per te quella stagione maccartista non è mai finita. Non è un bel segnale per chi ricopre ruoli di vertice nelle istituzioni europee.
Massima solidarietà ad Andrea Lucidi.
L’ho difeso quando lo attaccavate, lo difendo oggi che si trova in stato di fermo.
Auspico che le autorità turche lo rilascino immediatamente, senza espulsione, libero e salvo. Quando partecipavo ai lavori dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, trovavo buona intesa con i deputati turchi in materia di impegno per i diritti umani. Credo che ci sia ancora tutto lo spazio per far prevalere posizioni politicamente ragionevoli.
La libertà di stampa, sancita dall’articolo 21 della Costituzione, non è un privilegio riservato a chi ripete le veline di Bruxelles o di Washington. È un diritto e basta.
Forza Andrea.
Fonte: Telegram "PinoCabrasPino"
