L’EUROPA, NONOSTANTE TUTTO

L’EUROPA, NONOSTANTE TUTTO

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ ll capitalismo si è fatto autoritario, vive con insofferenza qualsiasi limitazione alla propria agibilità. Oggi l’economico sovraordina a tal punto la società che la politica è diventata quasi esclusivamente ancillare.


🔹️ Anzi molti rappresentanti, espressione del grande capitale, assumono direttamente anche il comando politico della cosa pubblica. Viene persino fatto un paragone con il vecchio modello feudale, dove il potere economico e politico coincidevano.


🔹️ Corpi intermedi, corpi indipendenti, equilibrio dei poteri sono oggi tutti potenziali elementi d’intralcio al dispiegamento del capitale. Questa supremazia non è, però, indice di potenza, ma di una crisi nella sua capacità di autovalorizzazione.


🔹️ I ritmi di crescita economica si riducono, fino a diventare tendenzialmente stazionari, persino nei paesi emergenti. Come se il modello di crescita economica andasse verso una saturazione.


🔹️ La crisi del modello-capitale non implica, però, una crisi dei capitalisti. Le Big Tech spadroneggiano. Le disuguaglianze si ossificano, mediante rendita ed eredità, diventando sempre più incolmabili.


🔹️ Tramonta definitivamente il ruolo dello Stato inteso come mediazione di interessi per trasformarsi in agente dello scontro tra grandi potentati economici in una scala geopolitica. Usa e Cina, sebbene differenti, si scontrano con le medesime armi. Finanza, Big Tech, Stato, politica, alleanze e controllo di risorse. Questo è il capitalismo politico.


🔹️ La principale differenza tra questi due potentati risiede da un lato nel declino relativo di uno che ricorre alla forza militare per difendere quella economica, mentre l’altro, in ascesa, impiega l’economia per sottrarre terreno al concorrente sia sul piano dello sviluppo commerciale che su quello delle relazioni internazionali.


🔹️ Washington diventa protezionista e Pechino globalista. La crisi della globalizzazione e la sua insostenibilità sociale inducono gli Stati Uniti a un ripiegamento protezionista, non certo per difendere la propria working class. La Cina d’altro canto è globalista per difendere e rafforzare il proprio ruolo nazionale.


🔹️ La politica di potenza, dunque, polarizza sempre più il mondo. Gli Usa destrutturano il Medio oriente, rilanciando Israele come avamposto, in una logica geopolitica e militare che non può sfuggire.


🔹️ Il soft power a stelle e strisce, ammesso che sia mai esistito, ora viene sostituito da nuove e dirette mire di controllo, a partire dal cortile di casa latinoamericano. Attacchi in Venezuela, Iran, persino Africa, per sottrarre relazioni commerciali alla concorrente Cina.


🔹️ Christian Marazzi ci ricorda che accettando la definizione dominante l’Europa è indietro su tutti i fronti, a partire da quello tecnologico. E che solo smantellando lo Stato sociale è perseguibile la «loro» crescita, quella dei più forti.


🔹️ Pertanto «Meglio scegliere la marginalizzazione che il gioco al massacro del primeggiare, ci sono cose troppo importanti dal punto di vista sociale, umano, filosofico, culturale da sacrificare inseguendo la corsa delle superpotenze. Restiamo nella marginalità per riscoprire un’alterità»....

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Marco Bertorello


Articolo integrale ⤵️

https://jacobinitalia.it/leuropa-nonostante-tutto/

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