L’EUROPA INTERESSA A QUALCUNO?

L’EUROPA INTERESSA A QUALCUNO?


La vecchia linea rossa Usa Urss, oggi Federazione Russa, è tornata a funzionare.

Al di là dei comunicati, registriamo con moderata soddisfazione che oggi la Russia, che rappresenta se stessa a la parte del mondo che sempre meno si riconosce nelle vecchie regole unipolari e cerca scampo e rifugio nel nuovo multipolare in costruzione, ha un interlocutore, elemento che fino a due mesi fa totalmente assente.

Indipendentemente da come la si pensi, da questi colloqui dipendono i destini di migliaia di persone sia nello scenario Russo Ucraino che in Medio Oriente.

Nel frattempo la lontananza fisica dall’Italia mi crea un certo disorientamento, tanto più che le notizie qui in Russia arrivano, come i giornali ed i programmi radio-televisivi.

Senza volerlo, ci pensano poi i vari social a riportare le notizie principali obbligandoci all’esercizio autolesionistico e quello che si vede e si sente lascia a dir poco interdetti.

Dovrei essere abituato alla differenza tra quanto sento su questo Paese e quanto trovo uscendo di casa.

È veramente difficile trovare delle affinità tra la realtà ed il racconto fatto non solo da chi probabilmente non è nemmeno mai stato in Russia ma anche da qualcuno che viene definito “inviata/o”.

Mi si fa presente, a ragione, che anche qui si incontrano problemi di vario genere. Come spesso ho detto e scritto la Russia non è il Paese perfetto, semmai esista, ma confrontando la realtà odierna con quella di dieci, venti e trenta anni fa non si può non convenire sul fatto che di acqua sotto i ponti ne sia passata parecchia portandosi via molto sporco depositatosi negli anni.

Quando poi si va al confronto col vissuto in Italia e nelle nazioni europee, beh, non c’è storia.

Lo dico a malincuore, mi spiace vedere il mio Paese sprofondare economicamente e moralmente e avere l’impressione che le sacche di resistenza siano sempre molto deboli e divise mentre al contrario chi manifestava ieri a favore della guerra, continui a farlo anche oggi, quando sono evidenti le ragioni di questo conflitto tra il mondo multipolare in divenire e quello esistente ed egemonico in crisi.

Mi sorge spontanea una domanda: ma c’è qualcuno da qualche parte che abbia a cuore le sorti dell’Europa e delle Nazioni che la compongono?

Possibile che ancora non si sia compresa la differenza tra UE ed Europa?

La prima, centro di potere totalmente avulso dalla realtà e dal controllo democratico che noi cittadini possiamo esercitare, la seconda entità territoriale ben definita, composta da popoli di varia specie, crogiolo di civiltà formatesi in millenni di scambi, non sempre amorevoli, con civiltà e popoli vicini e lontani.

Sarà appunto per la lontananza, seppur di pochi mesi, ma mi sembra che tutti siano allineati al centro di potere e nessuno ai popoli, alle loro vite.

Nascosti all’ombra dei cugini d’oltreoceano e manovrati da oltre manica, ci siamo sempre detti che non eravamo liberi, non era colpa nostra.

Ora, con tutta la prudenza ed i distinguo del caso, chi ci impediva di muoverci allenta la catena e sembra prenda un’altra direzione, i nostri governanti, i nostri intellettuali, che fanno?

Ci vogliono infilare elmetto e scarponi per mandarci in guerra… con la gente che scende pure in piazza ad osannarli.

Per favore, ditemi che mi sto sbagliando.

Quando ci renderemo conto che l’Europa, l’Italia e le Nazioni tutte sono la terra che abbiamo sotto le scarpe, che gli Europei, gli Italiani ed i Popoli tutti siamo noi che abbiamo i piedi infilati in quelle scarpe e che nulla abbiamo da spartire con quel centro di potere UE che persegue altri interessi?

Poi va bene, parlino e scrivano tutto il male possibile su questa Russia che vuole “conquistare il mondo”. Abbiano il coraggio di scrivere anche come convivono 180 e più popoli di lingua, cultura e fede diverse all’interno della stessa Federazione, ognuno orgoglioso di appartenere al proprio Popolo ed alla propria comunità come alla Russia.

Scrivano pure che l’economia è sull’orlo dell’abisso, però prima facciano un giretto così, per pura curiosità, usando i fondi Usaid per acquistare un biglietto aereo.

Scrivano pure che la gente vive in estrema povertà, soffrendo per la mancanza dei beni di prima necessità ma lo facciano dopo aver visitato qualche famiglia in Italia, quelle che i soldi Usaid non hanno mai visto e manco sapevano che c’erano.

Scrivano pure che non c’è libertà di opinione e di espressione… in effetti su questo hanno ragione, non sono libero di scrivere tutto ciò che voglio… ne risulterebbe un turpiloquio poco elegante…

Scrivano però anche degli innumerevoli atti di censura avvenuti in Italia e nei paesi del giardino fiorito, atti mai avvenuti qui in Russia nei confronti di nessuno.

Da Mosca è tutto… per ora. Con rispetto, Enio

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