L’CQUA TRADITA

L’CQUA TRADITA

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ Quindici anni dopo il referendum, la democrazia resta a secco. Esistono momenti nella storia di un Paese in cui il popolo parla con una chiarezza tale da non lasciare spazio ad ambiguità.


🎯 Il 12 e 13 giugno 2011 fu uno di quei momenti. Ventisette milioni di cittadini italiani si recarono alle urne per affermare un principio semplice e rivoluzionario: l’acqua non è una merce, non può essere trasformata in fonte di profitto e deve rimanere un bene comune sottratto alle logiche del mercato.


🎯 Fu una vittoria straordinaria. Oltre il 95% dei votanti si espresse contro le norme che favorivano la privatizzazione del Servizio Idrico Integrato e contro la remunerazione garantita del capitale investito.


🎯 Una consultazione popolare di dimensioni storiche che avrebbe dovuto rappresentare una svolta nella gestione dei beni comuni. Eppure, a distanza di quindici anni, quella volontà popolare appare tradita. Il referendum è stato progressivamente svuotato, aggirato, neutralizzato.


🎯 La sovranità popolare è stata celebrata a parole e ignorata nei fatti. Il caso dell’acqua rappresenta forse una delle più evidenti contraddizioni della democrazia italiana contemporanea. Quando i cittadini vengono chiamati a scegliere su questioni secondarie, il loro voto viene rispettato.


🎯 Quando invece mettono in discussione interessi economici consolidati e rapporti di potere profondamente radicati, il meccanismo democratico sembra improvvisamente incepparsi.


🎯 Dal 2011 si sono succeduti governi di ogni colore politico. Governi tecnici, governi di centrodestra, governi di centrosinistra, governi di larghe intese. Nessuno ha avuto il coraggio politico di trasformare in legge la volontà espressa dal referendum.


🎯 Nessuno ha voluto approvare la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, sostenuta da centinaia di migliaia di cittadini. Il motivo è evidente. L’acqua rappresenta uno dei grandi mercati del futuro.


🎯 In un pianeta sempre più colpito dai cambiamenti climatici, dalla siccità e dall’aumento della popolazione, il controllo delle risorse idriche è destinato a diventare una delle principali fonti di potere economico e geopolitico del XXI secolo.


🎯 Le grandi multinazionali lo hanno compreso da tempo. Non a caso molte delle corporation che dominano il mercato mondiale delle acque imbottigliate guardano con interesse crescente ai sistemi pubblici di distribuzione e gestione della risorsa idrica.


🎯 Le conseguenze della mercificazione dell’acqua sono già realtà in molte parti del mondo. In Palestina l’acqua rappresenta uno degli strumenti attraverso cui si esercita il controllo territoriale.


🎯 Da decenni le principali risorse idriche sono sottoposte a una gestione che favorisce in modo schiacciante la popolazione israeliana rispetto a quella palestinese.


🎯 Il referendum del 2011 continua a parlare all’Italia. Non è soltanto una pagina della memoria civile. È una domanda ancora aperta. Chi decide realmente sul destino dei beni comuni? I cittadini o il mercato?


🎯Finché questa domanda resterà senza risposta, la democrazia italiana continuerà ad assomigliare a un acquedotto pieno di crepe: apparentemente funzionante, ma incapace di portare fino in fondo la volontà popolare .....

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Mario Sommella


Articolo integrale ⤵️

https://mariosommella.com/2026/06/08/lacqua-tradita/

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