LA VERITÀ
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA⏹️ Trump continua a postare immagini che offendono il nostro Presidente del Consiglio. Ma nulla accade, il servidorame “politicamente corretto” tace o continua imperterrito ad affermare che le relazioni con gli Stati Uniti sono ottime.
🔹️ Il pubblico dileggio del Presidente del Consiglio non è solo un attacco personale, è gesto di tracotante arroganza con cui si evidenzia al mondo lo stato di semicolonia dell’Italia. Da un partito che si dichiara sovranista ci saremmo aspettati altro, invece ancora nulla.
🔹️ Vannacci, anch’egli è silente. Gli italiani paiono non cogliere il carattere offensivo delle parole e delle immagini postate in modo provocatorio da Trump e con cui rassicura i suoi elettori del suo controllo e dominio sull’impero.
🔹️ I Presidenti passano, ma le offese restano nella cultura di un popolo, lo definiscono fino a fargli apparire come “banale e normale” essere oggetto di offese in cui si vuole riaffermare la condizione di evidente inferiorità politica dinanzi all’imperatore.
🔹️ Nulla accade, ripeto, i giovani continuano a guardare ammirati gli Stati Uniti, si imitano i (cattivi) costumi, si impara la lingua e si osanna il modello americano, mentre si è oggetto di pubblici insulti.
🔹️ In tale cornice vi è da chiedersi se siamo un popolo e una nazione o semplicemente una giustapposizione di individui colonizzati nella mente e nel cuore al punto da non sentire il peso dell’offesa alla nazione e alla cultura italiana.
🔹️ Un popolo dedito a subire e ad imitare il dominatore è destinato all’estinzione reale. Ridurre le “osservazioni” di Trump a una disputa tra potenti di diverso calibro è un errore, così come giustificare taluni eccessi come causati da un “cattivo equilibrio psicologico”.
🔹️ Trump ha il merito di aver rinunciato alla retorica ingannevole e capziosa delle belle parole, ci comunica cosa siamo e cosa siamo stati per gli americani dal 1949 in poi.
🔹️ Con l’istituzione della NATO e la nostra adesione abbiamo scelto la dipendenza culturale e militare, prova ne è il territorio occupato da un centinaio di basi militari.
🔹️ Il nemico non sono i migranti, ma gli alleati… Non si intravede da destra come da sinistra nessun cenno per portare fuori l’Italia da questa palude in cui si affonda.
🔹️ Si esige da oltreoceano l’aumento della spesa militare al 5% del PIL e acquisto delle armi dagli Stati Uniti. Siamo un affare! Se uno stato accetta anche parzialmente tale logica è consequenziale il “disprezzo di cui è oggetto dai dominati”.
🔹️ La parola dignità è ormai desueta e impronunciabile in tale cornice. L’unico dato ragguardevole è la verità che si mostra a noi senza veli e senza mediazioni, liberi di rimuovere il problema o di guardare la realtà della condizione in cui siamo caduti e decaduti e progettare l’uscita da tale logica di dominio.
🔹️ Anche solo pensare e ipotizzare in tale contesto l’uscita dalla NATO non è certo la soluzione, ma è il segno che non siamo morti....
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Salvatore A. Bravo
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