LA FRAGILE FORTEZZA AMERICANA

LA FRAGILE FORTEZZA AMERICANA

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ Quarantuno giorni: è il   margine che separa gli Stati Uniti dall’esaurimento delle loro riserve di greggio, al ritmo attuale dei prelievi. È il livello più basso degli ultimi 50 anni.


🔹️ Le caverne saline in cui gli Stati Uniti stipano da decenni le proprie riserve strategiche di greggio si stanno svuotando a ritmi che non si vedevano dai primi anni Ottanta.


🔹️ Con la Strategic Petroleum Reserve scesa sotto la soglia dei 300 milioni di barili per la prima volta dal 1983, la prima potenza globale rischia di ritrovarsi senza paracadute energetico.


🔹️ L’interruzione prolungata dei flussi nello Stretto di Hormuz e le fiammate inflazionistiche globali stanno mettendo a nudo una vulnerabilità che per decenni era rimasta nascosta dietro la potenza finanziaria, militare ed energetica USA.


🔹️ Per capire come quella che era la più grande economia del pianeta sia giunta a questo punto, occorre ricomporre un mosaico geopolitico e finanziario in cui ogni tessera, da Washington a Tokyo, passando per i mercati del credito privato, rischia di far crollare l’intera costruzione.


🔹️ Il rapporto sui risparmi emergenziali negli Stati Uniti pubblicato da Bankrate all’inizio di febbraio sulla base delle rilevazioni del dicembre 2025 attesta che soltanto il 47% statunitensi disponeva di liquidità sufficiente per coprire una spesa imprevista di 1.000 dollari.


🔹️ Un dato allarmante, che scaturisce dal declino costante, spalmato su un periodo ormai pluridecennale, della quota di reddito nazionale destinata ai lavoratori, crollata al minimo storico (52,9%) nel secondo trimestre del 2026.


🔹️ Al declino tendenziale dei salari corrisponde un processo di concentrazione della ricchezza letteralmente senza precedenti nella storia degli Stati Uniti.


🔹️ Stando alle stime formulate dagli economisti Gabriel Zucman ed Emmanuel Saez, all’apice della Gilded Age, negli ultimi decenni del XIX secolo, il patrimonio netto riconducibile allo 0,00001% più ricco della popolazione ammontava al 3% circa del Pil statunitense.


🔹️Allo stato attuale, le fortune facenti capo al medesimo, ristrettissimo nucleo di super-facoltosi risulta equivalente al 12% del Pil.


🔹️ Sebbene oltre la metà delle famiglie statunitensi detenga, direttamente o tramite fondi pensione, azioni e abbia quindi beneficiato dell’impennata record dei listini, il vantaggio reale che sono riusciti a trarne i segmenti medi e medio-bassi si è rivelato molto relativo.


🔹️ Secondo un’indagine condotta dalla Federal Reserve, l’1% più ricco della popolazione statunitense deteneva il 50% di tutte le azioni, per un valore di circa 27.600 miliardi di dollari al primo trimestre del 2026.


🔹️ Il 10% più ricco possedeva l’87% della ricchezza azionaria, pari a circa 48.000 miliardi di dollari. Il 50% più povero degli statunitensi, possedeva in termini netti soltanto l’1% delle azioni, per un controvalore di circa 590 miliardi di dollari.


🔹️ Un’altra conseguenza, significativa, del processo di polarizzazione socio - economica statunitense è l’alto livello di indebitamento delle famiglie, pari a 18,8 trilioni di dollari nel secondo trimestre del 2026.


🔹️ Dal dato emerge che 13,1 trilioni sono di mutui immobiliari e 1,66 trilioni i debiti studenteschi. I debiti sulle carte di credito toccano quota 1,26 trilioni, con un aumento di 21 miliardi su base trimestrale. Il record storico di 1,28 trilioni era stato raggiunto nel quarto trimestre del 2025.


🔹️ Nel corso dei mesi passati, gli Stati Uniti avevano ridotto drasticamente (fino al 50%) gli approvvigionamenti di «oro nero» in un’ottica di allentamento delle tensioni sui prezzi generate dal conflitto israelo-statunitense a danno dell’Iran.


🔹️ Questo facendo affidamento su carbone e rinnovabili, su un maggiore impiego dei trasporti pubblici, sull’aumento della produzione interna di idrocarburi e sull’utilizzo delle scorte gigantesche allestite in precedenza.


🔹️ Il cambio di registro varato da Pechino va per di più a sovrapporsi alla caduta significativa della capacità di raffinazione della Russia, imputabile ai continui attacchi con droni sferrati dalle forze armate ucraine contro gli impianti di lavorazione del greggio disseminati in varie zone del Paese.


🔹️ La situazione è destinata a peggiorare a causa dell’inevitabile, imminente incremento dell’inflazione, dovuto alle implicazioni nefaste dell’attacco israelo-statunitense contro l’Iran.


🔹️ Combinandosi all’attivismo degli Houthi nel Mar Rosso, la chiusura intermittente dello Stretto di Hormuz da parte degli iraniani ha originato una colossale strozzatura dal lato dell’offerta energetica foriera di pesanti fiammate inflazionistiche in tutto il mondo.....

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Giacomo Gabellini


Articolo integrale ⤵️

https://krisisinfo.substack.com/p/la-fragile-fortezza-americana

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