LA FALSA RIVOLTA DELLA DESTRA SOCIALE

LA FALSA RIVOLTA DELLA DESTRA SOCIALE

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ C’è una destra che non ama Wall Street, non sogna Silicon Valley, non si commuove davanti al lessico aziendale della competitività e non considera il mercato l’ultimo giudice della storia.


🔸️ È una destra che guarda con sospetto l’americanismo, la società dei consumi, l’individualismo proprietario, la riduzione dell’uomo a produttore, consumatore, contribuente e spettatore.


🔸️ Una destra sociale che, nei suoi momenti culturalmente più ambiziosi, ha disprezzato il borghese più ancora del proletario, l’usuraio più ancora del sovversivo, il cosmopolita più ancora dell’avversario di sinistra. Non si tratta di un partito preciso, né di una corrente perfettamente delimitata.


🔸️ La destra sociale è una sensibilità: un modo di concepire la destra come popolare, comunitaria, antiliberista, critica verso il capitalismo finanziario e l’americanismo, capace di utilizzare il lessico populista, ma radicalmente ostile all’universalismo egualitario della sinistra.


🔸️ Vuole essere identitaria e popolare, anticapitalista ma anticomunista, antiborghese ma non egualitaria, comunitaria ma non universalistica.


🔸️ Qui nasce il suo problema. La destra sociale può criticare il capitalismo come dissoluzione, usura e sradicamento; può denunciare il dominio del denaro, la mercificazione dell’esistenza, la distruzione dei legami comunitari.


🔸️ Ma non riesce a riconoscere come legittimi proprio gli strumenti politici che potrebbero contenere il potere del capitale: il sindacato, la redistribuzione, la tassazione progressiva, lo Stato sociale, il conflitto di classe.


🔸️ Il suo anticomunismo continua a funzionare anche dopo la scomparsa del comunismo reale. Non combatte più un avversario storico effettivo, ma un fantasma polemico nel quale finiscono per essere confuse la sinistra, l’eguaglianza, il welfare, la protesta sociale e ogni limite politico imposto al mercato.


🔸️ È questo il primo vicolo cieco. La destra sociale critica il capitalismo, ma diffida degli strumenti capaci di limitarlo. Denuncia lo sradicamento prodotto dal mercato, ma si ritrae davanti alle politiche che potrebbero correggerne gli effetti.


🔸️ Vuole difendere il popolo, ma non accetta fino in fondo il conflitto tra chi possiede e chi lavora. Vuole combattere il cosmopolitismo del denaro, ma finisce quasi sempre per allearsi con chi il denaro lo accumula ....


🔸️ In questa frizione si inserisce la destra economica. Essa non ha alcun interesse reale per la Tradizione, la comunità organica, la critica dell’americanismo, la lotta al nichilismo, la civiltà contro la tecnica, l’ecologia identitaria. Alla destra economica interessa una sola cosa della destra sociale: l’anticomunismo.....


🔸️.... La tragedia della destra sociale è dunque questa: avere spesso capito alcune malattie della modernità, ma avere scelto quasi sempre le medicine sbagliate.


🔸️ Ha visto lo sradicamento, ma ha risposto con la nostalgia dell’identità organica. Ha visto la mercificazione, ma non ha saputo rompere con i poteri economici che la generano. Ha visto l’imperialismo, ma ha cercato rifugio in sovranità spesso retoriche.


🔸️ Ha visto la decadenza della politica, ma le ha opposto autoritarismo e verticalizzazione del potere. Ha visto l’uomo ridotto a consumatore, ma non ha saputo riconoscerlo come lavoratore.


🔸️ Voleva opporsi all’universalismo progressista senza vedere che è il capitale il più potente universalismo realmente esistente. Il mercato, molto più del comunismo, ha abolito frontiere, tradizioni, comunità, mestieri, economie locali, ritmi antichi.


🔸️ Per uscire dal vicolo cieco, la destra sociale dovrebbe prendere sul serio il proprio anticapitalismo fino a rompere con la destra economica.


🔸️ Ma, facendo questo, dovrebbe anche ripensare il proprio antiegualitarismo, la propria ossessione gerarchica, il proprio rifiuto dell’universalismo.


🔸️ Dovrebbe diventare altro da sé. E infatti non lo fa. Preferisce restare ciò che è: radicale nei simboli, moderata nei rapporti economici; rivoluzionaria nei toni, conservatrice negli effetti; nemica dichiarata del sistema, sua ausiliaria effettiva.


🔸️ Ed è forse questa la sua condanna più sottile: credere di combattere la modernità mentre ne serve il meccanismo più potente. Gridare contro il mondo del denaro, ma finire a fargli da scudo.


🔸️ Parlare di destino, comunità e civiltà, mentre la vecchia e ben oliata destra economica incassa profitti, consolida rendite e preserva, quando non aumenta, il proprio peso economico ....

Continua ⤵️


Francesco Coniglione


Articolo integrale ⤵️

https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2026/09/01/la-falsa-rivolta-della-destra-sociale/

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