LA DISTOPIA COME ISOTOPO DELL’UTOPIA

LA DISTOPIA COME ISOTOPO DELL’UTOPIA

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ Il Fabianesimo, pur essendo una forma di socialismo, a differenza del marxismo continentale, rifiuta la lotta di classe violenta e la rivoluzione, proponendo un modello di trasformazione sociale guidato dalla ragione, dalla scienza e dalle istituzioni.


🎯 Il Fabianesimo concepisce la storia positivisticamente come evoluzione e non come lotta di classe e rotture dialettiche. Gli strumenti principali cui si affida sono la regolamentazione, legislazione, la burocrazia, la scienza, l’educazione.


🎯 Un’importante accortezza di questo metodo è che esso non solo non cerca l’affermazione mediante lo scontro, ma neanche enuncia programmi alla popolazione, né chiama il popolo al consenso o si mette ai voti, né fonda partiti, né assume una soggettività politica.


🎯 Occupa piuttosto partiti già esistenti, di sinistra. Opera in silenzio e impersonalmente, per “coperte vie”. Pertanto non si espone ad essere individuato, additato all’opinione pubblica, dibattuto nelle varie sedi, attaccato o sconfitto, e può tranquillamente incassare insuccessi in un certo ambito o momento storico, per poi riprendere la sua azione da altre direzioni, allo stesso modo.


🎯 Evita lo scontro, e sfrutta emergenze create indirettamente e copertamente crisi economiche, finanziarie, sanitarie, demografiche e approfitta del conseguente stato di emergenza, reale o mediaticamente creato, per sospendere le libertà, svuotare gli organi elettivi, monopolizzare la narrazione, accentrare il potere decisionale, dotarlo di poteri emergenziali e far percepire, divenire l’eccezione come nuova normalità. La vicenda del Covid ne è un esempio.


🎯 La Fabian Society, fondata a Londra nel 1884, appare oggi piccola cosa nei confronti dei giganti privati del potere internazionale opaco, le grandi concentrazioni di potere monetario, finanziario e tecnologico.


🎯 Eppure, il mondo culturale e morale in cui oggi viviamo, gli ordinamenti giuridici, la rappresentazione della realtà, gran parte dei valori e disvalori, delle mode e delle convenzioni sociali dei nostri giorni, sono stati costruiti col metodo fabiano.


🎯 Esso dirige l’architettura generale dell’ingegneria socio-culturale che viene attuata, e guida le grandi trasformazioni socio-culturali e demografiche, parla attraverso capi di stato e di governo, attraverso i mass media e gli entertainment media, attraverso gli atti dei giudici e dei legislatori, le prediche dei politici e dei clerici ….


🎯 Naturalmente, presuppone la regia e la sponsorizzazione di una grande centrale di potere economico e politico. Anche oggi il suo metodo viene applicato per la realizzazione di una società quale quella divisata dai primi Fabiani: tecnocratica, regolatoria, pianificata, gestita centralisticamente dall’alto, quindi paternalista.


🎯 Questo è un modello incarnato soprattutto dall’UE, che ha definito se stessa, per bocca della von der Leyen, “una potenza regolatoria” che si realizza con fabiana gradualità, mediante trasferimento a un centro decisionale sottratto ai controlli democratici, pezzo dopo pezzo, i poteri sovrani degli stati membri, e anche nel senso che essa riesce a imbrigliare e neutralizzare ogni spinta divergente dalla sua blueprint.


🎯 Quello fabiano è pure il metodo con cui si costruisce il pensiero unico: non attacco frontale, ma pressioni convergenti multidirezionali. E censure, oscuramento, esclusione per chi non ne rispetta i canoni.


🎯 E’ basato sulla infiltrazione, permeazione e riforma graduale degli ordinamenti, degli apparati amministrativi, accademici, politici, mediatici e anche giudiziari: la classe privilegiata dei magistrati è sempre stata molto collaborativa.


🎯 Collocare, uno dopo l’altro, gli uomini giusti nei posti giusti, e bloccare le carriere degli altri. Prendere la guida della narrazione dal suo stesso formarsi, e uniformarla in tutti gli ambiti della grande comunicazione. Acquisire il monopolio del discorso.


🎯 Assumere il controllo dei partiti socialisti, iniziando dal Labour Party, e dei sindacati dei lavoratori. Monopolizzare in essi l’ideale di giustizia, ed “educare” le magistrature.


🎯 Aprire, gradualmente, alla sostituzione culturale, religiosa, etnica, e parallelamente costruire uno stato di sorveglianza tecnologica.


🎯 Riempire, come si fa da decenni, i programmi di intrattenimento per bambini di contenuti e suggestioni transgender e omosessuali (oggi si lamenta che metà dei programmi di Netflix per la fanciullezza veicoli suggestioni lgbtqx), per gradualmente rendere gradevole e pregevole l’idea di queste cose.


🎯 Finanziare determinate narrazioni storiche, scientifiche, economiche, ecologiche, sessuali, fino a renderle ovvie nella percezione popolare e a giustificare il definanziamento, il silenziamento, la criminalizzazione e la punizione delle voci dissenzienti


🎯 Pertanto tutto il ceto intellettuale (dagli insegnanti ai professori ai giornalisti agli scienziati ai politici) si adatti al fatto che, per lavorare, bisogna salire su quel carro.


🎯 Obbligare di fatto a inserire quote di personaggi di colore nei film storici che trattano di tempi e luoghi dove c’erano solo bianchi (persino la regina Ginevra è adesso una mulatta), in modo da cambiare e attenuare l’identità storica.


🎯 Suscitare e coltivare nei contemporanei sensi di colpa e di obbligo risarcitorio per il passato coloniale delle loro nazioni. Indurli gradualmente ad accettare che l’immigrazione incontrollata distrugga l’ordine pubblico e conquisti intere aree urbane e rurali, dove neanche la polizia entra più, espropriandone la popolazione autoctona.


🎯 Il metodo fabiano ha trasformato il sentire, l’etica, i valori, i sensi di colpa seguendo il principio della Finestra di Overton, fino a giustificare radicali e violente repressioni della libertà di parola, a imporre direttive conformanti ed escludenti alla scuola e all’accademia.


🎯 Questo fino a rendere socialmente apprezzate cose prima tabù, come l’omosessualità, e tabù cose che prima erano valori condivisi: patria, famiglia, religione, nazione, bandiera.


🎯 Sebbene la Società Fabiana sia nata con l’obiettivo formale di estendere la democrazia all’ambito economico, la sua matrice ideologica conteneva elementi strutturali che diversi critici (sia da destra, sia da sinistra libertaria) hanno individuato come premesse per una vera e propria deriva autoritaria e paternalistica....

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Marco Della Luna


Articolo integrale ⤵️

https://marcodellaluna.info/2026/08/06/la-distopia-come-isotopo-dellutopia/

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