LA CURA SOTTO PUNTEGGIO
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA⏹️ In Francia esiste un numero, compreso tra zero e uno, che ogni mese contribuisce a decidere il destino di milioni di persone.
🎯 Più quel numero si avvicina all’uno, più cresce la probabilità di finire nel mirino di un controllo, di vedersi sospendere un sussidio, di essere trattati come potenziali truffatori. Non conta la storia personale, non conta il volto, non conta la fatica accumulata in una vita: conta il punteggio.
🎯 Il sistema pubblico francese ha inserito per anni tre condizioni che fanno salire il punteggio e che dovrebbero togliere il sonno a chiunque abbia a cuore la giustizia sociale: l’essere poveri, l’essere senza lavoro e il percepire un’indennità di disabilità.
🎯 Non è una fantasia distopica, non è la trama di un romanzo sul futuro. È il presente, ed è già installato dentro le pieghe amministrative di alcune tra le più mature democrazie europee. La chiamano innovazione.
🎯 Ci raccontano che IA renderà più efficienti i servizi pubblici, taglierà gli sprechi, semplificherà la vita dei cittadini. Ma dietro questa narrazione luminosa si nasconde una domanda che non è tecnica bensì squisitamente politica:
🎯 Chi deciderà, domani, chi ha diritto all’assistenza, alle cure, alla protezione sociale? E soprattutto, con quali criteri, sotto il controllo di chi, con quale possibilità di replica per chi finisce dalla parte sbagliata del calcolo?
🎯 Ogni potere che vuole tagliare i diritti ha bisogno di parole che facciano sembrare naturale ciò che è invece una scelta. Nel lessico del welfare digitale queste parole sono note: efficienza, razionalizzazione, lotta agli sprechi, contrasto alle frodi.
🎯 Se a decidere è un algoritmo, ci viene detto, non c’è più arbitrio, non c’è più discrezionalità, non c’è più politica: c’è solo il calcolo oggettivo, freddo, imparziale. È qui che si consuma l’inganno più profondo.
🎯 Perché presentare come tecnica una decisione che riguarda la dignità delle persone significa sottrarla al conflitto democratico, spoliticizzarla, metterla al riparo dalla discussione pubblica.
🎯 Alla fine tutto si riduce a una verità semplice e incancellabile: la cura non è una variabile economica, non è un algoritmo, non è una statistica. La cura è una relazione umana fondata sul riconoscimento della dignità dell’altro, sul farsi carico della sua fragilità come se fosse la nostra.
🎯 Una società che affida a una macchina la decisione su chi meriti di essere assistito ha già smarrito il senso stesso della parola giustizia.
🎯 La qualità democratica di un Paese si misurerà sempre più su questo crinale: se la tecnologia sarà usata per ampliare i diritti o per restringerli, per riconoscere le persone o per ridurle a punteggi.
🎯 Nell’era dell’IA la domanda decisiva resta quella di sempre, e non ammette risposte tiepide: la fragilità sarà un valore umano da proteggere o un costo da tagliare? Dalla risposta non dipende soltanto il futuro degli anziani e delle persone con disabilità e da ciò che avremo ancora il diritto di chiamare democrazia....
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Mario Sommella
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