Jeep Wrangler Stitch Concept
CarFanaticsCome è ormai tradizione, in occasione dell'annuale Easter Moab Safari, Jeep sfrutta l'occasione per presentare svariati curiosi esemplari delle vetture già presenti nella propria gamma, riviste per eccellere in vari aspetti della guida in fuoristrada.
Giunti quindi all'edizione del 2013, il costruttore svelò, tra le altre, la Jeep Wrangler Stitch Concept, variante rivista della classica Wrangler.
Erede spirituale della Jeep Wrangler Pork Chop, versione ultraleggera presentata all'Easter Jeep del 2011, la Stitch ne riprendeva la medesima filosofia: migliorare le doti fuoristradistiche tramite l'alleggerimento estremo.
Basata sulla Wrangler Rubicon, come ben si nota ad un primo sguardo, le cure di Jeep partirono quindi dal look, con la ricerca della massima leggerezza che portò il costruttore ad abbandonare totalmente le portiere anteriori, a rimuovere intere parti della carrozzeria o ad installare componenti totalmente nuove quali il cofano, una versione realizzata in fibra di carbonio di quello trovato sulla Wrangler 10th Anniversary Rubicon.
Dotata di roll-bar ridisegnato realizzato in acciaio al cromo molibdeno, nuovi passaruota, e pressoché privata di paraurti, la Stitch poteva poi contare su un parabrezza tagliato di 50 mm, di fanaleria a led Truck-Lite e di tetto soft-top realizzato in vinile giallo, che ben si abbinava alla carrozzeria, parzialmente nera e parzialmente realizzata da uno specifico tessuto architettonico forato, che da alcune angolazioni permetteva di vedervi attraverso.
Ovviamente rivista anche a bordo, la nostra Wrangler, il cui abitacolo risultava ora quasi totalmente aperto, in quanto appunto privo di portiere e di alcuna copertura posteriore, sfoggiava rivestimenti gialli e neri, curiosamente arricchiti in questo caso dai sedili in pelle della SRT Viper realizzati da Sabelt; ovviamente vennero abbandonate le sedute posteriori, evidentemente ritenute superflue.
Forte quindi di un peso di soli 1.361 kg, per un rapporto potenza-peso al pari di una Jeep Grand Cherokee SRT, la Stitch venne ovviamente dotata di una meccanica rivista, con cerchi in alluminio da 17" gommati pneumatici Mickey Thompson da fuoristrada da 35", il tutto abbinato ad assali DynaTrac Pro Rock 44, bloccaggi anteriori e posteriori ARB, molle King con bump-stop pneumatici ed alberi della trasmissione Tom Woods, per doti in fuoristrada a dir poco eccezionali.
Altre modifiche interessarono i bracci inferiori delle sospensioni, curati da Full-Traction ed ora in alluminio, stesso materiale impiegato per il serbatoio GenRight ed il sottoscocca, tutto ovviamente per raggiungere il peso piuma di cui poteva vantarsi; per far capire la mole della ricerca ossessiva di leggerezza, basti pensare che anche gli assali ed il telaio furono modificati per ridurne il peso.
Spinta dal 3.6L V6 della variante di serie, quest'ultimo venne dotata di aspirazione cold-air e scarico rivisti da Mopar, per una potenza indubbiamente lievemente aumentata rispetto ai canonici 285 CV e 352 Nm.
Estrema variante della classica Wrangler, la Stitch Concept voleva mostrare al mondo ciò che la leggerezza, unita a specifiche modifiche meccaniche, potevano fare per aumentare le doti in fuoristrada della già eccellente americana, resa per l'occasione a tutti gli effetti inarrestabile.




