JW Broadcasting (settembre 2024)
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Nel programma di questo mese vedremo come Geova è pronto ad aiutarci quando affrontiamo delle ingiustizie. Il nuovo episodio di Imitiamo la loro fede ci mostrerà come Miriam accettò la disciplina con umiltà. In che modo due adolescenti hanno fatto conoscere ad altri la vera soluzione alle ingiustizie? Lo scopriremo nel nuovo episodio di Perché ho fede. E il video musicale ci mostrerà come Geova ci dà la forza quando ci sembra di non farcela più. Benvenuti a JW Broadcasting! Vi siete mai sentiti svantaggiati? Avete mai pensato che a causa delle circostanze che vivete e su cui non avete alcun controllo, siete penalizzati, sfavoriti nella vita? Magari avete la sensazione che nella corsa della vita gli altri corrano liberi, e che invece voi corriate con le stampelle. In questo programma parleremo in modo approfondito di un aspetto affascinante della personalità di Geova: la sua grande premura verso chi è svantaggiato. Metteremo in luce quello che prova per queste persone, il rispetto che ha di loro e come se ne è preso cura nel corso di tutta la storia. Vedremo anche in che modo la premura di Geova nei confronti dei più deboli ci avvicina a lui, e se voi state vivendo circostanze sfavorevoli, questa analisi vi conforterà molto. Ma prima di tutto, a che ci riferiamo con il termine “svantaggiati”? Nel nostro ragionamento, quando useremo questa espressione, non ci riferiremo ai limiti che una persona potrebbe avere, ma alle circostanze sfavorevoli della vita con cui una persona deve fare i conti. E che spesso dipendono da fattori esterni, e non dalla propria volontà. Tra queste persone la Bibbia menziona nello specifico le vedove, gli orfani e gli stranieri residenti. Notate le parole di Deuteronomio 24:17: Commentando questo versetto, La Torre di Guardia diceva che “la legge tutelava in particolare chi non era in grado di difendersi, come gli orfani, le vedove e gli stranieri residenti”. Salmo 10:14 si riferisce a loro definendoli ‘vittime sfortunate’. E nella Bibbia si usa anche il termine “misero”, non per indicare che siano poco importanti, ma a causa delle loro circostanze. Ma a questo punto potremmo chiederci: che sentimenti prova Geova verso chi è svantaggiato? Qui emergono degli aspetti stupendi della personalità di Geova, la sua compassione e la sua empatia all’opera. Una vedova non ha un marito accanto a lei che se ne prenda cura, un orfano non ha dei genitori che si preoccupino di lui e lo proteggano, e uno straniero non ha chi difenda i suoi diritti. Così Geova si fa avanti e riveste questi ruoli per ognuno di loro. Guardate infatti la scelta di parole del Salmo 68, al versetto 5: Quindi qui Geova decide di colmare il vuoto che si è creato. Diventa lui il padre, diventa lui il difensore. E proprio per questo notate quanto ha cuore chi è indifeso dalle parole di Esodo 22:22-24: La Torre di Guardia, a proposito di questo versetto, dice: Riuscite a capire quanto Geova si prende a cuore la situazione dei miseri, di quelli che sono svantaggiati? Se ne assume la piena responsabilità. Geova assicura che darà loro protezione. La vita li ha resi svantaggiati, ma Geova compensa questo svantaggio. Il fatto che Geova si assuma personalmente la responsabilità di queste persone è ancora più evidente da Proverbi 19:17: Analizziamo un attimo il procedimento descritto in questo versetto. Prima di tutto noi aiutiamo chi è misero, mostriamo compassione in qualche modo pratico, gli diamo incoraggiamento, ci assicuriamo che venga trattato giustamente, o che riceva assistenza per qualcosa di cui ha bisogno. E poi, dato che, come abbiamo detto, Geova si assume la responsabilità di prendersi cura di chi è svantaggiato, quando noi ci facciamo avanti e diamo una mano, Geova considera quel gesto come qualcosa che diamo a lui, lo considera un aiuto per assolvere la sua responsabilità. Ma per Geova questo non è un pagamento, non è un regalo, è un prestito! E qual è la differenza tra il regalo e il prestito? Che chi fa un prestito va ripagato. Pensateci, quando noi aiutiamo chi è svantaggiato, Geova, il sovrano dell’universo, si sente in debito con noi, semplici esseri umani. E Geova ripagherà il debito, ci benedirà e ci concederà il suo favore. Non c’è alcun dubbio, Geova ha profondamente a cuore chi sta affrontando circostanze sfavorevoli. Approfondiamo ancora un po’ questo concetto. Visto che l’amore e la compassione di Geova per chi è svantaggiato sono molto forti, stabilì delle leggi per garantirgli protezione. Da queste leggi traspare il suo grado di comprensione verso queste persone, quanto le ama e quanto desidera proteggerle. Vediamo due esempi che lo dimostrano. Il primo è la legge che riguardava la garanzia che si chiedeva per un prestito. La troviamo in Esodo 22:26, 27: Questa legge mostrava considerazione per qualunque israelita che, essendo povero, doveva chiedere un prestito. Comunque notate la clausola aggiuntiva che si applicava nel caso delle vedove. La troviamo in Deuteronomio 24:17: Nel caso della vedova non era concesso a nessun israelita prendere la veste come garanzia. Evidentemente Geova voleva assicurarsi che non corresse nemmeno il pericolo di restare al freddo nella notte, senza una veste per coprirsi. Non è una cosa emozionante? Una legge come questa non vi fa percepire l’amore e la cura di Geova per chi vive in circostanze sfavorevoli? Il secondo esempio riguarda una legge in favore dei poveri. Legge che aveva a che fare con i sacrifici che gli israeliti dovevano offrire a Geova per ottenere il perdono dei loro peccati. Come sappiamo il sangue era un elemento necessario per poter essere perdonati. Infatti Levitico 17:11 dice che se qualcuno ha peccato “è il sangue che fa espiazione”. Ad ogni modo, notate cosa prevedeva la legge in Israele per chi era molto povero, come dice Levitico 5:11. La Torre di Guardia spiega questa legge così: E poi continua: Da questa legge sono evidenti la ragionevolezza di Geova, la sua compassione e il suo amore per gli svantaggiati. Nessun israelita veniva escluso. Tutti avevano la stessa possibilità di offrire un sacrificio e sentirsi liberi dalla colpa. Fino a qui abbiamo compreso che Geova decide di farsi carico di chi è svantaggiato e che si prende cura di queste persone. Che si fa avanti e diventa ciò di cui hanno bisogno. Che quando noi diamo loro aiuto, Geova lo considera un prestito fatto a lui. E anche quanto la sua compassione e il suo amore sono evidenti dalle leggi che emanò per i più deboli in Israele. Ma ecco un’altra domanda importante. Quando ripensiamo al posto speciale che Geova ha riservato nel suo cuore per chi è svantaggiato, che sentimenti proviamo nei suoi confronti? Non ci sentiamo sempre più vicini a lui? Ci viene spontaneo provare amore per Geova. L’amore e la premura di Geova sono in netto contrasto con il modo in cui il mondo tratta le persone più deboli o indifese. Triste a dirsi, il mondo spesso calpesta chi è più svantaggiato. Se ne approfitta per il semplice fatto che può farlo. Pensateci, chi è che viene ammirato nel mondo, che ha successo? Non è generalmente chi è bello, chi è ricco, chi ha talento, chi è divertente o chi ha carisma? Mentre una persona se è considerata comune, e soprattutto se è svantaggiata, spesso diventa invisibile agli occhi del mondo. Invece Geova la vede, anzi, lui è alla ricerca delle persone umili. Forse però potremmo chiederci: “In che modo tutto questo dovrebbe essere di conforto per chi è svantaggiato in qualche modo?” Abbiamo iniziato questo discorso con una domanda: “Voi vi sentite svantaggiati?” Quali sono le vostre circostanze? Forse a causa della vostra situazione vi rivedete nella vedova, nell’orfano, o nello straniero al tempo d’Israele. Ma anche se la legge parlava specificamente di questi tre gruppi, oggi potremmo includere molte altre situazioni. Per esempio, di sicuro fra noi ci sono alcune vedove, e ci dispiace molto per queste sorelle che hanno perso il coniuge. Ma tra loro potremmo includere anche le mogli abbandonate a sé stesse, o che vengono maltrattate dal marito verbalmente, emotivamente o fisicamente. Queste mogli non hanno la sicurezza che dovrebbe dare loro un marito. E potremmo includere anche i genitori che sono single, perché il loro coniuge è deceduto o li abbandonati, o a causa di un divorzio. E insieme agli orfani potremmo includere i figli dei genitori single, i figli di genitori che hanno dipendenze da alcol o da droga, o i figli di genitori che soffrono di depressione grave, o magari di altri disturbi mentali debilitanti. In questi casi spesso i figli non ricevono la cura e l’educazione che dovrebbero ricevere da un genitore. E che dire degli stranieri? Loro sono svantaggiati perché non hanno qualcuno che li protegga e che difenda i loro diritti. Quindi in questo gruppo di persone potremmo includere tutti coloro che appartengono a delle minoranze e per questo molto spesso vengono discriminati. In pratica potremmo includere tutti quelli che non ricevono la protezione che invece gli spetta. Coloro che non hanno avuto le stesse possibilità degli altri. Chiunque senta di essere svantaggiato, come chi ha perso tutti i suoi beni, i disabili, chi ha avuto poca o nessuna istruzione, e chi a causa delle circostanze in cui è vissuto da giovane sente di essere stato sfavorito nella vita. E l’elenco potrebbe continuare. Quali circostanze fanno sentire te svantaggiato? L’immenso amore di Geova e la sua tenera cura per chi è misero, di cui abbiamo parlato fino ad ora, riguardano anche te. Geova si interessa della tua situazione e anche di te, tanto quanto della vedova, dell’orfano e dello straniero residente in Israele. Si assume personalmente la responsabilità di prendersi cura di te e di proteggerti. Nota quello che dice la Bibbia parlando di Geova in Isaia 57:15. Qui Geova dice che risiede con chi ha uno spirito umile. Questo ti dimostra che Geova non osserva la situazione da lontano. Non si tratta di una visita veloce. No, il versetto qui dà l’idea di qualcuno che si siede, si mette comodo e passa del tempo con te. E Geova fa tutto questo con un obiettivo specifico, rianimare il tuo spirito e il tuo cuore. Geova desidera sinceramente che tu stia bene. Hai mai visto l’amore di Geova all’opera e il suo aiuto nella situazione che affronti? Ovviamente, visti i tempi in cui stiamo vivendo, sappiamo di non poterci aspettare che Geova ci faccia da scudo e ci ripari da ogni difficoltà, ma lo hai sentito al tuo fianco mentre perseveri? Hai percepito che stava provvedendo a te? Lo hai visto rispondere a una tua preghiera al momento giusto? Ti sei imbattuto in un versetto o in un articolo sulle nostre pubblicazioni che ti ha dato quello di cui avevi bisogno, quando ne avevi bisogno? Hai notato come Geova si prendeva cura di te mentre un fratello o una sorella ti parlava con affetto o faceva qualcosa di carino per te? È in questi modi che Geova risiede con te. Non sei solo! Geova vuole rianimare il tuo cuore. È lui a prendersi cura di te, se ne assume la responsabilità. Lo fa personalmente. Tu sei importante per Geova. E noi lo amiamo profondamente per questo. C’è anche qualcos’altro che Geova fa per aiutare tutti gli svantaggiati. Geova dà loro speranza. Nessuno li tratterà più in modo ingiusto. Nel nuovo mondo, quando tutte le circostanze sfavorevoli saranno eliminate, la sua tenera cura sarà ancora più evidente. Infatti, Salmo 145:16 dice: Non solo chi è importante o chi sembra non avere ostacoli. Geova soddisferà il desiderio di ogni vivente. E questo include anche te. Qualche anno fa un articolo della Torre di Guardia diceva: Nel paradiso non ci mancherà nulla. Saremo trattati con giustizia. E tutti vivremo circostanze favorevoli. Ringraziamo e lodiamo Geova, colui che difende chi è svantaggiato. Speriamo che questa considerazione vi abbia confortato, vi abbia ricordato la tenera cura che Geova ha per voi e vi abbia dato la certezza che Geova per voi ci sarà sempre. Sarà sempre pronto a proteggervi, qualsiasi svantaggio possiate avere. E non dimenticate che Geova ha in serbo un futuro meraviglioso per tutti quelli che si rifugiano in lui. Geova si è sempre preso cura delle vedove. E come abbiamo capito anche oggi è vicino ai suoi servitori che hanno perso il coniuge. Ascoltiamo le parole di Cort Lawhon, un fratello che è rimasto vedovo. Grazie a Geova, io e mia moglie Miriam abbiamo vissuto molti momenti belli. Siamo stati invitati a servire in diversi posti: Paraguay, Nigeria, Zambia. E poi un giorno siamo stati chiamati alla Betel. Quindi abbiamo fatto le valigie, e dalla California abbiamo attraversato tutti gli Stati Uniti fino a Patterson. Ma dopo due mesi, a Miriam è stata diagnosticata la SLA. Eravamo a pezzi. Siamo tornati in California, e lì abbiamo provato di tutto per salvarla ma non è servito a niente, non ce l’ha fatta. È stato molto difficile, era la mia migliore amica. Ho ricevuto un bigliettino incoraggiante da una sorella che voleva confortarmi e aiutarmi ad andare avanti. Una delle frasi era presa da Salmo 18:29: “Con la potenza del mio Dio posso scalare un muro”. A volte le prove sembrano qualcosa di insormontabile. Ed è impossibile scalare un muro senza qualcosa a cui aggrapparsi. Le prove possono essere proprio come un muro, ma il versetto dice che è “con la potenza del mio Dio” che posso scalarlo. Rimanere concentrato sul servizio di pioniere mi ha aiutato a tenermi impegnato e mi ha aiutato anche a voler raggiungere nuove mete, come ad esempio prestare di nuovo servizio temporaneo alla Betel. È bellissimo poter servire alla Betel e impegnarsi ogni giorno per Geova. È sempre bello stare con i fratelli, mi hanno incoraggiato davvero molto. Impegnarmi insieme a loro in un progetto teocratico mi ha motivato ad andare avanti, a essere più positivo. Sono un anziano di congregazione e cerco di fare del mio meglio nei miei incarichi. Fare visite pastorali mi aiuta a concentrarmi non su me stesso, ma sull’aiutare gli altri. Uscire in servizio insieme ai fratelli è qualcosa che mi incoraggia sempre. Anche loro hanno varie difficoltà, problemi di salute, preoccupazioni, tante altre cose che devono gestire. E nel ministero possiamo incoraggiarci a vicenda con le nostre conversazioni. Io e Miriam avevamo l’abitudine di studiare regolarmente la Bibbia. Era qualcosa che facevamo insieme. Ci piaceva scambiarci le idee che avevamo, condividere i punti che avevamo trovato nelle nostre ricerche. Ora che sono da solo mi rendo conto ancora di più che è importante continuare a studiare a fondo. Conservo dei bellissimi ricordi di quei momenti. Amavamo studiare insieme. Continuo ad avere un buon programma di attività spirituali, ma faccio anche attività fisica. Vado in mountain bike tre o quattro volte alla settimana. Mi piace molto stare in mezzo alla creazione di Geova. Mi aiuta a trovare il tempo per pregare e per meditare. Posso parlare con Geova e riesco a dirgli come mi sento. Presto Geova ci darà qualcosa di molto diverso da quello contro cui stiamo combattendo. Ci darà la vita nel paradiso. Non avremo più i problemi che stiamo affrontando ora. Geova mi sta aiutando ad andare avanti, mi sta aiutando a scalare il muro. Notate come Geova lo sta aiutando e sostenendo. Cort si tiene impegnato. Si spende per gli altri e Geova continua a ricompensarlo generosamente. Potete essere sicuri che farà lo stesso anche per voi. Forse voi non avete più un coniuge per un’altra ragione. Vi capita ogni tanto di sentirvi soli? La seguente adorazione mattutina spiega in che modo Geova ci sostiene emotivamente. Circa 28 anni dopo la morte di Gesù, l’apostolo Paolo diede conforto ai fratelli e alle sorelle grazie alla scrittura del giorno di oggi e alla bellissima promessa che contiene, in cui in pratica Geova ci dice: “Io non mi dimenticherò di te, delle tue opere e del tuo amore”. Ma perché il fatto che Geova non dimentica dovrebbe essere fonte di conforto per i fratelli? Dire a qualcuno che non dimenticherete lui o quello che ha fatto potrebbe significare molte cose, a seconda della persona e del contesto. Allora capiamo meglio cosa implica l’espressione “Geova non dimentica”. Per rendere questa analisi un po’ più pratica vorrei rivolgermi nello specifico a voi, care sorelle che siete rimaste sole, forse perché vostro marito è morto o perché vi ha lasciato. Un po’ come nel vostro caso, anche nell’antica Giudea ci saranno state vedove che oltre a provare dolore per la perdita del coniuge, si saranno sicuramente trovate di fronte a grandi cambiamenti e difficoltà sociali ed economiche. Proviamo allora a dare risposta a queste tre domande. In che modo Geova si ricordò o non si dimenticò della vedova di Sarepta? Poi la seconda. In quali modi Geova nei nostri giorni si ricorda di voi, care sorelle? E la terza domanda. In che modo riflettere su questo aspetto può aiutare anche tutti noi? Allora, prima di tutto, in che modo Geova si ricordò della vedova di Sarepta? Prendete per favore il capitolo 17 del libro di 1 Re. Come ricorderete, ci fu un periodo di siccità e Geova disse a Elia di andare a Sarepta perché una vedova che si trovava in quella città l’avrebbe aiutato a rimanere in vita. Quindi Geova si ricordò della vedova nel senso che si accorse di lei. Sapeva bene chi era e che sarebbe stata felice di aiutare e di essere usata da lui. Geova vide il suo potenziale. Ma era povera. Come poteva aiutare Elia? Leggiamo i versetti 15 e 16 di 1 Re 17: “La donna andò a fare quello che Elia aveva detto; e lei, la sua casa ed Elia ebbero da mangiare per molti giorni. La giara grande della farina non si esaurì e la giara piccola dell’olio non si svuotò, proprio come Geova aveva dichiarato per mezzo di Elia”. Geova sfamò miracolosamente Elia. Si dimenticò forse della vedova? No. Geova infatti salvò la vita anche a lei. Sarebbe morta di fame e invece lui le diede quello di cui aveva bisogno. E anche qualche tempo dopo non aveva dimenticato la fede e le opere di quella donna. Come lo sappiamo? Quando il figlio della vedova morì all’improvviso ed Elia chiese a Geova di risuscitarlo, notate cosa accadde nei versetti da 22 a 24: “E Geova ascoltò la richiesta di Elia: la vita del bambino tornò in lui così che riprese a vivere. Elia prese il bambino, lo portò dalla camera in terrazza giù in casa e lo diede a sua madre dicendole: ‘Guarda, tuo figlio è vivo!’ Allora la donna disse a Elia: ‘Ora so che tu sei davvero un uomo di Dio e che la parola di Geova nella tua bocca è verità!’” Che momento emozionante! Geova non si dimenticò di quella vedova, della sua fede e delle sue opere. Geova divenne la sua fonte di conforto. E tra l’altro, risuscitando suo figlio si prese cura anche di lei e del suo futuro, quando sarebbe invecchiata. E così Geova divenne anche la sua fonte di sostentamento. In seguito Gesù in Luca capitolo 4 parlò di lei in modo positivo e questo indica che probabilmente lei fu fedele a Geova per tutta la sua vita. Quanto sarà felice di vedere che Geova si ricorda ancora di lei quando fra poco la riporterà in vita! Quindi, come abbiamo capito da questo esempio, Geova non dimentica diventando quello di cui una persona ha più bisogno. Rispondiamo adesso alla seconda domanda. In quali modi oggi Geova si ricorda di voi, care sorelle? Leggiamo insieme tre passi della Bibbia che mostrano quello che Geova può divenire anche per voi. Iniziamo prendendo Giovanni capitolo 14. Geova sa che la persona che un tempo vi faceva sentire amate e apprezzate, vostro marito, oggi non c’è più. Ma guardate come fece sapere a Gesù che lo amava e che lo approvava. E notate come rafforzò suo Figlio rassicurandolo attraverso le sue parole, e come a sua volta Gesù vuole rassicurare voi, nel versetto 21. Leggiamo Giovanni 14:21. Gesù disse: “Chi ha i miei comandamenti e li osserva, ecco chi mi ama. E chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi mostrerò chiaramente a lui”. Quindi Geova vi ama. Mi raccomando, non permettete a Satana di seminare in voi dubbi sul fatto che il vostro Padre celeste sia contento di voi. Piuttosto, quando i fratelli e le sorelle della congregazione vi lodano e vi esprimono amore e affetto, vedete queste cose come una dimostrazione dei suoi sentimenti. È così che Geova non dimentica la vostra opera e il vostro amore. Il prossimo passo che vorrei leggere si trova nel Salmo 68. Geova sa che avete bisogno di sentirvi al sicuro ed è per questo che si definisce il vostro difensore. Leggiamo il versetto 5 del Salmo 68. Riferendosi a Geova, dice che lui è “padre degli orfani e difensore delle vedove”. Quindi, ai suoi occhi meritate di essere protette in modo speciale. Ad esempio vuole proteggervi in senso spirituale. Vi dà gli strumenti necessari per evitare ciò che potrebbe rovinare la vostra preziosa amicizia con lui. Tramite la Bibbia e le pubblicazioni, Geova si assicura che riceviate la guida e la protezione che vi servono. Ora vediamo il terzo passo, che si trova in Ebrei 13. Perdere il proprio marito può portare con sé anche preoccupazioni in senso economico. Come sono andate le cose per voi fino a oggi? Vi ricordate quello che scrisse l’apostolo Paolo nella sua lettera agli Ebrei, al capitolo 13 versetto 5? Quelle parole si sono avverate anche nel vostro caso? Qui Geova promise: “Non ti lascerò né ti abbandonerò mai”. Geova non dimentica la vostra opera e il vostro amore provvedendo ai vostri bisogni. Perciò, per favore, lasciate che i fratelli e le sorelle vi aiutino. È così che Geova si ricorda di voi. Parlate con loro di ciò di cui avete bisogno e Geova potrà usarli per prendersi cura di voi. Quindi, Geova non si dimentica della vostra opera e del vostro amore rassicurandovi del fatto che vi ama e vi apprezza molto, difendendovi e provvedendo ai vostri bisogni, e anche in molti altri modi. Rispondiamo ora alla nostra ultima domanda. In che modo riflettere sul fatto che Geova non dimentica può aiutare tutti noi? Diciamo che quello di cui abbiamo parlato finora non è nulla di nuovo, ne abbiamo parlato molte volte. Eppure può capitare che a volte nella vita vorremmo che Geova ci parlasse direttamente e ci dicesse: “Io ti vedo, vedo le tue opere, vedo il tuo amore e non mi dimenticherò di te”. Cosa possiamo fare quando ci sentiamo così? Beh, dovremmo lasciare che i pensieri di Dio riecheggino nella nostra mente e nel nostro cuore e influiscano sui nostri sentimenti. Ma come si fa? Facendo in modo che la lettura della Bibbia lasci un segno su di noi. Quindi quando la leggiamo dovremmo meditare e farci domande come queste. Credo davvero a quello che ho appena letto? Perché posso essere sicuro che i racconti della Bibbia non sono solo eventi isolati, ma sono esempi del modo in cui Geova agisce sempre verso i suoi leali? L’ho visto agire in questo modo anche nella mia vita? Quando leggo la Bibbia, quali motivi ho per essere sicuro che Geova sta parlando proprio a me? Meditare su queste domande ci aiuterà a percepire quali sono i sentimenti che Geova Dio prova per noi individualmente. E questo a sua volta ci aiuterà ad allineare i nostri pensieri a quelli di Dio. Riassumendo, l’esempio della vedova di Sarepta ci ha ricordato i tanti modi in cui Geova non si dimentica delle sorelle che sono rimaste sole, del loro amore e delle loro opere. Quindi, care sorelle, non dimenticate mai che Geova provvederà ai vostri bisogni, lui vi difenderà e vi dimostrerà quanto è profondo l’amore che prova per ognuna di voi. Potreste sentirvi abbandonati, ma non siete mai soli. Geova vi vede e vi ama. A volte la vita può essere difficile di per sé, ma alcune volte lo diventa proprio a causa dei nostri errori. Cosa fare in questo caso? Vediamo cosa fece Miriam, una donna di grande fede. La disciplina può essere dolorosa. Per apprezzarla davvero abbiamo bisogno di fede. Mosè! Miriam! È così bello rivederti! Mi sei mancata tanto. È arrivato il momento. Geova farà uscire dall’Egitto il suo popolo. Canterò a Geova. Grande è divenuta la sua gloria. O Geova, grande è la tua gloria. Ti prego, non mi abbandonare. Buongiorno Miriam! Buongiorno. Tutti nell’accampamento di Israele conoscevano Miriam. Lei era molto legata ai suoi fratelli Mosè e Aronne. Durante la schiavitù in Egitto, e in seguito durante l’esodo, si era guadagnata il rispetto e l’amore del popolo. Ah! Oh, che cos’hai lì? È tornata Zippora! Zippora! Che bello! Bentornata. - Grazie. - Buongiorno Zippora. - Zippora! - Miriam. Che bello vederti! - Aronne! - Zippora, benvenuta. Siamo contenti che tu sia tornata! Forse all’inizio Miriam era felice che Zippora fosse tornata. Zippora si sta ambientando? Ecco […] Sono tutti così felici che sia qui. Vero? Sembra però che col tempo si sia fatta prendere dall’orgoglio. Forse si sarà sentita minacciata […] Grazie, Zippora. […] al pensiero che Zippora sarebbe potuta diventare la donna più in vista della nazione. In ogni caso, Miriam e Aronne iniziarono a fare discorsi negativi. Dopotutto è una cuscita. Sì, ma è comunque sua moglie. È vero, ma non è una di noi. Potrebbe influenzare le sue decisioni. Iniziarono parlando di Zippora, ma nel giro di poco arrivarono a lamentarsi anche di Mosè. Mosè, le persone hanno bisogno di una guida! Ed è di noi che si fidano. Miriam, chi sta guidando il popolo è Geova. Non mi stai ascoltando. Miriam! Aspetta! Qui stiamo soffrendo. Forse ha ragione. - Non tutti si fidano di Mosè. - Bisogna fare qualcosa. Secondo Miriam è colpa della moglie cuscita. Proprio non capisco cosa stia facendo Mosè. - Non ne posso più. - Ma Geova è ancora con noi? Soffrivamo in Egitto e soffriamo qui. Ho saputo che Miriam è preoccupata. Forse va cambiato qualcosa. Miriam dice che non ci dovremmo fidare di Zippora. Pensi che Mosè sia ancora in grado di guidarci? Forse Geova vuole che siamo noi a fare qualcosa. Perché dobbiamo ascoltare Mosè? Anche altri la pensano così. - Dovevamo restare in Egitto. - Non può continuare così. E stiamo soffrendo tutti. - Perché dovremmo stare a sentire Mosè? - Ma sarà in grado di guidarci? Geova sarà ancora con noi? Forse Geova vuole che siamo noi a fare qualcosa. - Ma perché ce ne siamo andati? - Siamo preoccupati! Geova ha parlato forse solo tramite Mosè? Non ha parlato anche tramite noi? Andate tutti e tre alla tenda dell’incontro. Ascoltate le mie parole, per favore. Parlo a tu per tu con il mio servitore Mosè! E lui vede la manifestazione di Geova. Perché dunque non avete temuto di parlare contro il mio servitore, contro Mosè? Ti supplico, mio Signore! Non imputarci questo peccato, ti prego! Abbiamo commesso una follia. Ti prego, non permettere che Miriam rimanga come un bambino nato morto! O Dio, ti prego, sanala! Ti prego! Sia messa in quarantena per sette giorni, poi potrà essere riammessa. O Geova, tu sei l’Altissimo. Per guidare il tuo popolo hai scelto Mosè. E io, io ho mancato di rispetto a lui e a te. Ti prego, ti prego, perdonami. Geova non ricordò Miriam solo per i suoi errori. Vuoi che vada a chiamarti una balia fra le donne ebree che allatti il piccolo per te? È arrivato il momento. Geova benedirà sia te che Aronne. La disciplina di Geova è una dimostrazione del suo profondo amore. Miriam mostrò fede accettando la disciplina. Ottenne di nuovo il favore di Dio e continuò a servirlo fedelmente per molti anni. Cara Miriam, che bello rivederti! Sono proprio felice. Secoli dopo Geova onorò Miriam per il suo fedele servizio. Tramite il profeta Michea ricordò al popolo: Con umiltà, Miriam fece tesoro della disciplina per avvicinarsi di più a Dio. Se avete commesso un peccato grave, non pensate di essere irrecuperabili. Geova non lo pensa. Questo mondo è ormai pieno di ingiustizie. Come vi sentite quando un’ingiustizia vi riguarda da vicino? Vediamo come due ragazzi hanno trovato pace in una situazione di questo tipo. Il Sudafrica ha un passato di razzismo istituzionalizzato, ma il fatto che siano cambiate le leggi non significa che siano cambiati anche il cuore e la mente delle persone. Mi sono resa conto che molti hanno ancora pregiudizi, hanno idee precise su come dovrei essere, parlare, su dove dovrei vivere e quindi non mi sentivo accettata da nessuna parte. Mi sono accorto che nessuno si curava dei bisogni delle persone. Per esempio, alcuni vivono in situazioni molto difficili, non hanno neanche l’acqua corrente. È ingiusto che alcuni abbiano l’acqua corrente e altri no. Volevo aiutare quelle persone. A un certo punto alcuni partiti politici hanno iniziato a dire che volevano cambiare le cose. E anche se non lo dicevo a nessuno, dentro di me li sostenevo e speravo che ce la facessero. Le proteste sono molto coinvolgenti. C’è tanto rumore, tante emozioni. Ci sono persone di colori e culture diverse, ragazzi e ragazze, che sono lì per combattere le disuguaglianze. Volevo fare anch’io la mia parte per poter cambiare le cose. Nel periodo della pandemia di COVID-19 non potevo uscire di casa quando volevo. Facevo tante cose, ma guardavo anche tanta TV, e così vedevo situazioni che avevo già notato quando andavo in servizio: ad esempio il modo in cui le donne, i bambini, gli anziani e gli immigrati venivano trattati in questo paese. E io volevo fare qualcosa. A scuola avevano organizzato una protesta. Sapevo di non poter partecipare visto che sono Testimone, quindi mi sentivo un po’ inutile. Mi sentivo in colpa perché sembrava che stessi solo a guardare e che, in fondo, non mi importasse delle ingiustizie. Non volevo assolutamente che gli altri pensassero questo di me. I miei genitori si sono accorti che ero molto preso da queste questioni. A volte arrivavo a chiedermi perché le persone venissero trattate così. I miei genitori mi hanno aiutato in molti modi. Abbiamo visto alcuni video su JW Broadcasting e abbiamo anche parlato di questo durante l’adorazione in famiglia. Il congresso del 2019 “L’amore non viene mai meno” è stato il mio preferito. Il discorso che mi ha colpito di più è stato quello che parlava di come l’amore “crede ogni cosa”. Amare i fratelli e le sorelle vuol dire credere che hanno le migliori intenzioni verso di noi e verso gli altri. Mi sono resa conto che dovevo evitare pensieri negativi e atteggiamenti critici. Adesso invece sono riuscita a stringere delle bellissime amicizie con persone diverse. E sono felice di dare e ricevere l’amore sincero di chi serve Geova. Un versetto della Bibbia che mi ha aiutato è Geremia 10:23, che dice che “l’uomo non è padrone […] di dirigere i suoi passi”. Pensare a questo versetto mi ha fatto capire che le persone non sono in grado di cambiare il mondo. Non ci sono mai riuscite nel passato e anche oggi vedo che la situazione non è cambiata. Schierarmi politicamente prendendo parte a una protesta o sui social sarebbe come ridipingere una nave che affonda. Questo mondo sta affondando e schierarmi dalla sua parte non avrebbe nessun senso. Non mi sento più una che sta solo a guardare o una che non fa la sua parte. Invece di pensare che le cose non cambieranno mai ho la possibilità di dare alle persone la speranza basata sulla Bibbia di un futuro migliore. Adesso non passo più il tempo a concentrarmi sulle notizie che parlano delle ingiustizie, di come la gente viene trattata male. Ora sono un volontario che predica a tempo pieno e aiuto le persone a conoscere il loro Creatore, Geova, a conoscere la verità e a scoprire le cose meravigliose che Geova ha in serbo per tutti noi. Quando studiavo la Bibbia con mio papà, ci siamo concentrati sulle profezie e sul loro adempimento. E così ho visto che tutte le volte che Geova promette qualcosa, questa si realizza al cento per cento. Quindi, qualunque cosa abbia promesso per il futuro, sicuramente si realizzerà. Il popolo di Geova mostra amore. I fratelli si aiutano durante le difficoltà anche se parlano lingue diverse, se vengono da posti diversi, da paesi diversi. Vedere questo mi dà la certezza che anche in futuro, sotto il Regno di Dio, tutte le persone del mondo mostreranno questo tipo di amore. Quando vediamo un’ingiustizia vorremmo intervenire. Non siamo robot senza sentimenti. Come Emma e Alwande, usiamo le nostre energie per confortare le persone con una speranza sicura. Nel programma di questo mese abbiamo visto come accettare la disciplina con umiltà, come combattere le ingiustizie con atti di amore e come scalare gli inaspettati muri della vita con l’aiuto di Geova. E il video musicale riassume bene molti dei punti che abbiamo analizzato. ♪ O Geova Dio, ♪ ♪ son troppe ormai ♪ ♪ le mie ansietà, ♪ ♪ e non dormo più. ♪ ♪ Dio, aiutami ♪ ♪ e tienimi ♪ ♪ per mano, e so ♪ ♪ che mi rialzerò. ♪ ♪ Dammi il tuo ♪ ♪ spirito santo, Padre mio! ♪ ♪ Tu mi porti in alto ♪ ♪ con la potenza che ♪ ♪ non è la mia. ♪ ♪ Con le ali plano ♪ ♪ come quando l’aquila vola, ♪ ♪ perché c’è in me ♪ ♪ la forza che viene da te. ♪ ♪ Io resterò ♪ ♪ accanto a chi ♪ ♪ si sente giù ♪ ♪ per i problemi che ha. ♪ ♪ Si rialzerà ♪ ♪ e sentirà ♪ ♪ che forza dai. ♪ ♪ Non ci lasci mai! ♪ ♪ Dammi il tuo ♪ ♪ spirito santo, Padre mio! ♪ ♪ Tu mi porti in alto ♪ ♪ con la potenza che ♪ ♪ non è la mia. ♪ ♪ Con le ali plano ♪ ♪ come quando l’aquila vola, ♪ ♪ perché c’è in me ♪ ♪ la forza che viene da te. ♪ ♪ Tu mi porti in alto ♪ ♪ con la potenza che ♪ ♪ non è la mia. ♪ ♪ Con le ali plano ♪ ♪ come quando l’aquila vola, ♪ ♪ perché c’è in me ♪ ♪ la forza che viene da te, ♪ ♪ la forza che viene da te, ♪ ♪ la forza che viene da te. ♪ I saluti di questo mese arrivano dal Canada. Qui potrete trovare montagne innevate, laghi di acqua cristallina e vastissime praterie. I turisti arrivano da tutto il mondo per vedere l’alce, l’orso nero americano e il caribù. Qui troverete anche uno dei più grandi siti di fossili di dinosauri al mondo. E il viaggio non sarebbe completo senza aver provato i piatti tipici. Potete mangiare il poutine, ovvero patatine fritte coperte di salsa gravy e formaggio, o dei dolci fatti con sciroppo d’acero. Il Canada è il paese con la costa più lunga al mondo. Qui la predicazione ha radici profonde. Nel 1930 il battello Charmian dotato di potenti altoparlanti veniva usato per diffondere discorsi biblici dall’acqua. E negli anni ’40 la Kingdom 1 trasportava i proclamatori del Regno lungo le coste di Terranova e Labrador. Quello stesso zelo viene mostrato oggi mentre si predica nelle città di pescatori di Terranova, vicino ai fari della Nuova Scozia e nei porti della Columbia Britannica. Nel 2023 il Canada ha raggiunto un massimo storico di pionieri regolari e proclamatori. La congregazione Casa Loma, nell’Ontario, manda i suoi affettuosi saluti ai fratelli e alle sorelle di tutto il mondo. Dalla sede mondiale dei Testimoni di Geova, questo è JW Broadcasting.