Istanza al Ministro della Istruzione: RITORNO A SCUOLA CON DIDATTICA “IN PRESENZA”

Istanza al Ministro della Istruzione: RITORNO A SCUOLA CON DIDATTICA “IN PRESENZA”






Istanza al Ministro della Istruzione: DIDATTICA "IN PRESENZA", PER LA SALUTE DI BAMBINI, FAMIGLIE ED IL RISPETTO DELLA LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE


“I bambini hanno bisogno di giocare, di stare insieme [… ]
Un bambino ha bisogno di socialità, ha bisogno di di carezze,
ha bisogno di di essere sgridato, ha bisogno di essere lodato […]
di giocare e di giocare a pallone nel cortile”

- Paolo CREPET, CoffeBreak, La7



4 maggio 2020 | manifesto di azione civica ad adesione libera e volontaria


Con il presente manifesto di azione civica ad adesione libera e volontaria (da parte di liberi cittadini, comitati ed associazioni), noi genitori sottoscrittori vogliamo farci promotori di una istanza al Ministro della Istruzione ai sensi del principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118, IV comma Costituz.), per affiancarci alla pubblica amministrazione statale ed opporci ad una politica che vuole ridurre il sistema scolastico ad un insieme di didattiche virtuali e miste, ancora a distanza oltre la fase emergenziale acuta vissuta recentemente, con grave pregiudizio di classi già formate e dello sviluppo psicofisico, relazionale ed affettivo di bambini che già da troppo tempo sono lontani dai banchi di scuola e dai loro compagni e compagne, a causa delle misure estreme di contenimento adottate dalle Autorità italiane nel gestire la emergenza epidemiologica del nuovo coronavirus SARS-CoV-2 (malattia similinfluenzale “COVID-19”), sin dalla deliberazione da parte del Governo dello stato di emergenza sanitaria nazionale, a decorrere dal 31 gennaio 2020 e di sei mesi di durata.

Bambini e bambine che hanno già pagato un grande prezzo non solo per non essere potuti uscire di casa per molte settimane, lontani dai propri affetti ed amici o dalle loro passioni sportive od artistiche, ma soprattutto per la interruzione e sospensione improvvisa di partecipazione e contatto fisico con il loro mondo relazionale scolastico, in presenza con insegnanti, compagni e compagne, e con tutte le figure che abitano la scuola ed a cui erano vicini ed in qualche relazione. 

Per non dire poi del sacrificio richiesto al tempo ed alla serenità delle famiglie, che già si sono fatte carico della gestione sociale e didattica a distanza dei loro figli, trasformandosi all’occorrenza in informali assistenti scolastici non stipendiati, un ruolo che non compete loro. Diversi Paesi europei hanno già riaperto le scuole – o non le hanno mai chiuse, come la Svezia – e solo il nostro Paese vive ancora come congelato e paralizzato in una dimensione di psicosi collettiva ed eutanasia sociale, economica e lavorativa, a causa di severissime misure di restrizioni alle libertà civili che ancora oggi, nel mese di maggio 2020, tolgono libertà di iniziativa economica, di lavoro, riunione e movimento a larghi strati della popolazione italiana.

Noi siamo per il ritorno dei bambini – sgombrando il campo dall’alibi od il pretesto della lotta ad una epidemia di una malattia “a decorso benigno” per quanto riguarda l’età pediatrica (cfr. ilpediatranews.it, 30 marzo 2020) e da tempo in fase calante come diffusione di contagio – alla normale socialità ed in “classe” nell’aula scolastica, e ad una “attività educativa ordinaria” il prima possibile.

Sicuramente da settembre 2020, per un normale inizio dell’anno scolastico.

Perché di normalità e libertà abbiamo bisogno tutti, dopo tensioni e mesi di sacrifici e timori, anche a causa dell’allarmismo ingiustificato da parte dei mass media.

La classe nell’aula scolastica è uno “strumento pedagogico straordinario” ed insostituibile, come messo in luce anche dal professor Alberto Asor Rosa il quale ha ricordato nel suo articolo “Scuola, elogio della classe” (la Repubblica, 8 maggio 2020), che “la comunità fisica” è “un coefficiente indispensabile di una comunità intellettuale funzionante”.

Namu Keeling, Indonesia, Yannis H, Unspash

Una scuola che è non solo trasferimento di sapere ed apprendimento di concetti, nozioni e metodologie, ma che è anche un mondo fatto da edifici, spazi fisici, da tante relazioni con maestri e maestre, docenti, dirigenti e persone con diversi ruoli, come i collaboratori scolastici e chi la scuola la pulisce e la mantiene in ordine, o chi vi cucina se esiste una mensa scolastica interna. Persone che con i bambini ogni tanto parlano oppure li disinfettano se si feriscono lievemente, sbucciandosi un ginocchio.

Una scuola fatta anche di abitudini e convenzioni, di colori, odori, luci e suoni come la campanella d’inizio o fine lezioni. Una scuola fatta da divise come i grembiuli, da regole come alzare la mano per avere la parola, o confidarsi o parlare di nascosto con l’amico compagno di banco. Una scuola fatta da riti collettivi e stagioni, fatta di corpi che si incontrano, si salutano, si sfiorano, si abbracciano o tengono per mano, corpi in presenza che giocano o bisticciano fra i banchi, di corpi in silenzio ma impegnati durante una verifica in aula, di corpi in movimento che si inseguono nei giochi praticati nel cortile, lungo i corridoi, e che comunicano per la maggior parte non verbalmente, perché la scuola è costituita non solo dai processi cognitivi di apprendimento e didattici tout court, oppure da una relazione verbale docente-alunno, ma da una miriade di sfumature e di comunicazione a più livelli all’interno di una comunità, soprattutto in presenza, cioè negli spazi fisici e relazionali di prossemica, cinesica e ritualità.

Spazi di contatto e di laboratorio, di aiuto fisico e “presenza”, non possibili in una didattica a distanza e telematica ove uno sguardo, una mano sulla spalla, una smorfia, un bonario rimprovero della maestra od un suo sorriso, abitano la scuola fisicamente con dignità e sono a volte elementi catalizzatori della crescita infantile, puberale ed adolescenziale.


Girls and book, Ben White, Unspash

Concepire che dopo difficilissimi mesi di fase emergenziale e lotta ad una situazione contingente, i bambini e le bambine italiane restino ancora confinati fra le proprie mura domestiche ad apprendere a distanza (on-line) – con grande pregiudizio loro e sacrificio delle famiglie e soprattutto delle madri lavoratrici e del loro tempo, per sé , per le loro professioni e dignità – oppure tornino a scuola ma in una didattica mista/ on-line od in presenza (a turni), irregimentati in “distanziamento sociale”, discriminando classi già avviate e formate e lacerandole in gruppi più piccoli, facendo testa o croce per chi deve restare a casa, è contro ogni buon senso e contro il principio di proporzionalità recepito dal diritto comunitario e nazionale (art. 52, CDFUE, Carta di Nizza).

Significa accettare che “la emergenza si faccia regola” e che il distanziamento sociale e la paura del contatto fisico diventino nuovi parametri e valori sociali accettabili, quasi fossero normali e scontati. 

Questo giuridicamente è inaccettabile: questo “stato di necessità” e “stato di eccezione” deve avere termine e le regole ed abitudini sociali rotte devono tornare il più presto possibile, per ritornare ad abitare e vivere una società civile e democratica, degna di questo nome e rispettosa dei diritti costituzionali e soprattutto del diritto alla istruzione per tutti senza discriminazioni sociali, sanitarie od economiche, e senza favorire gruppi di potere o lobbies che tentano con surrogati tecnologici di sostituirsi alla scuola tradizionale allo scopo di portare a termine vantaggi economici o progetti di ingegneria sociale.

Noi siamo per la inclusione scolastica per tutti, senza distinzione alcuna (I comma art. 34 Costituzione della Repubblica italiana). Diritti fondamentali tutelati costituzionalmente e mai sospesi nemmeno nella fase emergenziale, ma soltanto compressi e limitati come ricordato da Marta Cartabia nella sua relazione “L’Attività della Corte Costituzionale nel 2019”, una sorta di bussola per orientarsi nel difficile tempo della convivenza con il virus SARS-CoV-2, soprattutto nelle fasi successive alla prima fase di lotta alla diffusione del contagio:

" […] Nella Carta costituzionale non si rinvengono clausole di sospensione dei diritti fondamentali da attivarsi nei tempi eccezionali, né previsioni che in tempi di crisi consentano alterazioni nell’assetto dei poteri.
[…] La Repubblica ha attraversato varie situazioni di emergenza e di crisi – dagli anni della lotta armata a quelli della più recente crisi economica e finanziaria – che sono stati affrontati senza mai sospendere l’ordine costituzionale, ma ravvisando all’interno di esso quegli strumenti che permettessero di modulare i principi costituzionali in base alle specificità della contingenza: necessità, proporzionalità, bilanciamento,
giustiziabilità e temporaneità sono i criteri con cui, secondo la giurisprudenza costituzionale, in ogni tempo deve attuarsi la tutela «sistemica e non frazionata» dei principi e dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione e dei relativi limiti.”


Due parole su tutte emergono con forza dalla analisi del Presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia: “proporzionalità” e “temporaneità”. E proprio al concetto di temporaneità rimanda l’analisi di un insigne giurista docente presso “La Sapienza” di Roma.

Il prof. Gaetano Azzariti – professore ordinario di Diritto costituzionale presso la Università degli Studi di Roma “La Sapienza” – ha già espresso sia a marzo (intervista con La Repubblica) sia ad aprile 2020 (“Il diritto costituzionale d’eccezione”, Editoriale Scientifica, aprile 2020) il proprio punto punto di vista costituzionale, sul ritorno ad una normalità come necessità imprescindibile per il rispetto del vivere civile, democratico e della legittmità costituzionale repubblicana:

“[…] Dopo la pandemia spetterà a tutti noi ricordare che la Costituzione si pone a fondamento delle libertà e non delle sue eccezionali limitazioni, rivendicandone il valore e l’essenza. Ma soprattutto si dovrà vigilare perché nessuno abusi della situazione presente ponendo così in essere un colpo di stato permanente. […] Consapevoli però che, se dopo aver sconfitto il terribile e invisibile nemico, non si dovesse tornare alla normalità, rischieremmo di precipitare nel buio della Repubblica.”

Una “drastica riduzione della socialità” ed una ossessione per il “distanziamento sociale” promossi continuamente ed in modo sospetto dalle Autorità governative e ministeriali come misure sempre necessarie per fronteggiare la crisi e la emergenza epidemiologica, rischiano di diventare da legittime misure provvisorie in una situazione urgente e contingibile quali erano, delle misure permanenti di un futuro incerto ed indeterminato.

Rischiano cioè di porre in evidenza o dare ossigeno – consapevolmente o inconsapevolemente – ad un vero e proprio “colpo di stato permamente”.

Quello che – per certi versi in modo analogo anche se riferito all’abuso della decretazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri – un giurista come il prof. Sabino Cassese (Giudice emerito della Corte Costituzionale) ha definito un “golpe normativo”.

Quello che altri addetti ai lavori hanno definito – a proposito del potere arbitrario esercitato dall’Esecutivo durante la fase 1 della emergenza – come una “violazione del principio di legalità sul piano formale e sostanziale” (cfr. prof. Daniele Trabucco), anche a causa dell’errore palese compiuto dal Parlamento italiano che ha dato una sorta di delega in bianco al Governo convertendo in legge dei decreti-legge che non indicavano in modo chiaro come limitare i diritti fondamentali se necessario da parte delle Autorità, per arginare il contagio. Il Governo ha ricevuto così una indeterminatezza assoluta nell’esercitare il suo potere arbitrario con gli atti amministrativi extra ordinem (DPCM) emanati, e lo stesso Presidente della Repubblica è stato scavalcato, rinunciando allo strumento del DPR (Decreto del Presidente della Repubblica), pur possibile nella gestione della emergenza e più rispettoso dei meccanismi di garanzia e controllo costituzionale.

Inoltre, una siffatta situazione e concezione tecnocratica della politica tutta declinata sullo strumento tecnologico informatico, sui parametri, sulla conformità a modelli teorici e statistici affermati dai tecnici super esperti, ma poco chiari nelle premesse e criteri di elaborazione e validità scientifica delle loro soluzioni e soprattutto poco centrata sul rispetto della persona umana, sulle relazioni e l’importanza del contatto fisico e della prossimità (che sono anch’esse salute la quale non è solo assenza di infezione o di malattia, ma un completo stato di benessere, fisico, mentale e sociale) – non può non avere a lungo termine – se tali misure emergenziali verranno strutturate come insieme di misure permamenti nell’ambito della educazione, della scuola, del lavorare e del vivere – delle gravi implicazioni di regresso culturale e sociale, e di allontanamento dai valori di libertà, uguaglianza, pace e diritto alla dignità, ed al pieno sviluppo delle potenzialità dell’individuo, che sono stati e sono alla base della Costituzione della Repubblica italiana.

Valori che sono diritti naturali inalienabili, fondamentali, diritti soggettivi assoluti riconosciuti dalle Nazioni Unite e da numerosi trattati e carte sovranazionali che tutelano la persona umana.

I nostri figli e le nostre figlie che frequentano la scuola della infanzia, primaria e media inferiore e superiore, rischiano di andare incontro con l’imposizione della didattica a distanza oltre la fase emergenziale più grave, a quello che lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet ha definito “autismo digitale”, un rinchiudersi in un “solipsismo casalingo” (La7, CoffeeBreak, 4 maggio 2020).

La cosiddetta DAD – didattica a distanza – ha certamente un senso per il recupero di lezioni perse a causa di assenze prolungate (ausilio) e può essere utile se essa aiuta a dare continuità ad un percorso interrotto durante una sospensione, a patto che resti una misura temporanea. Può integrare la scuola e la sua didattica praticata nello spazio fisico ed insieme di relazioni in presenza, ma pensare che possa sostituirla e tramutarla in spazio virtuale permanente e strutturato, senza conseguenze gravi sullo sviluppo psicofisico, è un azzardo.

A proposito della DAD scrive il docente Pietro De Angelis che in questi mesi a livello ministeriale e legislativo è in gioco un “modello di scuola”. La didattica a distanza è una proposta “iniqua” e “controversa” sul piano organizzativo, e profondamente lesiva della qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, soprattutto per i più piccoli (primaria e scuola secondaria inferiore, o di primo grado).

Egli la definisce “distanza senza didattica” oppure, con un provocatorio gioco di parole, “Distanza Anti Didattica”. La critica al vetriolo del De Angelis è fondata sull’assenza di una autentica e piena relazione umana, che si dà solo “in presenza.”

In assenza della incarnazione viva, la didattica allontana dal sapere, dall’amore per la conoscenza e per il proprio maestro o maestra, proprio perché viene a mancare il “corpo”, attore protagonista di questa didattica. I corpi degli allievi (alunne ed alunni) ed il corpo del docente, non essendo presenti, non possono entrare in reciproca relazione a più livelli di comunicazione (non solo verbali). Il corpo del docente significa anche la mano che guida ed accompagna fisicamente le dita incerte del bambino e della bambina, nel fare un compito o nella motricità fine, nell’apprendere od esprimere nuove abilità tecniche o artistiche, nel linguaggio o nel disegno.

De Angelis sottolinea che anche la mancanza dello spazio fisico rituale (il palcoscenico delle aule e degli edifici scolastici) è profondamente lesivo della qualità ed essenza stessa della didattica, un mondo ove avvengono dei riti (cosa già sottolineata in precedenza, con alcuni esempi di azioni quotidiane nel mondo-scuola) e che in uno spazio virtuale si perdono.

Infine, ma non meno importante, la mancanza della classe – cioè dell’insieme delle persone in presenza – nega la condivisione dei mondi narrativi, dei valori condivisi che regolano l’abitare dello spazio scolastico. La negazione di spazi condivisi e valori condivisi e dei corpi che li abitano, non possono essere scuola. E dunque la didattica a distanza non può sostituirsi alla ricchezza del fare scuola a scuola, in una comunità scolastica in presenza, non virtuale. De Angelis conclude dicendo:

“[…] E non si assecondi la convinzione – forse gradita in certi ambienti solo commercialmente interessati – che la scuola possa essere un video e non un’aula: sarebbe, non solo nella battaglia contro la Covid-19, una sconfitta irreparabile”

Sulle conseguenze del cosiddetto “distanziamento sociale”, ci ha poi dichiarato Lucio Brovedan, formatore in Friuli Venezia Giulia nell’ambito di corsi di comunicazione e di consulenza:

“Non è possibile prescindere dal piano fisico, del contatto, della vicinanza a pochi passi […] Molti di noi sono in grado di percepire se il loro vicino, vicino fisicamente, sta bene o sta male, è felice o triste, solo per usare gli estremi senza gli innumerevoli stati d’animo intermedi per i quali non abbiamo nemmeno un nome o una descrizione […]

Cambia tutto quando agisce il sentimento di una persona presente, quando si manifesta in qualche forma, forse visibile ma consciamente non recepita. [...]
Mi definisco un animale d’aula.

Lavorare sulle coscienze richiede presenza, prossimità, meglio se interattiva su ogni piano e senza la barriera di un medium, dei media […] se la presenza fisica, la prossimità, l’interazione sono così importanti in un contesto formativo, come possiamo pensare che privarcene, anche solo per breve tempo o cambiare sensibilmente le sue modalità, dopo che si sono strutturate attraverso tutta la storia umana, possa non avere profonde conseguenze, in mille altre occasioni?”

A questo scempio del vivere civile, sociale, formativo ed educativo che rischia di “uccidere i sogni dei nostri figli” (cfr. Lettera a Paolo Crepet da una madre, di Valentina De Guidi) – e che nega il contatto fisico, la vicinanza, l’imparare in presenza con l’altro, confinando il mondo della infanzia ed adolescenza in un universo di distanziamento sociale e modalità virtuali di apprendimento permamenti, ove perenne è la paura dell’ignoto e del compagno di banco “untore” – noi diciamo no.

Luca Scantamburlo & Valentina De Guidi

11 maggio 2020

 

COME SCRIVERE L’ISTANZA AL MINISTRO

Per favorire al massimo la libertà e la creatività di chi la istanza la presenta – ed anche promuovere competenze ed esperienze pregresse in campo universatario, educativo, scolastico e formativo più in generale – abbiamo deciso di non presentare un modello di istanza al Ministro, ma di fornire solo una traccia di scrittura. Ciascuno – sia esso un singolo cittadino, un comitato oppure una associazione – sarà libero di modulare a piacimento la propria istanza, avendo accortezza di allegare le relazioni tecniche giuridiche mediche che la fondano. Altre relazioni ed allegati, a discrezione personale, saranno possibili.

Esempio di istanza al Ministro della Istruzione nel chiaro articolo di approfondimento della testata giornalistica La Legge per tutti, informazione e consulenza legale:

https://www.laleggepertutti.it/104446_come-si-scrive-unistanza#Cose_listanza

La struttura dell’istanza alla Pubblica Amministrazione ai sensi del principio di sussidiarietà orizzontale (IV comma art. 118 Costituz.) – art. fondamentale citare nell’oggetto della istanza stessa – è pertanto molto semplice, composta da pochi punti, e nella fattispecie di quanto si chiede in tema di tutela ed autodeterminazione:

OGGETTO: proc. amministrativo, istanza ai sensi art.118 IV comma – principio di sussidiarietà orizzontale – e dell’art. 34 I comma Costituz., per il rifiuto della didattica mista/a distanza e per il ripristino a.s. 2020/2021 sin da settembre 2020 della ordinaria attività educativa e di istruzione scolastica, solo in presenza dei docenti ed all’interno dell’edificio scolastico, e priva di ostacoli alla socialità come “distanziamento sociale” /protezione naso bocca, od altre misure non giustificate e non proporzionali rispetto al rischio corso nell’età pediatrica

– rif. ALLEGATI TECNICI


1- DESTINATARIO e per CONOSCENZA

Indicazione del soggetto destinatario dell’istanza con relativo indirizzo: in tal caso il MINISTRO DELLA ISTRUZIONE

Lucia Azzolina, prof.ssa Ministero dell’Istruzione,

Viale Trastevere, 76 – 00153 Roma (RM)

Per conoscenza si suggerisce di inviare al Dirigente scolastico della scuola dei propri figli, ed anche ai seguenti enti:

  • Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano
  • Via della Stamperia 8, 00187 Roma (RM)
  • Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione
  • Ministero dell’Istruzione,
  • Viale Trastevere 76, 00153 – Roma (RM)
  • CSS – Consiglio Superiore di Sanità,
  • Sezione III – Ministero della Salute
  • Viale Giorgio Ribotta, 5 – 00144 Roma (RM)
  • Ministro della Salute, Roberto Speranza, dr.
  • Ufficio Relazioni con il Pubblico
  • Viale Giorgio Ribotta, 5 – 00144 Roma (RM)
  • AGIA, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
  • Via di Villa Ruffo, 6 – 00196 Roma(RM)
  • Commissioni parlamentari permanenti di Camera e Senato, in particolare
  • VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)
  • XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI)


2- MITTENTE


  • Nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo,
  • qualifica professionale (se necessaria);
  • allegare copia carta d’identità di tutti i firmatari l’istanza;


3- ELENCO ALLEGATI (RELAZIONI TECNICHE) + COPIA CARTA D’IDENTITÀ

Specificare nella istanza, ben evidenziato in alto, quante sono le pagine di allegati:

L’invio telematico via PEC di file zippati (contenenti documenti .PDF originali non modificabili) è lecito (Sentenza Cassazione nr. 14827/16 20.07.2016)


Cartella zippata: ZIP relazioni tecniche DOWNLOAD (zip)

Oppure singoli download relazioni: 




4- L’ISTANZA VERA E PROPRIA

Motivare per iscritto la domanda al Ministro – a sensi del principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118 Cost., IV comma) – di non avviare l’anno scolastico 2020/2021 implementando una didattica mista in presenza/on-line a distanza, lesiva e discriminatoria dei diritti dei bambini e delle famiglie, e di porre in atto ogni sforzo per un normale inizio di anno scolastico ed un ripristino della ordinaria attività educativa e formativa, in leale collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte. 


5- MOTIVAZIONI A SOSTEGNO DELLA ISTANZA

Indicare e citare brevemente in elenco gli allegati tecnici alla istanza, cioè

LA RELAZIONE TECNICO-GIURIDICA
+ ALTRE RELAZIONI TECNICHE ALLEGATE

Motivare perché le misure di distanziamento sociale, l’eventuale protezione con mascheramento facciale e la didattica mista (online da casa in remoto, ed in presenza, con scissione della classe in gruppi soggetti a turnazione) sono discriminatorie, e non rispettose della verità dei fatti in termini di rischi epidemiologici, e non rispettose del principio di proporzionalità.


6- FORMULA DI CHIUSURA:

RICHIESTA RISCONTRO ENTRO TERMINI DI LEGGE E SALUTI.


7- FIRMA leggibile, LUOGO E DATA di chi presenta / invia l’istanza.

AUTORIZZAZIONE AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali presenti nella istanza, ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e del GDPR (Regolamento UE 2016/679).


COME INOLTRARE L’ISTANZA

Riepiloghiamo come l’istanza del provvedimento può essere presentata, cioè seguendo due canali di inoltro (consegna a mani presso Il Ministero di Roma, esclusa per ovvie ragioni, tranne per chi risiede a Roma):

– spedizione mediante lettera raccomandata A/R;

– invio mediante posta elettronica certificata (PEC);

La condotta omissiva della pubblica amministrazione – nella richiesta di un procedimento amministrativo – non è ammissibile. Il Ministero è tenuto a rispondere entro i termini di legge oppure a rispondere del ritardo nella risposta.


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Austrian National Library, 1952, Unsplash


Bibliografia e riferimenti

  • AZZARITI, Gaetano, professore, Coronavirus, Azzariti:
    “Le misure sono costituzionali a patto che siano a tempo determinato” Gaetano Azzariti, docente di diritto costituzionale alla Sapienza: “Basta leggere la Costituzione per essere certi che per i gravi stati di emergenza norme eccezionali sono possibili e quindi legittime”
    di Liana Milella, la Repubblica, marzo 2020, https://www.repubblica.it/
  • AZZARITI, Gaetano, professore, “Il diritto costituzionale d’eccezione”, Editoriale Scientifica, 2020
  • BROVEDAN, Lucio, dr., Formatore e consulente in Friuli Venezia Giulia, nell’ambito economico, finanziario, giuridico e della filosofia del diritto. Dichiarazioni sui social network ed intervista.
  • CARTABIA, Marta, Presidente della Corte costituzionale, “L’ATTIVITA’ DELLA CORTE COSTITUZIONALE NEL 2019”, 28 aprile 2020
  • CASSESE Sabino, professore Giudice Emerito della Corte Costituzionale, “Conte è fuori legge” / Il giurista “Dpcm illegittimi, libertà violata”, di Niccolò Magnani, 27.04.2020; http://www.ilsussidiario.net; Il Tempo, Massimiliano Lenzi;
  • CREPET Paolo, La7, intervista, Coffeebreak, Scuola, Crepet contro Azzolina: “Mi fa orrore che il Ministro mandi metà dei bambini a diventare autistici digitali” ,4 maggio 2020
  • DE ANGELIS, Pietro, docente, “DAD- Didattica anti didattica”, Facebook, e “La scuola del futuro… l’anti didattica a distanza. La proposta per la riapertura delle scuole sarebbe l’alternanza didattica in presenza/anti-didattica a distanza. Una sorta di classe mista: metà in presenza e metà connessa da remoto. Questa è la straordinaria soluzione a cui ministero, esperti, comitati sono infine giunti: tenere cinque ore metà classe davanti al pc”, 8 maggio 2020 https://www.girodivite.it/La-scuola-del-futuro-l-anti.html
  • DE GUIDI, Valentina, Lettera a Paolo Crepet da una madre: “Stanno uccidendo i sogni dei nostri figli”, 5 maggio 2020, https://www.dirittinelcuore.net/index.php/lettere-e-estimonianze
  • ilpediatranews.it, “Infezione da COVID-19 in età pediatrica: evidenze preliminari”, di Raffaella Bersaglio, 30 marzo 2020, AA.VV., rif. dr. Silvano Bertelloni, UO Pediatria Universitaria, A.O.U. Pisana, Pisa., “[…] i bambini guariscono in circa 1-2 settimane […] nei bambini, la malattia mostra un decorso benigno. Molti casi decorrono in maniera a-/pauci-sintomatica e, a differenza della popolazione adulta, i minori che richiedono cure intensive sono rari e più spesso si tratta di pazienti con co-morbilità”
  • OMS, la salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”, traduzione dall’inglese “Health is a state of complete physical, mental and social well-being and not merely the absence of disease or infirmity.”, Preambolo alla Costituzione della Organizzazione Mondiale della Sanità, International Health Conference, New York, 19 giugno – 22 luglio 1946; firmata il 22 luglio 1946 dai rappresentanti dei 61 Paesi ed entrata in vigore nel 1948.
  • ROSA, Alberto Asor, professore, “Scuola, elogio della classe”, la Repubblica, 8 maggio 2020.
  • TRABUCCO, Daniele, professore, “Sull’(ab)uso dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri al tempo del Coronavirus: tra legalità formale e legalità sostanziale”, professore Associato di Diritto costituzionale italiano e comparato e Dottrina dello Stato, e Dottore di ricerca in Istituzioni di Diritto pubblico, Astrid Rassegna, nr. 5/2020.



PHOTO CREDIT:

  • Unsplash, Namu Keeling, Indonesia, Yannis H
  • Girls and book, Ben White.
  • Chicago, IL, USA, Girl raises her hand in class , Taylor Wilcox,
  • Boys learn to sew, darning and tailoring in the secondary school, Austrian National Library, 1952






INDIRIZZO WEB

https://11marzo2018veronacittadinisovrani.wordpress.com/2020/05/11/istanza-al-ministro-della-istruzione-ritorno-a-scuola-con-didattica-in-presenza-per-la-salute-di-bambini-famiglie-ed-il-rispetto-della-legittimita-costituzionale-2/


FAQ

l'istanza è già pronta!? Devo firmare qualcosa!?

R.

Non bisogna semplicemente firmare.

Ma FARE. Cioè comporre una istanza , personale seguendo la traccia da noi proposta, ed allegare delle relazioni tecniche che fra circa due settimane metteremo online, per fondare la istanza al Ministro

Più persone, famiglie, comitati ed associazioni, faranno pressione sul Ministero, più sarà probabile che qualcosa si muova, e che la istanza venga considerata.

Si tratta di sensibilizzare ma anche di proporre
Il Ministero ha l'obbligo di rispondere ad ogni singola istanza.

Si tratta di richieste di procedimento amministrativo, protocollata.
La istanza e' una proposta ai sensi del principio di sussidiarietà orizzontale.

Leggete bene tutto il manifesto mio e di Valentina, e capirete cosa POTETE fare voi. Attivamente.


FAQs e CONTATTI


RIFERIMENTI

di Roberto Barocci
UNA LEGGE CHE I SINDACI NON APPLICANO

Sul principio della Precauzione e sui doveri del Sindaco

http://roberto.barocci.info/2010/05/una-legge-che-i-sindaci-non-applicano/