Introduzione a Giosuè
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Questo libro prende il nome dal suo scrittore, Giosuè figlio di Nun, successore di Mosè alla guida di Israele. Il libro abbraccia probabilmente un periodo di più di 20 anni, dal 1473 al 1450 circa a.E.V., anno in cui fu completato. Il contenuto di questo libro si può dividere in 4 parti, l’arrivo di Israele in Canaan, la conquista del paese, la divisione del territorio fra le tribù e le ultime esortazioni di Giosuè. Sono preziosi gli insegnamenti che si possono trarre su coraggio, fede e ubbidienza, qualità necessarie soprattutto quando il popolo di Dio ha a che fare con potenti nemici. Nei capitoli 1 e 2, Geova dice a Giosuè di essere coraggioso e forte, gli israeliti si preparano ad attraversare il Giordano e Giosuè manda 2 spie a Gerico. Le spie vanno a casa di una prostituta di nome Raab. Spinta dalla sua fede in Geova, lei le nasconde disubbidendo così all’ordine del re. Nei capitoli da 3 a 6, il popolo di Israele attraversa miracolosamente il Giordano sull’asciutto, anche se in quel periodo il fiume è in piena. Gli israeliti celebrano la Pasqua e iniziano a mangiare i prodotti del paese. Giosuè poi incontra un uomo con la spada sguainata. Si tratta del “principe dell’esercito di Geova”. È attraverso quest’uomo che Geova gli dice come conquistare Gerico. I capitoli da 6 a 12 descrivono la conquista della Terra Promessa. Nel capitolo 6, le mura di Gerico cadono. Solo Raab e i componenti della sua famiglia vengono risparmiati. Nel capitolo 7, Acan disubbidendo prende una parte delle spoglie di Gerico ma viene scoperto. Lui e la sua famiglia, che di sicuro lo ha aiutato a nascondere il peccato, vengono messi a morte. Lo sapevate? Raab e Acan ci hanno lasciato 2 esempi diametralmente opposti in relazione a fede e ubbidienza. Pur essendo cananea, Raab fu salvata perché ubbidì alle spie e con coraggio mostrò fede in Geova. Acan invece apparteneva alla nazione che Geova si era scelto e aveva visto come lui aveva fatto cadere le mura di Gerico. Eppure fu messo a morte a motivo di disubbidienza, mancanza di fede e avidità. Nel capitolo 8, la città di Ai viene conquistata e ridotta “definitivamente a un cumulo di rovine”. Poi Giosuè legge al popolo la legge di Dio. Metà della nazione si trova di fronte al monte Gherizim e l’altra metà di fronte al monte Ebal. Il capitolo 9 racconta dell’inganno dei gabaoniti, che riescono a fare un patto con Giosuè e avere così salva la vita. I capitoli da 10 a 12 raccontano alcune delle vittorie che Dio concede a Israele. Contro gli amorrei Dio si serve addirittura di grossi chicchi di grandine e fa fermare il sole finché Israele non ‘si vendica dei suoi nemici’. Nei capitoli da 13 a 22, la Terra Promessa viene divisa tra le varie tribù d’Israele, il tabernacolo viene montato a Silo e gli israeliti scelgono 6 città di rifugio per l’omicida involontario. Nel capitolo 22, le tribù di Ruben e Gad e la mezza tribù di Manasse tornano nel territorio loro assegnato, a est del Giordano. I capitoli 23 e 24 contengono le ultime esortazioni di Giosuè. Rivolgendosi al popolo, dice: “Temete Geova e servitelo con integrità e fedeltà”. Dopodiché, sia Giosuè che Eleazaro, figlio di Aronne, muoiono. Inoltre gli israeliti mantengono il giuramento fatto a Giuseppe, figlio di Giacobbe, di seppellire le sue ossa nella Terra Promessa. Mentre leggete il libro di Giosuè, notate come Geova benedice chi è fedele e ubbidiente, come combatte per il suo popolo e come mantiene tutte le sue promesse, rafforzando così la nostra fede nel futuro che ci attende nel suo glorioso Regno.