Introduzione a Deuteronomio

Introduzione a Deuteronomio

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Deuteronomio fu scritto da Mosè nelle pianure di Moab nel 1473 a.E.V., poco prima che gli israeliti entrassero nella Terra Promessa. Il nome Deuteronomio significa “seconda Legge” o “ripetizione della Legge”. Il libro comunque è anche una spiegazione della Legge. Deuteronomio esorta gli israeliti a mostrare amore e ubbidienza a Geova nel paese che sta per dare loro. Il libro consiste sostanzialmente di 4 discorsi, un canto e una benedizione pronunciati da Mosè. Nel primo discorso, riportato nei capitoli da 1 a 4, Mosè ripercorre la storia di Israele dopo l’esodo e incoraggia gli israeliti a ricordare quello che Geova ha fatto per loro. Per esempio, rammenta loro che Geova ha fatto morire la generazione che 40 anni prima, per mancanza di fede e coraggio, ha avuto paura degli abitanti di Canaan. Nel secondo discorso, contenuto nei capitoli da 5 a 26, Mosè esorta gli israeliti a ubbidire ai comandi di Dio, e non per semplice dovere, ma perché lo amano con tutto il cuore, l’anima e la forza. Lo sapevate? Nell’antichità spesso gli stranieri non godevano di alcun diritto, e vedove e orfani di padre avevano una vita molto difficile. In Israele, invece, tutti dovevano seguire la Legge di Geova, e tutti ne beneficiavano, inclusi stranieri, vedove e orfani. Geova ama chi si trova in situazioni come queste, e lo stesso dovrebbero fare i suoi servitori. Nel capitolo 7 Mosè dice agli israeliti che Geova scaccerà dalla Terra Promessa le nazioni che la occupano e che sono più popolose e potenti di Israele. Nel capitolo 8 Mosè parla dell’eredità di Israele come di un buon paese, un paese di corsi d’acqua, frumento, orzo, viti, fichi, melograni, olio d’oliva e miele. Ma è anche un paese dove domina la falsa adorazione. Per questo, nel capitolo 12, agli israeliti viene comandato di demolire gli altari dei falsi dèi, spezzare le colonne sacre, bruciare i pali sacri e abbattere le immagini scolpite. Nel capitolo 16 Mosè ricorda al popolo di Dio di celebrare la Pasqua e 3 grandi feste: la Festa dei Pani Azzimi, la Festa delle Settimane e la Festa delle Capanne. Nel capitolo 18 viene preannunciato l’arrivo di un grande profeta. Mosè dice: “Fra i tuoi fratelli Geova tuo Dio susciterà per te un profeta come me. Lo dovrete ascoltare”. Nel terzo discorso, contenuto nei capitoli 27 e 28, vengono elencate le maledizioni per la disubbidienza e le benedizioni per l’ubbidienza. Quando le nazioni avranno attraversato il Giordano, le maledizioni dovranno essere recitate sul monte Ebal, dove si troveranno metà delle tribù. Sul monte Gherizim, invece, si troveranno le altre tribù che benediranno il popolo. I capitoli 29 e 30 contengono il quarto discorso di Mosè, in cui Mosè stipula un patto con gli israeliti e dice loro di scegliere la vita ubbidendo a Geova. Nel capitolo 31 Geova nomina Giosuè successore di Mosè. Giosuè dovrà essere coraggioso e forte per guidare Israele mentre entra nel paese datogli da Dio. Il capitolo 32 riporta il canto di Mosè che esalta la fedeltà di Dio e la mette in contrasto con l’infedeltà degli israeliti. Nel capitolo 33 leggiamo la benedizione che Mosè pronuncia sugli israeliti prima della sua morte. Nell’ultimo capitolo Mosè sale sul monte Nebo da dove può vedere la Terra Promessa. Dopo avergli mostrato il paese Geova gli dice: “Te l’ho fatto vedere con i tuoi occhi, ma non vi entrerai”. Dopodiché Mosè muore all’età di 120 anni, e Geova lo seppellisce in un luogo sconosciuto in Moab. Mentre leggete il libro di Deuteronomio, notate come Geova benedice chi lo ama, come trattiene la sua benedizione da chi gli disubbidisce e come i princìpi alla base della Legge di Dio si ritrovano negli insegnamenti di Gesù, il profeta come Mosè che è anche Re del Regno di Dio.

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