Introduzione a 1 Re
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In origine 1 e 2 Re erano un unico volume, che in seguito venne diviso in 2. Si ritiene che lo scrittore sia stato Geremia. Il racconto di 1 Re riprende da dove si conclude 2 Samuele. La narrazione copre un periodo di pressappoco 129 anni, che vanno dagli ultimi giorni del re Davide, intorno al 1040 a.E.V., alla morte del re Giosafat, intorno al 911 a.E.V. La prima parte del libro descrive la pace e la prosperità che regnano in Israele sotto Salomone, succeduto a suo padre. La seconda parte narra di come in Israele dilaga la falsa adorazione e il regno viene diviso in 2. Nel capitolo 1, Salomone viene unto re. Nel capitolo 3, Geova concede al re Salomone una sapienza straordinaria, oltre a grandi ricchezze e gloria. Nel capitolo 4, sotto il regno di Salomone il popolo di Dio prospera. I capitoli da 5 a 8 si concentrano sulla costruzione del tempio e la realizzazione degli utensili, e sulla preghiera di dedicazione di Salomone. Nel capitolo 10, la regina di Saba sente parlare della fama di Salomone e si reca a Gerusalemme per incontrarlo. La regina è estasiata di fronte alla prosperità del re e alla sua sapienza, ed esclama che ‘non gliene era stata riferita neanche la metà’. Come si legge nel capitolo 11, Salomone, disubbidendo a Geova, amò molte donne straniere. Col tempo queste mogli pagane sviano il suo cuore facendogli adorare altre divinità, tra cui Astoret e Milcom. Dopo aver regnato 40 anni, Salomone muore e il trono passa a suo figlio Roboamo. Nel capitolo 12, Roboamo minaccia di rendere ancora più pesante il giogo portato dal popolo. Di conseguenza 10 tribù si ribellano e fanno re Geroboamo. A Roboamo restano così solo 2 tribù, Giuda e Beniamino. Geroboamo istituisce il culto dei vitelli d’oro. Il suo intento è quello di scoraggiare i suoi sudditi dall’andare a Gerusalemme ad adorare. L’idolatria dilaga nel regno settentrionale, e questo porta a oppressione, lotte di potere e assassinii. Nei capitoli 14 e 15, Roboamo e Abiam dopo di lui lasciano che la falsa adorazione dilaghi nel regno meridionale. Lo sapevate? Dopo circa 33 anni dall’inaugurazione del tempio di Salomone, Geova permise al faraone Sisac di fare razzia dei suoi tesori. Questo dimostra che agli occhi di Geova ciò che conta non è l’imponenza di un edificio, ma un’adorazione che sia pura. Nel capitolo 15, sul trono di Gerusalemme sale Asa, un re che fa ciò che è giusto agli occhi di Dio. Gli succede suo figlio Giosafat, il quale imita il suo buon esempio. Il capitolo successivo menziona una serie di re malvagi del regno settentrionale. Tra questi troviamo Acab, che sposa la principessa pagana Izebel. I due introducono nel regno il culto di Baal. Nel capitolo 18, il profeta Elia convoca il popolo sul monte Carmelo e lancia una sfida perché venga dimostrato chi è il vero Dio: Geova o Baal. Ed è Geova a dimostrarsi il vero Dio. Nel capitolo 19, Elia fugge lontano a seguito delle minacce di morte ricevute da Izebel. Sul monte Horeb Geova gli appare e lo conforta con “una voce calma, sommessa”. Inoltre gli dà nuovi incarichi. Nel capitolo finale, Acab non segue l’avvertimento ricevuto dal profeta Micaia e va in battaglia contro la Siria. Proprio nel corso di quella battaglia viene ferito e muore. Il figlio Acazia prende il suo posto sul trono di Israele. Quanto al regno di Giuda, alla morte di Giosafat sale sul trono suo figlio Ieoram. Mentre leggete 1 Re, notate come la falsa adorazione causa solo grandi sofferenze, notate invece come la vera adorazione promuove pace e felicità, e riflettete con un cuore pieno di entusiasmo su come la sapienza di Salomone impallidisce in confronto a quella di Gesù Cristo, il Re incorruttibile del Regno di Dio.