Introduzione

Introduzione


Le persone subiscono molte perdite nel corso della vita… Si perdono persone care e amici, senza i quali la vita sembrerebbe impossibile. Anche la malattia, la fame e gli orrori della guerra possono interrompere il tranquillo fluire della vita. Ma a prescindere dalle difficoltà, le persone sanno di avere la cosa più preziosa: la loro patria, la terra dei loro antenati, dove sono nati e hanno pronunciato per la prima volta la parola “madre”. Non è un caso che in molte lingue la propria patria sia chiamata “madrepatria”.

Gli autentici internazionalisti comprendono i sentimenti di attaccamento alla propria patria, che sia la Lapponia innevata, la giungla del Rio delle Amazzoni, le valli caucasiche o le sabbiose steppe arabe.

Il vero patriottismo ispira sempre rispetto per chi ama la propria terra. Lʼattaccamento alla propria patria, il sentimento profondo di avere una patria propria è un segno di sincerità e di premura in una persona.

Il popolo sovietico, che ha vissuto gli orrori della Seconda guerra mondiale in cui ha perso 20 milioni di concittadini, condivide i sentimenti di coloro che sono stati derubati della loro patria, che è stata bagnata dal sudore dei loro antenati e che ora è calpestata dagli invasori.

Quella che sta vivendo il popolo arabo della Palestina, composto da oltre quattro milioni di persone, è una vera e propria tragedia, che dura da molti anni, non conosce una fine e si aggrava sempre più. Cʼè già una generazione di palestinesi, che ora vive nelle tende, che non ha mai visto i giardini di agrumi, i boschetti di Gerico e i luoghi santi di Gerusalemme. Per questo è diventata la difficile ma nobile missione di questa generazione affermare i legittimi diritti nazionali del popolo arabo di Palestina, compreso il diritto allʼautodeterminazione e alla creazione di un proprio Stato. Ancora oggi questo diritto viene loro negato dai sionisti e dai loro patroni e complici, che sostengono che i palestinesi in quanto tali non esistono e che, inoltre, con la creazione di Israele la parola “Palestina” è scomparsa dal vocabolario geografico e politico.

Questo approccio sciovinista non ha nulla in comune con la realtà dei fatti. I palestinesi esistono, lottano e vinceranno È ora di capire che la giusta soluzione del problema palestinese è la condizione principale per normalizzare la situazione ed eliminare il pericoloso focolaio di tensione internazionale in Medio Oriente.

Come fa notare un comunicato sovietico-palestinese, “La soluzione del Medio Oriente non può essere risolta… senza affrontare il problema palestinese. E questo problema non può essere risolto senza la partecipazione dellʼOrganizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), unico rappresentante legittimo del popolo palestinese”.

La tragedia di unʼintera nazione, il popolo arabo della Palestina, privato dagli imperialisti, dai sionisti e dai reazionari arabi del suo diritto inalienabile alla creazione di un proprio Stato sulla propria terra, deve finire. LʼUnione Sovietica non sta risparmiando sforzi per raggiungere questi nobili obiettivi e ciò incontra la comprensione, lʼapprovazione e la gratitudine della grande massa del popolo palestinese. Le relazioni tra i popoli sovietico e palestinese e i loro leader sono state caratterizzate da uno spirito di genuino cameratismo e amicizia.



I palestinesi continuano a lottare per i loro diritti. Il loro indomito spirito combattivo, la disponibilità a sacrificare le loro vite e il desiderio di continuare la lotta garantiscono che arriverà il momento in cui una nuova unità geografica e politica – una Palestina araba libera, indipendente e democratica – apparirà sulla mappa politica del Medio Oriente insieme agli Stati attualmente esistenti.



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