Interpretazione delle leggi
In conformità con l’art. 121,5 della Costituzione dell’URSS, “il Presidium del Soviet Supremo dell’URSS fornisce l’interpretazione delle leggi dell’URSS”.
Una legge (v.) viene interpretata mediante l’emissione di un decreto (v.) o di una decisione. Essa trasmette la volontà dello Stato imposta ai partecipanti alle relazioni sociali – coloro che godono dei diritti concessi dalla legge, si assumono le responsabilità che essa attribuisce loro e applicano la legge a rapporti specifici.
L’interpretazione ufficiale di una legge può essere normativa, cioè avere un contenuto generale come la legge stessa, o non normativa, cioè riferirsi a casi e situazioni individuali coperti dalla legge data che si sono verificati prima della promulgazione di un atto di interpretazione.
Nel redigere gli atti di interpretazione delle leggi, il Presidium del Soviet Supremo dell’URSS (o di una Repubblica dell’Unione) utilizza tutti i mezzi (metodi) teorici e pratici disponibili per chiarire il significato della legge (grammaticale, logico, sistematico, ecc.); l’interpretazione della forma verbale della legge può essere letterale, limitata o estesa.
Quando interpreta una legge, il Presidium del Soviet Supremo dell’URSS spiega la volontà trasmessa dalla legge, basandosi sull’analisi dei materiali preparati, sui materiali prodotti dalla discussione del progetto di legge in seno al Soviet Supremo dell’URSS, sulle ragioni e sugli obiettivi della promulgazione della legge, sulla sua collocazione all’interno dell’ordinamento giuridico, sulla correlazione delle sue norme con le norme prevalenti in quel determinato ramo del diritto.
Solo in rari casi il Presidium del Soviet Supremo dell’URSS è stato costretto a interpretare una legge. Ciò è dovuto all’elevato livello tecnico-giuridico delle leggi, alla semplicità e alla chiarezza del loro linguaggio e del loro stile, alla loro struttura ben ponderata e alla loro collocazione chiaramente definita tra le altre leggi.