Il mitico ingegnere, Michael Haugk

Il mitico ingegnere, Michael Haugk


Qualcuno ha mai sentito parlare di Michael Haugk di Karl-Marx-Stadt? Del suo arresto il 16 marzo 1978 per aver criticato il sistema elettorale e la politica estera della Repubblica Democratica Tedesca? E della sua condanna, il 22 agosto 1978, da parte del tribunale di Karl-Marx-Stadt a tre anni e otto mesi di reclusione per incitamento contro lo Stato?

Nessuno avrebbe mai saputo nulla dellʼingegnere Michael Haugk da Karl-Marx-Stadt, se Amnesty International non avesse iniziato a mostrare la sua “preoccupazione” per lui. Questa volta lʼazione filantropica è stata affidata alla sezione francese di Amnesty International.

Gli organi, le sezioni nazionali e i gruppi locali di Amnesty International esprimono a gran voce, in nome delle “supreme idee filantropiche”, la loro preoccupazione per ogni caso di ipotetica condanna di un “prigioniero di coscienza” nei Paesi socialisti. Presentano petizioni, fanno circolare lettere, organizzano conferenze stampa. E tutto questo per avvalorare con “fatti concreti” il mito della persecuzione politica nei Paesi socialisti.

Nel caso dellʼ“ingegnere Haugk” sono state inviate lettere al Ministro della Giustizia, al Presidente della Corte Suprema e al Presidente del Consiglio di Stato della Repubblica Democratica Tedesca. Copie sono state inviate ai giornali e diffuse in tutto il mondo. In questo modo, il mito della persecuzione politica nella Germania dellʼEst è stato portato avanti.

Infine, il 12 marzo 1980 il portavoce della sezione francese di Amnesty International ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava che la sua organizzazione era in possesso di “informazioni affidabili” su un caso di violazione dei diritti umani nella Germania Est. Questo ha messo in moto il volano delle indagini sulla violazione da parte della Repubblica Democratica Tedesca dellʼarticolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che proclama la libertà di opinione e di espressione.

I portavoce di Amnesty International avrebbero potuto fare molte altre grandi dichiarazioni in merito, se non fosse per una circostanza. Gli organi governativi competenti della Germania Est hanno confermato ufficialmente che nessuno di nome Michael Haugk è mai stato processato nella Repubblica Democratica Tedesca. Inoltre, nessuno con quel nome aveva mai vissuto a Karl-Marx-Stadt. E non risulta che il 22 agosto 1978 sia stato celebrato alcun processo.

Il “caso Haugk” scoppiò come una bolla di sapone.

Resta solo da chiedersi: di cosa si trattava, era “un atto di filantropia” da parte di Amnesty International o una delle sue solite provocazioni politiche?



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