Il cristianesimo si corrompe

Il cristianesimo si corrompe

Puoi vivere felice per sempre > Lezione 18

🏠 MENU 🎬 VIDEO

Tutti i veri seguaci di Gesù riflettevano la luce che emanava da lui. Ma Gesù predisse che dopo la morte degli apostoli ci sarebbe stato un allontanamento dalla pura adorazione. L’apostasia sarebbe stata così estesa che i veri discepoli sarebbero praticamente scomparsi dalla scena fino al “termine del sistema di cose”. Nello stesso tempo, una forma contraffatta di cristianesimo avrebbe prosperato. E così avvenne. Le chiese cosiddette cristiane deviarono dagli insegnamenti di Cristo. Ne risultarono abusi di potere e indicibili sofferenze. Fu un periodo di fitte tenebre. Nei secoli successivi all’istituzione della congregazione cristiana, anche molti di coloro che prendevano la direttiva nella chiesa cristiana iniziarono ad amare la sapienza del mondo. Le idee che venivano da Platone e da altri filosofi greci cominciarono a infiltrarsi nel cosiddetto pensiero cristiano. E quindi gli apostati volevano fondere l’insegnamento cristiano e la tradizione cristiana con le idee religiose pagane. L’intenzione era di rendere queste cose più appetibili ad altri pagani perché fossero attratti dalla religione cristiana. Col passare dei secoli i leader religiosi apostati oscurarono ancora di più la luce lasciando la Bibbia in latino, una lingua che la maggioranza non comprendeva più. Eppure, durante questo periodo di tenebre continuavano a esserci alcuni che provavano l’intenso desiderio di leggere e capire la Parola di Dio. Per esempio, nel XII secolo, un mercante francese noto con il nome di Valdo commissionò la traduzione di alcuni libri biblici nella lingua della gente comune. Due secoli dopo il sacerdote cattolico John Wycliffe scrisse parole forti contro le pratiche antiscritturali della chiesa. Nel 1384 aveva iniziato la prima traduzione della Bibbia in inglese. I suoi seguaci, conosciuti come lollardi, predicavano il messaggio biblico a chiunque ascoltasse. Nel 1495 con l’invenzione dei caratteri mobili fu possibile stampare la Bibbia, per intero o in parte, in 12 lingue. Presto le persone cominciarono a leggerla per proprio conto. Così facendo alcuni iniziarono a capire che la chiesa si era sviata. Nel XVI secolo, uomini come Huldreich Zwingli, Martin Lutero e Giovanni Calvino sostenevano che c’era bisogno di tornare ai princìpi originali del cristianesimo. Questi uomini, e altri ancora, cercarono di smascherare le pratiche ipocrite e di sostenere gli insegnamenti della Bibbia anche se questo li metteva in conflitto con le potenti autorità religiose. Alcuni erano disposti a prendere posizione a favore di ciò in cui credevano pur non conoscendo appieno la verità. Ma questo significava essere perseguitati e la persecuzione spesso portava al compromesso, specie quando si trattava di predicare. Nondimeno, nei secoli XVII e XVIII ci fu in molti paesi un enorme aumento di coloro che studiavano la Bibbia. In Inghilterra molti uomini dotti confutarono la dottrina della Trinità considerandola antiscritturale. Tra questi ci furono lo scienziato Isaac Newton, il poeta John Milton e il chimico Joseph Priestley. Oltre a rigettare la dottrina della Trinità, Priestley dichiarò che l’insegnamento dell’immortalità innata dell’anima era falso. Sosteneva che i cristiani del I secolo avevano la vera fede e che qualsiasi allontanamento da essa equivaleva a corruzione.

Report Page