Il Vaticano, forza di equilibrio ?
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Ha l'onore delle cronache l'ennesima visita del cardinale Matteo Maria Zuppi a Kiev nel tentativo di tenere in vita un canale diplomatico - per quanto minuscolo - traverso il quale si possa sperare di dirimere una questione che finora è stata lasciata solo alla via militare. Che ruolo tuttavia può avere il Vaticano e le sue mosse ? Quale peso effettivo ? cosa ci si può realisticamente attendere ? Il Prof. Aldo Ferrari prova a condividere col pubblico di "Tutti i fatti" un'opinione generale in merito.
"Dunque, la questione di sicuro merita una certa attenzione, anche se non per la ragione più immediata. Le ripetute missioni diplomatiche da parte del Vaticano in terra ucraina non passano certo inosservate ed è naturale che ci si chieda quanto possano infine pesare sulle sorti del conflitto in corso. Ebbene, la riposta più immediata all’interrogativo è che l’impatto diretto di queste iniziative è destinato ad essere molto limitato: per quanto notevole possa essere l’influenza diplomatica internazionale della Santa sede, questa non ha la possibilità di incidere materialmente su un grande conflitto militare convenzionale ormai in corso da oltre un anno. La risoluzione militare è, ovviamente, nelle mani di chi garantisce sostegno finanziario alla parte ucraina, quindi c’è da aspettarsi un cambiamento in tal senso solo nel momento in cui Stati Uniti ed UE decideranno altrimenti in merito. D’altro canto occorre tuttavia sottolineare un fatto non indifferente: malgrado la proprio ineffettività su un piano materiale, la diplomazia vaticana esiste, fa parlare di sé, come i mass media mostrano periodicamente. Questo suo muoversi indica che il Vaticano è ancora un’entità viva ed attiva nella dimensione diplomatica internazionale: in un momento in cui praticamente tutta la diplomazia occidentale ha cessato di dialogare con la Russia, quella vaticana ancora ci prova e costituisce al momento una dei pochi canali di comunicazione ancora rimasti. In questo, il Vaticano dimostra una sua autonomia per quanto limitata dalle circostanze attuali (per non parlare poi dell’ostacolo supplementare costituito dal differente contesto culturale - cioè ortodosso – col quale si cerca di dialogare) rispetto agli altri attori geopolitici coinvolti. Si potrebbe dire che proprio in questa situazione al di fuori del comune, che ha messo in luce forze e debolezze di ognuno, riemerge quella vocazione della Santa sede a farsi forza di equilibrio e bilanciamento tra le parti , o almeno aspira sinceramente ad esserlo. "
Importanti considerazioni che sicuramente portano a rivalutare e vedere in una certa luce il ruolo della diplomazia vaticana in un contesto imprevedibile quanto quello attuale.