ITALIA, LA SICUREZZA CIBERNETICA E L'OMBRA LUNGA DI ISRAELE
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA⏹️ Parlare di “dipendenza” dell’Italia da Israele nella sicurezza cibernetica non significa sostenere che Roma abbia consegnato formalmente a Tel Aviv l’intero governo del proprio spazio digitale. Sarebbe un eccesso di semplificazione.
🔹️ Ma sarebbe altrettanto falso raccontare il rapporto come una normale cooperazione tra pari. I documenti pubblici, le intese industriali, le norme sugli approvvigionamenti, i casi di sorveglianza e l’uso di strumenti israeliani nelle attività investigative mostrano una realtà più scomoda.
🔹️ L’Italia ha compensato a lungo il proprio ritardo strategico e industriale affidandosi a un ecosistema straniero, e in particolare a quello israeliano, per segmenti molto delicati della propria sicurezza informatica.
🔹️ Il punto critico, al di là di altre considerazioni di carattere politico e geopolitico, non è dunque l’esistenza della cooperazione, ma la sua asimmetria: Israele produce, addestra, esporta e condiziona; l’Italia compra, integra e rincorre.
🔹️ Il motivo è semplice: Israele ha costruito molto prima dell’Italia una vera potenza cibernetica. La sua forza non nasce solo da aziende efficienti, ma da una saldatura precoce tra apparato statale, ricerca, capitale di rischio, complesso militare e intelligence.
🔹️ Israele ha trasformato la cybersicurezza in uno strumento di proiezione strategica e di esportazione. Per l'Italia, ma non solo, arrivati tardi, l’ecosistema israeliano non è un semplice mercato di tecnologie, ma come una scorciatoia per recuperare un ritardo che non si era avuto il coraggio politico di colmare con una strategia nazionale coerente.
🔹️ Israele non esporta soltanto prodotti, ma una cultura operativa: l’idea che sicurezza, intelligence, innovazione e mercato siano parte della stessa architettura di potere.
🔹️ È questo che rende il rapporto con Roma profondamente squilibrato. Perché l’Italia non entra in relazione con un semplice partner industriale, ma con un sistema che ha fatto della potenza cibernetica una leva di politica estera e di influenza strategica.
🔹️ Nella puntata "Il laboratorio" Giorgio Mottola sostiene che i territori palestinesi, e in particolare Gaza e la Cisgiordania, funzionino come banco di prova per tecnologie di sorveglianza, controllo e guerra che poi vengono esportate all’estero.
🔹️ Questa tesi, attribuita da Report all’industria israeliana della sicurezza, si intreccia con un più ampio dibattito internazionale sui sistemi Pegasus, Cellebrite, Red Wolf e Blue Wolf.
🔹️ Amnesty International ha documentato l’uso di Red Wolf come sistema sperimentale di riconoscimento facciale ai checkpoint di Hebron, e altre fonti internazionali hanno descritto Blue Wolf come parte dell’architettura di sorveglianza biometrica usata contro i palestinesi .....
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Giuseppe Gagliano
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https://www.lafionda.org/2026/03/16/italia-la-sicurezza-cibernetica-e-lombra-lunga-di-israele/