🎙 INTERVISTA AL REGISTA SHIGEYASU YAMAUCHI (Japan Tours Festival 2024, di AnimeLand)
🇫🇷 AnimeLand Magazine (Traduzione di @DragonBallChannelAP & @DailyDragonBall)
🖊 È impossibile parlare dei migliori registi nella storia dell'animazione di Dragon Ball senza citare immediatamente il nome di Shigeyasu Yamauchi. Considerato dai fan e dai colleghi un genio, Yamauchi si è sempre distinto per il suo spiccato senso estetico, l'uso fantasioso delle inquadrature e per le particolari scelte dei colori.
Queste qualità trovano la loro massima espressione in alcuni degli episodi tecnicamente più impressionanti di Dragon Ball Z: dalla storica trasformazione di Goku in Super Saiyan, allo scontro tra Majin Vegeta e Goku nella saga di Majin Bū. A ciò si aggiunge la sua regia su diversi mediometraggi, come Dragon Ball Z: Il Diabolico Guerriero degli Inferi, Dragon Ball: Il Cammino dell'Eroe e i primi due, iconici film dedicati a Broly.
Yamauchi è stato inoltre il più grande mentore di un'altra leggenda recentemente scomparsa, Tatsuya Nagamine, che nel 2018 ha diretto Dragon Ball Super: Broly cercando consapevolmente di rendere omaggio alla visione registica del suo maestro.
🗣 Inizio dell'intervista
— Crediti riportati su AnimeLand:
👤 Caroline Alexandre
👤 Sarah Marcadé
👤 Nourredine Widad
🎤 Q: Il primo episodio che ha diretto per Dragon Ball Z è quello in cui troviamo, in particolare, il combattimento tra Vegeta e Cui. Si ricorda di questa scena?
💬 Yamauchi: No, non me ne ricordo. Ma assomiglia a una regia per cui la gente direbbe «tieni, questo è lo stile di Yamauchi», ed è vero che gli somiglia (ride).
🎤 Q: Le piace dirigere questo genere di scene di combattimento?
💬 Yamauchi: Non so se mi piaccia, ma mi viene naturale. Mi parlano spesso delle scene d'azione, ma non sono necessariamente quelle che amo di più. Ho adorato lavorare al secondo anime di Dr. Slump, per esempio. È stato molto divertente!
🎤 Q: Ha avuto l'occasione di incontrare Akira Toriyama?
💬 Yamauchi: Sì, l'ho incontrato e sono persino andato a casa sua. Credo abitasse a Nagoya. All'epoca era già un mangaka riconosciuto, quindi aveva un lato serio.
🎤 Q: Durante il suo lavoro su Dragon Ball Z, come producevate gli episodi dell'anime mentre il manga era in corso di serializzazione?
💬 Yamauchi: Quando lavoravamo su Dragon Ball Z, i capitoli non erano ancora pre-pubblicati, quindi Akira Toriyama disegnava due pagine di nemu (bozze delle pagine del manga, NdR) che faceva inviare agli studi della Toei. Lo studio doveva prima confezionare la sceneggiatura e poi creare lo storyboard. Quindi avevamo solo una o due pagine di nemu per storyboardare un episodio intero. C'era un lato da "mission impossible"! È per questo motivo che ci siamo ritrovati con numerosi passaggi in cui si cercava di guadagnare tempo e che facevano ridere molto la gente (ride). Penso per esempio alle sequenze in cui si vede Kami che guarda nel vuoto dall'alto della sua torre. O quando gli amici di Goku si chiedono se quest'ultimo possa vincere mentre lui fronteggia Vegeta e i due si scambiano invettive senza combattere.

🎤 Q: Era un dipendente della Toei in quel periodo?
💬 Yamauchi: No, sono sempre stato freelance, perché sono una persona libera. Tuttavia, svolgevo il mio lavoro negli uffici dello studio. D'altronde, siccome ero sempre laggiù e riuscivo a fornire la quantità di lavoro richiesta senza fallo, una persona di alto livello mi aveva proposto di creare il posto di «direttore della regia» (enshutsu buchō) solo per me. Ho comunque rifiutato perché, avendo sempre vissuto da libero professionista, avevo voglia di continuare a dare il meglio di me stesso in questa configurazione. Il vantaggio di essere freelance era, in particolare, quello di non avere superiori.
🎤 Q: Il regista Daisuke Nishio le dava istruzioni precise o le lasciava molta libertà?
💬 Yamauchi: Non ricevevo assolutamente nessuna istruzione da parte sua. Per quanto riguarda la regia dei diversi episodi, funzionavamo a rotazione con diversi registi degli episodi ricorrenti. È così che mantenevamo il ritmo. Ma paradossalmente, mentre i registi degli episodi dovrebbero essere le persone più impegnate nella produzione, tra loro c'era *Daisuke Nishio, che era senza dubbio il meno coinvolto. Per me, era colui che capiva meno questo ruolo.
*Daisuke Nishio ha ricoperto il ruolo di capo regista di Dragon Ball Z per gran parte della serie, fino a quando Shigeyasu Yamauchi ne assunse di fatto le funzioni durante l'arco di Majin Bū. In questa intervista, tuttavia, Yamauchi sembra ridimensionare, o quantomeno non riconoscere esplicitamente, questo passaggio di consegne.
🎤 Q: Le condizioni di produzione di Dragon Ball Z erano difficili?
💬 Yamauchi: Penso che tutte le condizioni di produzione fossero difficili. Ma su Dragon Ball Z non erano più dure che su un'altra opera o in un'altra epoca. D'altra parte, bisogna notare che un tempo la Toei aveva l'abitudine di lavorare con diversi studi, come lo Studio Cockpit per esempio, e di affidare loro degli episodi a rotazione. Oggi, sebbene questo tipo di sistema a rotazione esista ancora, i ruoli sono definiti più chiaramente. Ma per tornare a Dragon Ball Z, direi che non ho trovato le condizioni di produzione davvero difficili. Al contrario, ricordo che c'era un lato divertente nel partecipare alla produzione della serie perché si disegnava partendo dai nemu [bozze del manga] e avevamo quindi la sensazione di creare qualcosa.
🎤 Q: A cosa dà importanza quando le mette in scena?
💬 Yamauchi: In una scena d'azione, spesso si dà importanza al ritmo. Vi si ritrova anche regolarmente un motivo narrativo in cui l'eroe viene prima dominato finché, per una ragione precisa, avviene un capovolgimento della situazione che lo porta alla vittoria. Ma siccome all'epoca ero alla fine dei miei vent'anni, non pensavo davvero a tutti questi aspetti. Disegnavo e mi veniva naturale.
🎤 Q: Questa idea che le cose le vengano naturali ritorna spesso nelle sue parole. Si considera una sorta di genio?
💬 Yamauchi: Ho delle specie di illuminazioni che mi vengono in mente ma, più che un genio, penso di essere maggiormente una persona che fa molti sforzi. Quando sono entrato alla Toei, per esempio, sono andato nella sala di proiezione e ho chiesto che mi mostrassero il primo episodio così come le sequenze migliori di Patalliro! (un anime basato sullo shôjo di Maya Mineo che ha per protagonista un piccolo principe dal brutto carattere, NdR) per analizzarle, perché volevo superarle. Ed è grazie al lavoro di regia [mise en scène] che si ottiene un'animazione riuscita. Così, ci sono momenti in cui non serve a nulla mettere molta energia in una scena ma, per saperlo, bisogna fare molti sforzi.
Oggi ho smesso con queste ragazzate, ma all'epoca mi consideravo il migliore. Non era arroganza, perché non pensavo di essere il migliore nelle battute o nella gestualità, ma era piuttosto una fiducia nella mia facoltà di mettere tutti questi elementi sullo schermo.



🎤 Q: Si riconoscono le sue scene d'azione grazie all'uso che fa delle gambe dei personaggi. (Gli mostrano un estratto del combattimento tra Gogeta e Janemba in Dragon Ball Z - Il diabolico guerriero degli inferi)
💬 Yamauchi: Nelle scene d'azione di Dragon Ball Z, ritroviamo tre grandi assi portanti: i pugni, i calci e le cariche. Bisogna quindi saper variare utilizzando questi tre elementi. L'obiettivo è trasmettere l'impressione che i colpi facciano subire pesanti danni all'avversario e bisogna sempre trovare un modo per riuscirci. Quando appare un nemico temibile, è vitale che i colpi che gli vengono assestati abbiano impatto, anche se si tratta di un avversario terribilmente resistente. È per questo che in questo passaggio Gogeta si serve solo dei suoi piedi per colpire Janemba. È importante creare una vera dinamica, altrimenti non è un vero combattimento, a mio avviso. Anche gli angoli di ripresa giocano un ruolo importante a tal proposito. Mettendo bene l'accento sul movimento dei fianchi, permettono di mostrare che i calci dati da Gogeta sono più rapidi e più forti. Queste inquadrature non sono lì perché amo particolarmente i piedi e le gambe, c'è una vera ragione dietro questa scelta.
🎤 Q: C'erano degli animatori con i quali ha apprezzato particolarmente lavorare su Dragon Ball Z?
💬 Yamauchi: *Keisuke Masunaga e il suo discepolo Masaki Satō. Con il signor Masunaga alla direzione dell'animazione e all'animazione chiave, e Masaki Satō che lo affiancava all'animazione chiave, erano capaci di produrre l'animazione di un episodio soltanto in due. Oggi, ci vorrebbero circa cinque o sei persone per produrre lo stesso risultato. Erano davvero molto dotati. C'è anche Tadayoshi Yamamuro. Era un tipo un po' strano che era entrato nel mondo dell'animazione senza saperne nulla. Quando l'ho conosciuto, non aveva mai fatto animazione chiave ma semplicemente intercalari (in-betweens) e all'inizio aveva difficoltà con i volti. Ma ha fatto grossi progressi molto rapidamente. Era un praticante dell'arte marziale shôrinji kenpō, il che gli dava una marcia in più per le scene d'azione. Penso che corrispondesse davvero bene a Dragon Ball. C'erano anche i tre animatori dello studio Seigasha: Kazuya Hisada, Masahiro Shimanuki e Tomekichi Takeuchi. Tutti e tre disegnavano molto bene ed erano perfettamente capaci di materializzare i miei storyboard.
*Sebbene Yamauchi abbia affermato che Masaki Satō fosse un discepolo di Keisuke Masunaga, questa ricostruzione non sembra trovare riscontro nei fatti. I due, infatti, provenivano da contesti produttivi differenti: Masunaga era attivo presso lo studio Cockpit, mentre Satō operava all'interno di Junio. Inoltre, quando Masunaga entrò nella produzione di Dragon Ball Z, Satō aveva già lasciato la serie, rendendo impossibile qualsiasi rapporto diretto di formazione o collaborazione.
Anche l'idea secondo cui avrebbero realizzato episodi insieme non trova conferma: non risultano occasioni in cui Masunaga e Satō abbiano effettivamente lavorato fianco a fianco. È quindi verosimile che si tratti di una ricostruzione imprecisa, probabilmente frutto di un ricordo non del tutto accurato, piuttosto che di un rapporto effettivamente esistito.
🎤 Q: In quale contesto è stato designato come regista del film Broly? Come è stato scelto?
💬 Yamauchi: In quale contesto... come dire, non c'è stata veramente una scelta. È successo naturalmente perché all'epoca ero il migliore. Nessun'altra persona a parte me è mai stata presa in considerazione. Anche se Nishio era il regista [della serie], io facevo molto più di lui. Non c'è stato davvero un processo di selezione, è successo naturalmente.
🎤 Q: Lei è anche accreditato come supervisore in diversi film della saga. In cosa consisteva questo ruolo?
💬 Yamauchi: La Toei produceva così tanti film che se avessi dovuto farli tutti io sarebbe stato davvero complicato. Bisognava quindi che se ne occupassero anche altri. E quando Yoshihiro Ueda ne ha diretto uno, mi è stato chiesto di fare da supervisore. Inizialmente ho rifiutato perché volevo che facesse il suo film, quindi per me non aveva alcun senso, ma le persone che mettevano i soldi nella produzione volevano che qualcuno ricontrollasse per sentirsi rassicurate. Riguardo alla natura del lavoro, si trattava semplicemente di guardare lo storyboard.
🎤 Q: E che rapporti aveva con Mitsuo Hashimoto, per il quale ha supervisionato il film Dragon Ball Z: L'eroe del pianeta Conuts?
💬 Yamauchi: Non avevo più rapporti con lui che con un altro dei registi principali di Dragon Ball Z. Non andavo particolarmente d'accordo con lui. È qualcuno che faceva del suo meglio. In realtà, il lavoro di regista di episodi è piuttosto solitario. Eravamo tutti in competizione e cercavamo di fare meglio degli altri.
🎤 Q: Che opinione ha del personaggio di Broly?
💬 Personalmente, lo considero come il personaggio che fa più pena [tristezza], in particolare perché non ha né madre né famiglia. Broly era il più forte, ma c'è un motivo per cui ha perso: Goku lo combatteva con suo figlio Gohan e il suo amico Piccolo che gli davano forza. Nel momento in cui viene colpito, Broly si chiede quindi chi sia veramente, e chi si trovi al suo fianco. Secondo me, è davvero da compiatire. È un personaggio originale che abbiamo creato per il film e ne abbiamo fatto un essere estremamente forte che superava i Super Saiyan ma, alla fine, non aveva alcuna possibilità di vincere contro Goku e i suoi amici. È per questo motivo che ne abbiamo fatto un personaggio triste e solitario. In ogni caso, l'ho concepito come il Saiyan che fa più pena a vedersi. Senza famiglia né amici, è stato cresciuto solo per diventare più forte. Doveva essere felice di vincere il combattimento ma, alla vista dei numerosi cari di Goku, si è senza dubbio chiesto che senso avesse tutto ciò. Trovo che sia davvero un personaggio pieno di umanità.

🎤 Q: Anche la debolezza di Vegeta ci ha colpito molto in questo film. Lo si vede in particolare piangere. Era un punto al quale aveva dato importanza?
💬 Yamauchi: Non me lo ricordo. Mi ricordo solo di una scena in cui è a terra di fronte alla navicella. Ma come le dicevo poco prima, se Goku ha potuto vincere, è perché aveva una famiglia. Non è il caso di Vegeta ed è per questo che viene sconfitto su tutta la linea. Mentre era sempre stato contrapposto a Goku, il fatto di perdere contro questa forma di nuova generazione di Saiyan è estremamente frustrante e lo rende pazzo di rabbia. Soprattutto perché si rende conto che la forza non è il mezzo giusto per combatterlo. Ha quindi davvero l'impressione di essere inutile, soprattutto perché è lui a farsi battere per primo. Penso sia questo ciò che ho voluto esprimere con quelle lacrime.
🎤 Q: Lei è un regista piuttosto parco nei dialoghi. Qual è il suo approccio a riguardo?
💬 Yamauchi: Ci sono cose che sono trasmissibili solo con le parole e altre per le quali queste ultime sono superflue. Tuttavia, se lo scopo è spiegare tutto con le parole, tanto vale non fare animazione e descrivere tutto tramite la narrazione. Ecco perché non ne metto ovunque. Ho l'impressione che, ultimamente, gli spettatori non lo capiscano.
🎤 Q: È vero che mimava i suoi storyboard ai suoi animatori?
💬 Yamauchi: Sì, siccome è difficile capire bene le cose attraverso le vignette di un semplice storyboard, mi alzavo e mostravo loro ciò che volevo che disegnassero. Per questo, dicevo loro che ero pronto a mostrar loro tutto. (Si alza e inizia a mimare qualche colpo per fare una dimostrazione.)
🎤 Q: Per finire, può parlarci del combattimento tra Goku e Majin Vegeta dell'episodio 232 della serie?
💬 Yamauchi: Non me ne ricordo. Sono davvero io ad aver fatto questo? Non sapevo che lo chiamassero Majin Vegeta, per me è solo Vegeta. È una lotta accanita dove i due valorosi avversari si scambiano colpo su colpo. Anche se Vegeta è diventato Majin, si ha l'impressione che Goku combatta contro di lui come se non fosse così, volendo semplicemente vincerlo. Ma ricordo davvero abbastanza male la serie televisiva. Come ho detto, in una scena d'azione, è importante che si senta la potenza degli attacchi e che un senso di velocità emerga dai combattimenti. È anche grazie a Tadayoshi Yamamuro che questo passaggio è ben riuscito.
🙏 Un ringraziamento speciale a Diego di @DailyDragonBall per aver condiviso le immagini dell'intervista. Tutti i crediti appartengono ad AnimeLand, storica rivista francese dedicata all'animazione.