IMMIGRAZIONE E POLITICA DEMOGRAFICA DELL’ITALIA
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA⏹️ Accogli un immigrato, ricongiungi la sua famiglia, mantieni a tue spese una comunità. L’Italia chiede all’immigrato che vuole portare in Italia la moglie e due figli di dimostrare quattordicimila euro di reddito: è la garanzia, dice la legge, che li manterrà da sé.
🔸️ Poi la famiglia arriva. E, dal mese successivo, quello stesso Stato, che quel reddito aveva preteso come prova di autosufficienza, versa duecento euro al mese per ciascun figlio, li cura gratuitamente, li istruisce a proprie spese. A pagare, da lì in avanti, sei tu.
🔸️ Ma la catena non finisce qui, perché la legge non la chiude. Il Testo Unico ammette anche i genitori: a carico, ultrasessantacinquenni, alle loro condizioni e i nonni che arrivano a sessantacinque anni non verseranno un contributo, ma entreranno in un servizio sanitario già in ginocchio.
🔸️ C’è di più. La moglie ricongiunta, dopo due anni, diventa a sua volta sponsor: può aprire la sua pratica, per i suoi genitori. Il reddito che serve? Si somma quello di tutta la famiglia e lei può lavorare dal primo giorno.
🔸️ Ogni anello paga l’anello successivo. Uno è diventato quattro con un modulo; quattro possono diventare otto con la pazienza. E la catena ha un ultimo anello, che non passa da nessuno sportello: la sala parto.
🔸️ La moglie ricongiunta è giovane, per definizione è la ragione stessa per cui è qui. Le donne straniere mettono al mondo il sessanta per cento di figli in più delle italiane.
🔸️ Oggi un neonato su otto, in Italia, è già straniero: al Nord, uno su cinque. Il quarto componente della famiglia è arrivato con un visto. Il quinto e il sesto arrivano con un vagito e per loro non serve dimostrare alcun reddito: sono nati dentro il conto che paghi tu.
🔸️ Non tutti percorrono la catena fino in fondo. Ma la legge la offre a tutti e nessuno ha mai votato che fosse questa la politica demografica dell’Italia. E non è l’eccezione: è la porta principale.
🔸️Più di un ingresso legale su tre passa oggi dal ricongiungimento familiare. Il lavoro, quello per cui l’immigrazione ci viene venduta da trent’anni, è ridotto a uno su otto.....
🔸️ Non li ha portati il barcone, che riempie i telegiornali. Li ha portati un modulo dello Sportello Unico, che non riempie niente. Quanto ci costa, tutto questo? Lo Stato non lo dice e vedremo che non è distrazione. Ma i mattoni per contarlo li pubblica lui stesso.
🔸️Incrociando i dati dell’INPS e dell’ISTAT, il solo Assegno Unico versato alle famiglie straniere supera, per stima prudenziale, i due miliardi di euro l’anno.
🔸️ E per chi la famiglia non l’ha ancora portata, il salasso prende l’altra strada: otto miliardi e trecento milioni di rimesse certificate dalla Banca d’Italia sono usciti dall’Italia nel solo 2024. Sedicimila euro al minuto, ogni minuto, festivi compresi.
🔸️ Fino a dodici contando i canali invisibili. La prova? La Cina: trecentomila residenti dichiarano l’invio di quattro milioni. Il resto viaggia dove lo Stato non vede.
🔸️ Ricchezza prodotta qui che qui non torna: o esce dal Paese, o esce dalle tasche di chi lo finanzia. In entrambi i casi, il conto ha lo stesso intestatario.
🔸️ Davanti a tutto questo, cosa fanno gli Stati? Smettono di contare. La Francia, per dogma laicista, si vieta per legge di censire la religione: il Paese con più musulmani d’Europa non sa ufficialmente quanti ne abbia.
🔸️ L’Italia non rileva la fede in nessun registro e il suo istituto di previdenza eroga miliardi di assegni familiari senza pubblicare la cittadinanza di chi li riceve. Non potendo governare il fenomeno, lo si rende invisibile. Non potendo rispondere alla domanda, si abolisce la domanda....
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Roberto Riccardi
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