IL SOLITO FILM
C.Li.Va. ToscanaIL SOLITO FILM
Pochi giorni fa una bambina di 4 anni è morta all’ospedale di Palermo per difterite.
Abbiamo letto in questi giorni decine di articoli, visto numerosi servizi televisivi e assistito da parte dei giornalisti a una corsa all’intervista ai famosi esperti per sottolineare il fatto che la bambina non fosse vaccinata.
Poco spazio per le verifiche su come siano andati i fatti, poco spazio per chiedere ai genitori la loro versione, poca sensibilità nel rispettare comunque un dolore come la perdita di un figlio: l’unico scopo di tutto quello che abbiamo visto e letto è stato quello di colpevolizzare la scelta di non vaccinare la bambina e i 3 fratelli. Il classico processo mediatico, senza appello.
Poco importa se la madre ha spiegato di aver subito dimostrato attenzione e cura per la bambina portandola all’ospedale il 13 agosto dove i medici l’hanno però dimessa per “tonsillite essudativa febbrile”.
Le notizie sono tutte date per far risaltare la morte a causa della mancata vaccinazione. Non esiste spazio per il dubbio, non esiste spazio per il rispetto del dolore.
Qualche giornale si è addirittura avventurato nel difendere a priori i medici e il personale sanitario sottolineando come “durante gli accertamenti sarebbe emerso un dettaglio non da poco, ovvero che la bimba non risultasse vaccinata per scelta della famiglia”. Ricordiamo che il personale della ASL ha accesso allo stato vaccinale di ogni cittadino, non è necessario chiederlo ma è sufficiente controllarlo.
Questa scoperta della mancata vaccinazione secondo la ricostruzione dei giornali sarebbe avvenuta solo dopo il secondo accesso al pronto soccorso, e allora qui ci chiediamo: come mai se l’istituto superiore di sanità alla pagina sulla difterite cita “La difterite va sospettata nella diagnosi differenziale nelle seguenti patologie: faringiti batteriche e virali, mononucleosi infettiva, sifilide orale, candidosi, angina di Vincent” durante i vari accessi al pronto soccorso non è stata verificata la natura di questa tonsillite? Possiamo avere il dubbio che con una diagnosi immediata la bambina si poteva salvare?
Non siamo un tribunale, ci sarà tempo di ricostruire come siano andate realmente le cose ma intanto non possiamo che sottolineare come i giornali abbiano già emesso la loro sentenza: la bambina è morta perché non vaccinata per scelta dei genitori irresponsabili. Fine.
Oltre alle notizie di cronaca poi abbiamo assistito a tantissime interviste piene di luoghi comuni, un modo per prendere la palla al balzo e riprendere quel film che abbiamo già visto con il morbillo nel 2017 e che ha portato a giustificare la legge Lorenzin.
Il professor Burioni per esempio ha dichiarato che “Le vaccinazioni limitano la circolazione di virus e batteri: superata una certa soglia di copertura, i patogeni smettono di diffondersi e restano protetti anche coloro che non possono vaccinarsi o hanno perso l’immunità, magari per una terapia contro un tumore o dopo un trapianto.”
La famosa immunità di gregge che ormai funziona solo come pretesto per giustificare obblighi e ricatti vaccinali con chi non ha approfondito il tema. Eppure la ASL sta verificando se ci sono altri contagi, ben sapendo che la vaccinazione non è infallibile e che anche fra i vaccinati ci possono essere contagiati. E' il caso ad esempio del cugino della bambina deceduta, per fortuna sta meglio ma è comunque stato ricoverato.
E allora qui è evidente il primo paradosso della vaccinazione obbligatoria: anche i vaccinati vengono contagiati, quindi non esiste nessun effetto gregge, e la vaccinazione non impedisce i contagi per cui le esclusioni dai nidi e dagli asili non sono una scelta per "la salute collettiva" ma un puro ricatto. Siccome non posso convincerti a vaccinarti ti ricatto escludendoti da scuola.
Resta comunque tutto da accertare il fatto che la bambina sia morta a causa del mancato vaccino. I genitori hanno infatti denunciato i 3 ospedali che hanno avuto in cura la bambina dal 13 al 19 agosto e troviamo sconcertante il fatto che sui giornali ormai sia già stata emessa la sentenza prima che siano stati verificati i fatti.
Contestualmente alla drammatica vicenda notiamo poi che da parte di alcuni giornali, Repubblica in testa, sono ripartiti titoli INACCETTABILI e utilizzo di termini che richiamano tempi bui della nostra storia.
Su Repubblica infatti leggiamo che ci sono i "Carabinieri nelle scuole: caccia agli elenchi degli alunni non vaccinati". Nel dettaglio la giornalista Eugenia Nicolosi ci racconta che "nel mirino l’escamotage delle famiglie no-vax: mostrare la prenotazione di un appuntamento che non si tradurrà mai in vaccinazione e ripetere l’operazione."
Vorremmo ricordare alla signora Nicolosi che non c'è nessun escamotage. Nella legge 119, che evidentemente la signora non ha letto, nella documentazione prevista per poter accedere a nidi e scuole dell'infanzia è prevista anche la "la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all'azienda sanitaria locale territorialmente competente, che eseguirà le vaccinazioni obbligatorie secondo la schedula vaccinale prevista in relazione all'età, entro la fine dell'anno scolastico".
Ma al di la di riportare articoli di legge è bene sempre specificare che pur in presenza di un obbligo vaccinale (per il quale è prevista una sanzione amministrativa, non la pubblica gogna sui giornali nazionali sempre bene ricordarlo) non deve venire mai meno il diritto al CONSENSO INFORMATO da parte delle istituzioni sanitarie nei confronti dei genitori. Qualche volta leggendo i giornali si confonde il tema del "vaccino obbligatorio" con quello del diritto dei cittadini (in questo caso dei genitori dei minori) ad essere informati e a vedersi rispondere ai dubbi. E no, lo diciamo ai vari medici intervistati sui giornali in questi giorni, non è sufficiente dire "noi siamo medici e voi genitori quindi decidiamo noi cosa è giusto". Sappiamo che qualcuno confonde la medicina con la religione ma, almeno ad oggi, non è così.
Non possiamo poi non sottolineare che a distanza di 10 anni dalla legge Lorenzin è incredibile che un dirigente scolastico vada sui giornali dicendo «Può funzionare alla materna, ma alla prima elementare i controlli sono stringenti». Non c'è nessun controllo più stringente alla scuola primaria, questi articoli e titoli servono solo a spaventare i genitori per farli correre a vaccinare, è INACCETTABILE.
Nei prossimi giorni approfondiremo varie questioni sul tema del vaccino anti difterite, ma intanto volevamo fare queste riflessioni perché abbiamo letto troppe inesattezze e troppe cattiverie.
Di certo già oggi sul tema possiamo dire che:
- L'effetto gregge del vaccino non ha funzionato. Oltre alla bambina è stato contagiato anche il cugino vaccinato. Non è sufficiente dire "ma lui non è morto", un vaccino deve PREVENIRE la malattia. Se il cuginetto è stato contagiato il vaccino ha FALLITO e quindi può aver contagiato altre persone.
- Non si possono emettere sentenze prima che siano stati ricostruiti tutti i fatti. La denuncia dei genitori nei confronti degli ospedali porterà a delle indagini. Fino ad allora non si possono sparare sentenze sulla questione. Si possono dare OPINIONI, non SENTENZE come, purtroppo, qualcuno ha fatto.
- Nonostante in Italia ci sia uno degli obblighi vaccinali più stringenti al mondo aprendo un qualsiasi quotidiano la colpa è sempre di "chi non si vaccina" e di chi "sconsiglia le vaccinazioni". Forse è tempo di rivedere la strategia vaccinale aprendo al dialogo visto che l'obbligo NON HA FUNZIONATO?
Staff C.Li.Va. Toscana