IL PREZZO DI UN DIRITTO
@CodexOfSecretsQuando per leggere una notizia bisogna scegliere tra il proprio denaro e i propri dati personali.

Un tempo, per leggere un giornale, bastava acquistarlo. Oggi, per accedere a una notizia online, può essere necessario accettare qualcosa di diverso: il trattamento dei propri dati personali per finalità pubblicitarie. Chi non vuole essere profilato viene invitato a sottoscrivere un abbonamento.
Il meccanismo è conosciuto come Consent or Pay, oppure Pay or Ok, e si è diffuso anche tra le testate giornalistiche italiane. Il principio è semplice: puoi accedere ai contenuti accettando i cookie di profilazione oppure pagare per evitarli. Se rifiuti entrambe le opzioni, l'accesso viene bloccato. Quella che viene presentata come una libera scelta nasconde però una questione ben più profonda: da quando la riservatezza dei dati personali è diventata qualcosa per cui il cittadino deve pagare?
Il 29 aprile 2025, il Garante italiano per la protezione dei dati personali ha avviato una consultazione pubblica proprio su questi sistemi, riconoscendo che il fenomeno aveva ormai assunto proporzioni tali da richiedere una valutazione complessiva. Nel provvedimento emerge un particolare significativo. Il consenso richiesto agli utenti può comportare la condivisione dei dati con centinaia di soggetti coinvolti nella profilazione commerciale, molti dei quali sconosciuti al lettore. Eppure, spesso, tutto viene ricondotto a una scelta apparentemente banale, compiuta attraverso un semplice pulsante.
Non si tratta soltanto di pubblicità. È un modello economico nel quale le informazioni sui comportamenti, sugli interessi e sulle abitudini degli individui diventano risorse utilizzabili commercialmente.
Già nell'aprile 2024, il Comitato europeo per la protezione dei dati aveva espresso forti perplessità sulla validità del consenso nei modelli Consent or Pay adottati dalle grandi piattaforme online. Secondo il Comitato, nella maggior parte dei casi la semplice alternativa tra pagare e accettare la pubblicità comportamentale non è sufficiente a garantire un consenso autenticamente libero. Il principio è particolarmente importante: un consenso non diventa necessariamente libero soltanto perché l'utente ha cliccato su «Accetta». Bisogna considerare quali alternative gli siano state offerte e quali conseguenze derivino dal rifiuto.
Nel settore dell'informazione, questa distinzione assume un significato ancora più delicato. Le notizie non sono soltanto prodotti commerciali, ma strumenti attraverso i quali i cittadini comprendono la realtà, si formano opinioni e partecipano alla vita pubblica. Se l'accesso ai contenuti dipende dalla disponibilità a pagare oppure a sottoporsi alla profilazione, si introduce una differenza economica anche nelle condizioni alle quali viene esercitato il diritto alla riservatezza. Chi dispone delle risorse necessarie può scegliere un abbonamento. Chi non può permetterselo potrebbe sentirsi costretto ad accettare condizioni che, in altre circostanze, avrebbe rifiutato.
Il rischio è che la privacy, pur rimanendo formalmente un diritto riconosciuto a tutti, finisca per essere tutelata in modo diverso a seconda delle possibilità economiche individuali.
Il Garante stesso, nella sua relazione del 2022, aveva messo in guardia contro la possibilità che la protezione dei dati personali diventasse un privilegio riservato a pochi. E forse l'aspetto più significativo è proprio questo: non occorre abolire un diritto per ridurne progressivamente l'esercizio. È sufficiente inserirlo all'interno di un sistema economico nel quale difenderlo comporti un costo crescente. La questione, dunque, non riguarda soltanto i cookie o gli abbonamenti ai quotidiani. Riguarda il modo in cui la società digitale sta ridefinendo il rapporto tra libertà individuali, informazione e interessi commerciali.
Perché quando un diritto diventa un servizio da acquistare, il problema non è soltanto quanto costa esercitarlo, ma chi potrà ancora permetterselo.
Fonti:
1. Garante Privacy — Provvedimento n. 272 del 29 aprile 2025. È la fonte centrale: esamina il modello Pay or Ok, i problemi del consenso e la possibile condivisione dei dati con numerosi soggetti.
https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10126652
2. Garante Privacy — Comunicato del 5 maggio 2025. Spiega la consultazione pubblica e il conflitto tra sostenibilità economica dell'editoria, accesso all'informazione e protezione dei dati.
https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10127405
3. European Data Protection Board — Parere 08/2024, 17 aprile 2024. Analizza il consenso nei sistemi Consent or Pay delle grandi piattaforme online e la necessità di offrire alternative realmente libere.
4. Garante Privacy — Relazione annuale 2022, discorso del Presidente. Contiene un avvertimento esplicito sul rischio di trasformare la tutela della privacy in un privilegio economico.
https://www.garanteprivacy.it/documents/10160/0/Relazione+annuale+2022+-+Discorso+del+Presidente.pdf