IL FURTO DEL PENSIERO

IL FURTO DEL PENSIERO

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ Qualcuno decide che i maschi devono rasarsi i capelli ai lati e tutti corrono dal parrucchiere, anzi dall’hair stylist. Gli stessi decidono un’estetica che impone di tatuarsi il corpo e la massa si tatua felice, svuotando anche il portafogli.


🔸️ Altri decidono che in spiaggia donne e ragazze debbano mostrare le chiappe e, come per incanto, ecco l’esibizione di massa dei glutei, assai utile ai produttori per realizzare con pochi centimetri di stoffa costumi venduti a caro prezzo.


🔸️ La solitudine degli atomi individualisti senza eredi vi fa star male? Comprate un cane, o due, o più, e diventate clienti dei supermercati specializzati nel benessere dei vostri figli surrettizi.


🔸️ Ostentiamo ciò che siamo, mostriamo ogni momento della vita nel calderone dei nuovi media sociali, dimenticando qualsiasi riservatezza, cancellando il pudore degli atti e dei sentimenti, esibendo pezzi della vita che sempre sono rimasti celati.


🔸️ La verità è che gran parte della gente se le beve tutte, comportandosi esattamente come vuole il potere. Come è stato possibile condizionare le masse sino a far perdere loro ogni coscienza, pensiero autonomo, ragionamento critico?


🔸️ Un uomo senza qualità su cui regna incontrastato un dominio volto al consumo, all’oggi senza domani. La maggioranza non lo sa, e comunque non gliene importa nulla, interessata solo all’immediato, ai dubbi piaceri del consumo, progetto di vita unico etero diretto.


🔸️Spensierati, cioè privi di pensiero, rubato dal sistema senza che ne accorgessimo, convinti di essere liberi. Le libertà dei diritti senza doveri e del baccano parolaio in rete.


🔸️ Aveva ragione Friedrich Schiller: l’uomo rivendica la libertà di parola perché aborre quella di pensiero, faticoso esercizio che dà le vertigini, procura il mal di capo e genera il terrore di non essere “come tutti gli altri” e perdersi qualcosa.


🔸️ Abbiamo rinunciato al pensiero in cambio di tutto ciò che è futile, passeggero, senza sostanza. Marcello Veneziani scrisse che l’uomo segue il vizio o la virtù con la medesima indifferenza. Dipende da ciò che i dominanti instillano nella coscienza.


🔸️ Viviamo in un’epoca di regressione, riscontrabile nel declino della musica, volta ad assecondare i gusti più bassi, nell’ascesa di una letteratura e di un’arte stereotipata, banale, grossolana, priva di stile e sostanza, dal linguaggio infantile e vanità prive di senso.


🔸️Effetti che si moltiplicano con l’avvento dell’IA, che impone una delega completa del pensiero, esonera dal giudizio critico e dal discernimento morale, atrofizza le facoltà mentali.

Se l'organo non viene più utilizzato si indebolisce mentre l’apparato artificiale che lo sostituisce diventa ipertrofico ....


🔸️....Della pubblicità non si può dire male; è un intangibile tabù postmoderno: paga tutto e tutti, alimenta il PIL, diffonde una visione generale dell’esistenza che ha scacciato lo spirito, il pensiero, l’autonomia morale dell’homo sapiens.


🔸️ È il vettore di ciò che vale oggi e deve essere seguito sino a nuovo ordine, la cornucopia che sparge, generalizza, impone valori e disvalori, abitudini e comportamenti. È il tubo aspirante che trasferisce risorse dal basso verso l’alto.


🔸️ È mezzo e messaggio del Dominio. Con falso sorriso ti dice: tu devi fare ed essere ciò che io ti impongo a nome dei miei mandanti. Paga sport, politica, intrattenimento, spettacolo, cultura, mezzi del suo messaggio esistenziale.


🔸️ In una parola, dirige le nostre vite. A nostra insaputa, poiché ci ha rubato pensiero, autonomia, giudizio. Decide il bello e il brutto, il bene e il male....

Continua ⤵️


Roberto Pecchioli


Articolo integrale ⤵️

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