IL FESTIVAL CHE FA PAURA!
Passa il tempo, scorre l’acqua sotto i ponti ma le vecchie abitudini non cambiano.
Di censura se n’è parlato molto, abbiamo visto materializzarsi fenomeni che solo qualche decina di anni orsono leggevamo nei libri di Storia: il rogo dei libri, la discriminazione razziale, partiti dichiarati fuorilegge, caccia all’uomo e via di seguito.
Eppure, questi fenomeni anziché smorzarsi con il passare del tempo, sono diventati sempre più violenti e, brutto a dirsi, tollerati quando non espressamente appoggiati, da quelle forze politiche che dovrebbero garantire, almeno nel territorio italiano, l’applicazione di quella carta alla quale molti si appellano ma pochi applicano: la Costituzione della Repubblica Italia.
La pratica di trattare i cittadini italiani da idioti oramai è cosa nota: ci danno in pasto finte se non false informazioni, condite con argomenti futili e qualche verità ogni tanto, giusto per rendere appetibile quello che invece è un boccone avvelenato.
Si punta a creare un nemico che di volta in volta, come un mutante marveliano, cambia forma così da non essere riconosciuto dai più distratti.
Questo giochetto, chiamiamolo così, ha dei costi piuttosto elevati per cui riesce bene a quelli che si abbeverano alla fonte Soros & Co.
Gli altri, quelli come noi che hanno qualcosa da ridire, annaspano tra le difficoltà temporali ed economiche.
MA NON DEMORDONO!!!
No, non molliamo.
Al contrario, più la censura si fa forte, più la reazione si fa sentire e qui, lasciatemelo dire, l’Italia finalmente si appunta una medaglia d’oro vera.
Grazie alla miriade di associazioni e persone che vogliono capire cos’hanno da dire “dalle altre parti”, cresce questa rete che organizza proiezioni, convegni, incontri e dibattiti su quanto sta avvenendo onde cercare di evitare il peggio facendo uso del ragionamento.
Non ci si accontenta più di sapere le ragioni della Russia, per fare un esempio, ma vuole capire il resto di questo travagliato mondo com’è composto, come si sta muovendo.
Di tutto questo, paradossalmente parte del merito va proprio ai censori, a quelli che hanno fatto ragione di vita dare la caccia a questi incontri “segreti”, di novelli cristiani scesi nelle catacombe e boicottarle, impedire che si tengano.
Invece non ce la fanno; qualcuno riescono a impedirli ma molti di più seguono il loro corso. In Italia più che negli altri Paesi d’Europa; ecco la medaglia.
Centinaia di incontri andati a buon fine.
Esemplare il risultato che la censura ha ottenuto con il boicottare uno storico e rinomato docente: quell’Angelo d’Orsi che i più fortunati hanno potuto incontrare al convegno di sabato scorso a Pordenone.
A Torino, qualche mese fa, questi novelli inquisitori guidati dal duo CacaPipi ma non solo, sono riusciti ad impedire che si tenesse un incontro dov’erano iscritti una cinquantina di persone.
Dopo questo vile atto di codardia (poi spiego perché) le persone che hanno voluto, preteso di avere la possibilità di interagire con d’Orsi sono diventate prima 500 e poi 5.000, oltre a tutte le interviste ed interventi nei canali social; migliaia di visualizzazioni, di gente che non si limita ad assorbire il pensiero inculcato da altri ma vuole arrivare a formarsi una propria opinione.
L’eco si espande e nel farlo abbraccia nuove vallate.
Le persone, come abbiamo detto, non si accontentano più di essere trattate da imbecilli, vogliono sapere, conoscere, informarsi.
Vogliono ragionare e trarre conclusioni con la loro testa.
L’offerta di libera informazione cresce e avrà tra qualche giorno un importantissimo appuntamento con il “Festival Internazionale del Cinema Documentario RT.DOC: Il Tempo dei nostri Eroi” che si terrà sabato 11 e domenica 12 aprile in una località in provincia di Bologna.
Il cartellone dei documentari è ricchissimo e non verte più solo sulla questione Russo-Ucraina ma spazia in altri territori che purtroppo sono venuti alla ribalta e che sono fonte di grande preoccupazione per l’estendersi di un conflitto che è già mondiale ma che ancora non ha mostrato del tutto i suoi lati peggiori.
Ecco che all’annuncio si è immancabilmente messa in moto la macchina della censura, ignobile e codarda.
Ignobile, perché dietro ad una maschera di finta solidarietà si è e si sta alimentando una tragedia che sta decimando la popolazione ucraina, prima vittima dei “giochetti” dell’occidente che li ha utilizzati e sacrificati per staccare gli Stati Europei dalla Russia per poi passare all’assalto delle “diligenze” russa e cinese, pratica dove gli Usa hanno maturato notevole esperienza.
Codarda, perché a fronte di fatti documentati e comprovati, non avendo argomenti per inficiarli, sanno solo mettere in moto una macchina di violenza con l’avvallo di politici nostrani che stanno distruggendo non solo lo Stato e la popolazione Ucraina, ma pure quegli Italiani che li hanno demandati a rappresentarli e difendere i loro interessi, a Roma come a Bruxelles.
Come finirà dipende esclusivamente da noi, dalla nostra caparbietà, dalla determinazione, dalla volontà di non lasciarci intimorire, dalla nostra resistenza.
Cedere ora significa dover affrontare problematiche molto più gravi dopo e, visto che siamo la Nazione che più di tutte è riuscita a ribellarsi a questi poteri occulti che oramai tanto occulti non sono, siamo sulla buona strada.
11-12 Aprile torna il Festival del cinema documentario di RT.Doc in Italia.
Il Festival che fa paura!
Si svolgerà in provincia di Bologna: concerti, proiezioni di documentari, mostre e dibattiti con ospiti internazionali e italiani:
Angelo d'Orsi, Elena Basile, Vauro Senesi, Fiammetta Cucurnia, Davide Rossi, Alexandre Penasse, Pavol Slota, David Cacchione, Acido Enrique Javier Refoyo, Marinella Mondaini, Sena Erkoc, Umut Gultekin, Sara Reginella, Clara Statello, Stefano Orsi, Hala Bou Saab e in videocollegamento Moni Ovadia e Vincenzo Lorusso.
Prenota il tuo posto!
L'ingresso sarà consentito esclusivamente ai prenotati.
La città e il luogo esatto verranno comunicati esclusivamente ai prenotati la mattina dell'11 Aprile.
Per prenotarsi:
https://forms.yandex.com/u/69aef899f47e730c26358328/
In cartellone:
11 aprile, ore 16:30. Documentario “Il Medioriente non si arrende” della regista russa Olga Kiriy.
11 aprile, ore 17:30. Documentario “Russia-Ucraina: dietro la cortina di fumo” del regista belga Alexandre Penasse
12 aprile, ore 14:00. Documentario “Il Miracolo di Gaza” del regista libanese Hala Bou Saab.
12 aprile, ore 15:30. Documentario “8 ore in Donbass” della regista tedesca Sena Herkoc.
12 aprile, ore 18:00. Documentario “Io accuso il fascismo” della regista russa Olga Kiriy.
12 aprile, ore 18:30. Documentario “Le marionette sanguinarie dell’Occidente” della regista ru
ssa Tatyana Borsch.
Da Mosca è tutto… per ora.
Enio Bettiol.