IL CROLLO DELLA MONTAGNA INCANTATA
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA🔹️Il Wall street journal, da sempre portavoce del mondo afferente al Partito democratico Usa, ha accusato, con una lunga inchiesta, i vertici del World Economic Forum e il suo fondatore, Klaus Shwab, di razzismo e di discriminazione.
🔹️ Ben oltre la sostanza delle accuse, sono l’inchiesta in sé e la sua diffusione, che ovviamente ha fatto il giro del mondo, le vere notizie, le quali suonano come delegittimazione, che arriva da Oltreoceano, del “pensatoio” che ha imposto all’Unione Europea e alle leadership di molti Stati europei l’agenda green, climatica, gender fluid, woke, transumanista, che ha massacrato il welfare e che è giunto a dire esplicitamente che noi, poveri mortali, saremo “poveri e felici”.
🔹️ L’inchiesta del WSJ coincide con la rovinosa caduta di uno dei pilastri dell’alleanza politica europea che ha imposto il crollo del welfare, le follie green (auto, casa), la logica della continua destrutturazione dell’apparato produttivo e dell’agricoltura e l’imposizione di una linea di sudditanza alla Cina, funzionale all’asse politico franco-tedesco, oggi nelle mani di due minus.
🔹️Macron, comunque vada il secondo turno in Francia, è finito e con lui è finito il suo partito, nato nella culla della finanza. Un’altra coincidenza riguarda l’accattonaggio al quale è costretto un altro sbruffone della coalizione Ursula, arroccata e assediata: il socialista Scholz, costretto a mendicare i rapporti con la Russia e con la Cina.
🔹️ Non ultima, la coincidenza della fine politica e personale di Joe Biden, che trascina con sé anche la fine delle coperture, sino ad ora tenute, sui pasticci commessi in Ucraina dal 2014 in poi e causa degli attuali eventi bellici.
🔹️L’uscita di scena di Joe Biden, ormai chiaramente da avviare ad una residenza sanitaria, libera il campo anche per eventuali trattative, al netto della signora Victoria Nuland, di George Soros e di Hunter Biden e dei loro affari a Kiev.
🔹️Nella trattativa rientreranno, ovviamente, gli interessi dei fondi e delle multinazionali che nel frattempo si sono comperate l’Ucraina, ma senza coprire le malefatte Usa compiute durante l’amministrazione Obama-Biden.
Silvano Danesi
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