I misteri rivelati della provvidenza di Dio

I misteri rivelati della provvidenza di Dio

Paolo Castellina

Di questo mondo Dio non solo ne è il Creatore ma ne guida sovranamente la storia verso gli obiettivi che Egli ha prefissato in modo per noi spesso misterioso. Molti di questi misteri, però, Egli si compiace di rivelarceli attraverso la Bibbia e di questo ne siamo riconoscenti. Altri fatti rimangono per noi insondabili, ma gli diamo fiducia sapendo che un senso ce l'hanno anche se non lo comprendiamo. Le vicende del popolo di Israele attraverso la storia fan parte di questi misteri ed avranno esito positivo. Ce ne parla l'Apostolo nel testo di Romani che consideriamo oggi.

“Perché non voglio, fratelli, che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi in voi stessi, che ad Israele è avvenuto un indurimento parziale finché sarà entrata la pienezza dei gentili, e così tutto Israele sarà salvato come sta scritto: «Il liberatore verrà da Sion, e rimuoverà l'empietà da Giacobbe. E questo sarà il mio patto con loro, quando io avrò tolto via i loro peccati». Quanto all'evangelo, essi sono nemici per causa vostra, ma quanto all'elezione, sono amati a causa dei padri, perché i doni e la vocazione di Dio sono senza pentimento. Come infatti pure voi una volta foste disubbidienti a Dio, ma ora avete ottenuta misericordia per la disubbidienza di costoro, così anche costoro al presente sono stati disubbidienti affinché, per la misericordia a voi fatta, anch'essi ottengano misericordia. Poiché Dio ha rinchiuso tutti nella disubbidienza, per far misericordia a tutti. O profondità di ricchezze, di sapienza e di conoscenza di Dio! Quanto imperscrutabili sono i suoi giudizi e inesplorabili le sue vie! «Chi infatti ha conosciuto la mente del Signore? O chi è stato suo consigliere? O chi gli ha dato per primo, sì che ne abbia a ricevere la ricompensa?». Poiché da lui, per mezzo di lui e in vista di lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen” (Romani 11:25-33).

La Bibbia è rivelazione di verità nascoste. Essa, però, non è sempre chiara in tutto quel che afferma: la Bibbia, infatti, contiene molti misteri che non ci sono stati svelati; accettiamo la cosa con fiducia e non pretendiamo di sondarli speculando al riguardo. Il significato di molte sue porzioni, però, diventa più chiaro ogni qual volta Dio, a tempo e luogo, sovranamente decide di svelarlo in dipendenza dalla nostra maturità spirituale. Ecco perché nessuno può presumere di padroneggiare completamente la Bibbia, di “possederla”. Essa, infatti, rimane uno strumento nelle mani di Dio, che ne fa uso come, quando e con chi Egli vuole. 

Che la grazia di Dio dovesse estendersi a gente di tutto il mondo, per esempio, era una verità già annunciata nell'Antico Testamento. Questo, però, per lungo tempo non era stato compreso, difatti, per quanto riguarda il mistero di Cristo, "non fu fatto conoscere nelle altre età ai figli degli uomini, come ora è stato rivelato ai santi apostoli e ai suoi profeti per mezzo dello Spirito, affinché le genti siano eredi con noi dello stesso corpo e partecipi della sua promessa in Cristo mediante l'Evangelo" (Efesini 3:5-6).

Nel testo biblico che oggi esaminiamo, l'Apostolo, profeticamente, esplicita un altro mistero. Benché le istituzioni storiche di Israele e la maggior parte degli Israeliti abbiano respinto il Signore e Salvatore Gesù Cristo, verrà il giorno in cui “tutto Israele sarà salvato” (26). Un indurimento si è prodotto oggi in una parte di Israele ma, nei piani complessivi di Dio, questo doveva essere funzionale alla diffusione dell'Evangelo per tutto il mondo. Dio non ha respinto Israele per sempre, perché Dio è e rimane fedele alle Sue promesse. Nonostante la loro attuale incredulità, gli Israeliti “sono amati a causa dei loro padri” (28) come pure irrevocabili sono, verso di loro, “i carismi e la vocazione di Dio” (29). L'incredulità di gran parte degli Israeliti, così, non deve essere occasione di disprezzo e di rivalsa verso il Giudaismo, perché nessuno comunque meriterebbe alcunché da parte di Dio. Tutti, infatti, sono “rinchiusi nella disubbidienza” (32) e, se molti si salveranno, questo dipende solo dalla misericordia di Dio (31). A suo tempo anche il Giudaismo sarà convertito, “tornerà” e riconoscerà in Gesù di Nazareth il Messia tanto atteso. Nessuna forzatura o rinuncia alla speranza: a suo tempo giungerà a Cristo. Questa è una precisa promessa, una certezza, un “mistero rivelato”.

È importante sottolineare ancora come questi testi non possano però in alcun modo essere usati per avvalorare l'universalismo (eresia oggi molto diffusa) secondo il quale, “alla fine”, Dio salverebbe tutti indistintamente passando benevolmente “un colpo di spugna” su tutti i peccati dell'umanità e soprassedendo ad ogni giustizia e giudizio. Se fosse così, questo renderebbe la Bibbia un guazzabuglio di insolubili contraddizioni tanto da spingere molti (come di fatto oggi spesso avviene) ad accantonarla in favore dei popolari moderni “vangeli”, molto più graditi e convenienti. È solo una lettura affrettata e superficiale di questi testi, però, che potrebbe sostenere questi pii quanto infondati desideri. L'Apostolo qui non sta parlando della salvezza degli individui, ma di vaste categorie. Certo, “Israele” sarà salvato, ma, come aveva affermato in precedenza: “non tutti i discendenti d'Israele sono Israele; né per il fatto di essere stirpe d'Abraamo, sono tutti figli d'Abraamo” (9:6-7). Di Israele saranno salvati tutti gli eletti, coloro ai quali, cioè, Dio ha accordato la Sua grazia. Essi, nel loro insieme, sono “tutto Israele”. Tutti coloro che fra gli Israeliti sono stati eletti a salvezza rappresentano “Israele”. Allo stesso modo, diffondendosi l'Evangelo fra tutte le genti, la “totalità delle genti” che entrerà a godere della grazia e della misericordia di Dio, non sarà formata da tutti i pagani senza eccezione alcuna, ma dalla totalità di coloro che, fra i pagani, è stata accordata la grazia della salvezza. Essi rappresentano “le genti” (i “Gentili”). Ecco perché Gesù aveva detto ai Suoi discepoli raccolti fra gli Israeliti: “Ho anche altre pecore, che non sono di quest'ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore” (Giovanni 19:16).

Quando allora la totalità degli eletti scelti fra i pagani sarà stata raccolta, essi saranno riuniti agli eletti raccolti dall'ambito di Israele, ed insieme marceranno, per grazia di Dio, “verso Sion”, verso la gloria, come un sol popolo. Allora verrà “la fine” [“Questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine” (Matteo 24:24)]. Insieme essi entreranno nella “Nuova Gerusalemme” Là “non ci sarà più nulla di maledetto. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell'Agnello; i suoi servi lo serviranno, vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome scritto sulla fronte” (Apocalisse 22:3-4). Essi saranno, insieme, i rappresentanti del mondo verso il quale Dio esprime il Suo amore e misericordia, i rappresentanti del genere umano che Cristo è venuto a salvare. D'altro canto: “...per i codardi, gli increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:8).

Una cosa, però, continuerà ad essere chiara, i salvati, gli eletti, sia fra i le genti che fra i Giudei, giungerà alla salvezza non “automaticamente”, ma sempre attraverso il ravvedimento e la fede in Gesù Cristo.

 PREGHIERA

 Signore Iddio, ti ringrazio che, nella Tua provvidenza, ogni cosa sta marciando esattamente come Tu hai stabilito e che, insieme agli Israeliti, gente di tutto il mondo potrà godere della grazia della salvezza. Dammi, o Signore, di annunciare il Tuo Evangelo a tutti con speranza, sicuro che nulla andrà mai sprecato. Amen.

Domenica 4 Novembre 2018 - Ventiquattresima Domenica dopo Pentecoste

Letture bibliche: Ruth 1:1-18; Salmi 146; Ebrei 9:11-14; Marco 12:28-34

Onnipotente e misericordioso Dio: è solo grazie al tuo dono che il tuo popolo fedele ti offre un servizio vero e lodevole. Concedici di poter correre senza inciampare ad ottenere le tue celesti promesse. Per Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre.

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