I VALORI DEI PADRI.

I VALORI DEI PADRI.

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

Appare chiaro come la moderna società occidentale sia sazia e confusa a tal punto da non essere in grado di concedersi apprezzabili armi di difesa e come sia scaduta a livelli di mediocrità relazionale tali da non offrire sostegno, né protezione a chi si sforza di salvaguardarne i valori di fondo. 


È un consesso in default che sembra non voler nemmeno provare a scalfire la spudorata protervia del Crimine Istituzionale, il cui unico intento - manifestatosi, infine, alla luce del sole in ogni angolo della Terra - è quello di svuotare la società dai suoi ancestrali contenuti umanistici, culturali, civili o afferenti all’onesta ricerca scientifica, cancellandone anche le tracce per il tramite delle nuove tecnologie, della corruzione, dello strapotere finanziario; come pure per mezzo di pretestuose “minacce” alla salute di tutti, o con le scorribande ideologiche promosse dai fautori del grande reset spalleggiati da politici sudditanti o corrotti e dai mercenari della stampa.


A tutto questo va aggiunto il disorientamento delle masse causato dall'imporsi aggressivo ed inesorabile dell’elitaria e mirabolante, ma assai nebulosa “intellighenzia” artificiale.


Sta a noi tornare alla ragione, pensando - malgrado ogni apparenza - che le tradizioni più sane, la spiritualità e la bellezza, il respiro universale della poesia, l’intraprendenza personale e la visione olistica della vita siano valori per i quali non esistono battaglie perdute; anche quando l’illusionismo cibernetico o i soprusi del malaffare, il silenzio degli innocenti amplificato e travolto dalla ferocia guerresca o il subdolo infiltrarsi, nelle coscienze, dell’inganno e della menzogna turbano l’animo delle persone fino a minarne la volontà e la fiducia.


Tutto ciò al netto dell’oggettiva, indiscutibile necessità di dare impulso ad un sostanziale mutamento di rotta nella coesistenza fra i popoli.


Si impari, piuttosto, a ragionare controcorrente senza false presunzioni, ma con adeguato fervore analitico, cercando di svincolarsi dal mortificante livellamento planetario verso il basso attualmente in atto; ci si sforzi di rinsaldare i propri princìpi morali, il legame con gli altri ed il rispetto per i valori dei padri, messi in pericolo da una ristretta marmaglia di psicotici predatori. 


E ci si convinca che le amarezze, gli inevitabili dubbi e le parziali sconfitte di oggi non significano molto se messe a confronto con l’interpretazione ideale dell’etica collettiva e della moralità di ciascuno; virtù universali che è giusto tenere vive e ben strette sapendo che potranno servirci domani e, forse, salvarci dal delirio d’onnipotenza di pochi.


di Dersu Uzala


testo ispirato da un servizio de “La Fionda” e da scritti (1965) del prof. Sergio Arneodo (1927-2013), méntore della minoranza alpino provenzale nel Piemonte SO

Report Page