I TANTI INTERESSI DIETRO LA GUERRA ALL’IRAN
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA⏹️ I noti analisti geopolitici Pepe Escobar e Larry Johnson, ex membro della CIA, hanno fondato un interessante canale che si chiama Transition Protocol.
🔸️ È molto interessante seguire questo canale perché si possono apprendere informazioni e ascoltare analisi approfondite, che il limitato panorama giornalistico italiano, dominato dalla scellerata élite bellicista, trascura ampiamente.
🔸️ In questo caso specifico mi riferisco ad un recente video, nel quale sono stati intervistati vari specialisti, anche un analista indiano, Pravin Sawhney, direttore di FORCE, rivista internazionale pubblicata in India, dedicata all’analisi geopolitica della regione indo-pakistana.
🔸️ Dunque, Transition Protocol ci propone analisi che scaturiscono anche dal punto di vista del cosiddetto Sud globale e che non ripropongono i soliti slogan dell’eurocentrismo duro a morire.
🔸️ Gli intervistati si sono soffermati con apprezzabile chiarezza sulle molteplici ragioni della guerra statunitense e anglo-sionista contro l'Iran, mettendo in luce aspetti molto interessanti.
🔸️ Vale la pena riassumere, in primo luogo, l'intervista a Pravin Sawhney, il quale -in accordo con molti altri specialisti- ritiene che gli Stati Uniti non hanno nessuna via d'uscita dignitosa dal cul de sac in cui si sono cacciati, pressati dai genocidi israeliani, ad attaccare dell'Iran, minacciando distruzioni apocalittiche che non lohanno piegato.
🔸️ Infatti, secondo l’esperto indiano l’Iran è un paese inconquistabile sia per la sua geografia, la sua estensione, la presenza di più di 90 milioni di abitanti.
🔸️ Inoltre, a differenza degli altri paesi del Golfo Persico, non ha bisogno al 100% dei processi di desalinizzazione per avere l'acqua necessaria alla popolazione, dato che nel paese ci sono molti fiumi e riserve d’acqua.
🔸️ Un altro aspetto importante è che la struttura energetica del paese non è centralizzata; quindi nel caso in cui alcune centrali energetiche venissero bombardate, come è avvenuto all’impianto di Natanz e al perimetro della centrale di Bushehr, altre centrali in altri luoghi continuerebbero a funzionare.
🔸️ Se non gli fossero imposte le illegittime sanzioni l’Iran sarebbe un paese autonomo da molti punti di vista. Lo stesso discorso è per la struttura dei livelli di comando che non sono centralizzati, bensì dotati ognuno di autonomia decisionale.
🔸️ Infatti, come già avvenuto con il criminale assassinio dell’Ayatollah Khamenei e della sua famiglia, se fossero uccisi tutti i capi supremi, i capi militari dei diversi settori, dislocati nel territorio ampio e geograficamente variegato, potrebbero tranquillamente continuare ad operare.
🔸️ Infine, fattore importantissimo, nonostante le continue minacce di invasione terrestre, gli Stati Uniti non sono nelle condizioni di realizzarla, e non solo per mancanza di personale e per l’assenza di motivazioni e di determinazione, di cui certamente i membri della Guardia rivoluzionaria islamica non sono privi.
🔸️ Ricordo che meno dell’1% della popolazione statunitense è arruolata nell’esercito e che gli arruolati appartengono agli strati più poveri, spesso sono quegli stessi immigrati che tutti i presidenti Usa (in primis il cosiddetto Bombama) hanno tentato di deportare, in molti casi con successo.
🔸️ Pensiamo che in Vietnam nelle fasi più intense del conflitto c’erano più di 500.000 uomini, per non parlare della scarsità dei vari tipi di armamenti già impiegati in Ucraina e non sostituiti né rapidamente sostituibili.
🔸️ Prima degli attacchi iraniani dovevano essersi circa 40.000-50.000 militari Usa, ma ci devono essere state delle perdite significative per ora occultate. Pertanto, come dovrebbe avvenire questa minacciosa invasione? Via terra, via mare, tramite soldati paracadutati?
🔸️ Non è dato sapere dove si troverebbero le strutture logistiche che rifornirebbero i militari sul terreno di acqua, di munizioni, di farmaci etc., tenendo presente che, in molti casi si troverebbero ad operare con temperature tra i 40 e i 50 gradi, portando sulle spalle un carico di almeno di 50 chili....
🔸️.... Un'altra intervista rilevante è quella che il conduttore di Transition Protocol Zulfiqar Ali ha fatto all'esperto di finanza Alex Krainer, secondo il quale l'aggressione all'Iran è sostanzialmente dovuta alla ferrea volontà di difendere il petrodollaro da parte degli Stati Uniti, ma anche e soprattutto da parte della City di Londra.
🔸️ I britannici intendono garantire la libertà di movimento attraverso i punti strategici marittimi del Medio Oriente, la difesa con il supporto degli alleati dei loro partner e i loro amici, tra i quali ovviamente Israele e gli Stati del Golfo, e la restrizione dell'influenza strategica iraniana al di fuori del Medio Oriente.
🔸️ Krainer aggiunge che la City di Londra ha 14 succursali offshore, fatto da cui si deduce che una straordinaria quantità di miliardi sono implicati in queste operazioni, che provocano distruzione e morte senza problema ovviamente per gli attori.
🔸️ Il petrodollaro è lo strumento attraverso il quale tutta la ricchezza dei paesi dell'Asia occidentale si trasferisce al cosiddetto Occidente, in particolare, al potere anglo-sionista, già colpito dalla nazionalizzazione dell’Anglo Iranian Oil Company (1951), che ha sempre controllato i flussi di ricchezza da questi paesi, creati dal nulla come Stati fantoccio.....
Continua ⤵️
Alessandra Ciattini
Articolo integrale ⤵️
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