I CRETINI CHE GIOCANO ALLA RIVOLUZIONE

I CRETINI CHE GIOCANO ALLA RIVOLUZIONE

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ Ci sono ancora (troppi) deficienti che credono che fare la rivoluzione significhi provocare sistematicamente degli incidenti in coda alle manifestazioni.


🔘 Oppure, peggio ancora, malmenare un agente di polizia, che può piacerci o non piacerci ma è soltanto un lavoratore salariato che sta facendo il proprio lavoro, magari anche davanti alle telecamere, come accaduto ieri a Torino ( disordini con Askatasuna).


🔘 Da quando fin da giovanissimo ho iniziato ad occuparmi di politica, ieri avrei scommesso che ci sarebbero stati dei disordini al termine di quella manifestazione e che naturalmente i media cosiddetti “mainstream” ci avrebbero sguazzato. 


🔘 Ora, la domanda che pongo è molto semplice: i comportamenti di questi imbecilli a chi giovano? Ai lavoratori? Ai ceti popolari? A chi critica l’ordine sociale e politico dominante? A chi vorrebbe trasformarlo? La risposta è molto semplice. No.


🔘 Questi comportamenti fanno il gioco del governo (e in generale di quello che per semplificare chiamiamo “sistema dominante”) per il quale queste ”pratiche” sono una vera e propria manna del cielo.


🔘 Grazie a questi imbecilli lo stesso governo avrà buon gioco nel difendere le misure repressive già approvate e per vararne delle altre, ancora più liberticide. Naturalmente il tutto accompagnato dalla solita grancassa mediatica chiamata a svolgere il proprio compitino.


🔘 Senza fare retorica, la forza e talvolta la violenza devono essere esercitate “cum grano salis”, cioè con grande intelligenza politica, soltanto quando le condizioni oggettive lo impongono e soprattutto quando l’uso della forza è comprensibile ad una grande maggioranza di persone.


🔘 Nel luglio del 1960, quindi in un’altra epoca storica, pochi anni dal crollo definitivo del fascismo, la Democrazia Cristiana formò un governo monocolore (il famoso governo Tambroni) con l’appoggio dichiarato del MSI, il partito neofascista.


🔘 Contro quella svolta scesero in piazza centinaia di migliaia di lavoratori e ci furono scontri molti violenti in molte città italiane che provocarono anche numerose vittime tra i manifestanti, come a Reggio Emilia, dove cinque giovani militanti del PCI furono uccisi dalla polizia.


🔘 Quella grande mobilitazione di piazza aveva alle spalle il favore di una larga maggioranza di popolo, non solo quella comunista e socialista ma anche di settori sociali che facevano riferimento ai partiti dell’area laica e del cattolicesimo sociale e democratico, e portò alla caduta del governo Tambroni.


Fabrizio Marchi


Articolo integrale ⤵️

https://www.linterferenza.info/attpol/i-cretini-che-giocano-alla-rivoluzione/

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