I CONTI DELLA GUERRA UCRAINA RUSSIA DI TRUMP E L’UE

I CONTI DELLA GUERRA UCRAINA RUSSIA DI TRUMP E L’UE

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ Ursula von der Leyen con i leader dei tre Paesi baltici, insieme festeggiano la disconnessione di Lituania, Estonia e Lettonia dalla rete elettrica che avevano in comune con Russia e Bielorussia, e la connessione con la reti europee. «Addio Russia! Addio Lenin!». E giù risate e applausi.


🔹️ Nel frattempo Trump, che dell’Unione Europea si ricorda solo per criticarla e minacciarla, annunciava di aver parlato con Putin, comunicando così ufficialmente al mondo che il negoziato per porre fine alla guerra in Ucraina era iniziato. Senza la Ue, peraltro, nonostante che il presidente ucraino Zelensky abbia a lungo chiesto di avere anche Bruxelles al tavolo delle trattative.


🔹️Altro fatto: alla Borsa di Londra il prezzo del gas naturale superava i 620 dollari per mille metri cubi per la prima volta dall’8 febbraio 2023. Inoltre, secondo i dati di Gas Infrastructure Europe, l’associazione di 70 operatori europei del settore, le riserve di stoccaggio sotterraneo di gas in Europa sono scese sotto il 50% e i tassi di prelievo di febbraio sono vicini ai massimi storici.


🔹️Dall’inizio della stagione del riscaldamento, l’UE ha già prelevato più della metà del combustibile accumulato per l’inverno: 53,2 miliardi di metri cubi. Nessuna particolare preoccupazione, nessun allarme urgente, per carità, anche perché nel 2024 le esportazioni di GNL russo verso l’Europa sono aumentate del 20% rispetto al 2023, con Germania, Francia, Spagna e Belgio tra i principali destinatari.


🔹️L’Europa si ritrova, grazie alle politiche illuminate di questi ultimi anni e alla folle speranza di usare l’Ucraina per annichilire la Russia, nella scomoda situazione di dover scegliere tra il gas russo (rinnegato nella sua via più semplice e conveniente, quella del gasdotto, ma recuperato in quella più complicata e costosa del GNL) e quello americano, che ci costa tre-quattro volte più del prezzo cui i produttori Usa lo vendono sul mercato interno.


🔹️L'invasione russa dell’Ucraina, con l’idea dei Paesi in prima linea nell’aiutare l’Ucraina nella difesa dell’Occidente tutto, ha avviato invece il declino dell’asse franco-tedesco che per lungo tempo ha dettato le sorti della Ue. Oggi ci ritroviamo con una responsabile della politica estera comunitaria dall’Estonia (1,5 milioni di abitanti) e un responsabile della politica di difesa dalla Lituania (2,9 milioni di abitanti), i quali governano, anche bene, Paesi piccolissimi, lontanissimi dalla realtà di Paesi come Spagna o Italia o Francia.


🔹️ Col massimo rispetto: politici che hanno soprattutto il merito di essere antirussi e graditi agli Usa. Ma come si diceva, coi rancori non si governa. La tentazione di vendicarsi della Russia per i torti passati, vivissima in questi Paesi, ci ha spinti tutti sulla strada di una vittoria impossibile, almeno non nella misura in cui la si voleva. Con le conseguenze che vediamo.


Fulvio Scaglione


Articolo integrale ⤵️

https://www.remocontro.it/2025/02/12/i-conti-della-guerra-ucraina-russia-di-trump-e-lue/

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