Guida Sugli Stabilizzatori
Tech Hub italia
Continua la serie di articoli che approfondisce il mondo delle tastiere. Questa volta è il turno degli stabilizzatori, elementi sottovalutati ma essenziali per la funzione dei tasti più grandi. In questo articolo verranno esposti i vari tipi di stabilizzatori e le differenze fra i più comuni.
Introduzione
Gli stabilizzatori (abbreviato, "stab"), o “levelling mechanism” (meccanismo di livellamento) nella terminologia Cherry, sono dei dispositivi progettati per stabilizzare dei tasti di dimensione grande su una tastiera.
Gli stabilizzatori sono concepiti e progettati per avere due scopi:
- Eliminare il binding, aiutando il movimento verticale del tasto durante la corsa dello switch e mantenendolo livellato ed equilibrato, indifferentemente dalla zona di pressione.
- Eliminare fenomeni come il wobble e il tilting (movimenti indesiderati del tasto), che si verifica soprattutto sulla spacebar.
La stabilizzazione è richiesta su tasti con una grandezza di 1.75U e maggiori, ovvero lo shift di destra e di sinistra, il tasto enter, il tasto backspace, la spacebar, il tasto zero e l’enter del tastierino numerico (tenkey), prendendo in esame il layout US.
Design
Nel corso del tempo sono stati adottati svariati tipi di design degli stabilizzatori. I tipi più comuni che si trovano sulle tastiere di produzione recente e passata sono:
- Wire: una barra (filo) intercorre il tasto da una parte all’altra, mantenuta da degli appositi perni, la quale poi si connette al tasto degli appositi inserti, che rendono solidale il tasto alla barra e sono essenziali per la stabilizzazione del tasto. Quando si preme su un’estremità del tasto, la barra è soggetta a torsione, e la parte opposta della barra viene tirata giù di conseguenza, mantenendo il tasto sempre a livello e consentendo una pressione equilibrata in ogni parte del tasto stesso. Questo tipo di design è il più usato sulle tastiere moderne, i principali costruttori sono Costar, Cherry, SMK, ma troviamo anche esempi del passato con Alps e IBM.

- Dummy switch: consiste nell’accoppiare il normale switch ad uno di tipo “dummy” (in italiano “fittizio”). Questo sistema è stato usato da Micro Switch, in particolare nelle tastiere ITW magnetic valve.

- Guide shaft: reso famoso dalla celebre Model M di IBM, questo tipo di stabilizzatore è stato usato anche da Alps, Fujitsu e si ritrova in alcune tastiere vintage di Apple con switch Alps. Consiste in un inserto in plastica, dove all’interno è posto un “albero” guida. Questo approccio può risultare complicato da perfezionare. Ebbero scarso successo sulla Fujitsu FKB4700, nota per la pessima stabilizzazione, mentre sulla IBM Model M il risultato è stato uno stabilizzatore di ottima qualità.

Montaggio
Il montaggio degli stabilizzatori può avvenire direttamente sul PCB oppure sul plate. Nel primo tipo di montaggio, definito "PCB-mount", gli stabilizzatori vengono attaccati direttamente al PCB, che è predisposto di quattro fori (due per lato) che consentono di incastrare e supportare lo stabilizzatore. Nel secondo tipo, definito "plate-mount", gli stabilizzatori poggiano direttamente sul plate.
Le differenza sostanziali, oltre la differenza nel suono prodotto, è una maggiore facilità di estrarre i tasti negli stabilizzatori del tipo PCB-mount e, sui plate-mount, la possibilità di smontare gli stabilizzatori senza ricorrere alla desoldering degli switch.
Implementazioni
- IBM:

- Cherry:


- Costar:


- Topre:

Spero che questa guida vi sia d'aiuto per comprendere meglio le differenze che intercorrono fra i vari tipi di stabilizzatori. Seguiteci sul canale e unitevi al gruppo per parlare direttamente con noi.