Gli intellettuali sovietici

Gli intellettuali sovietici


I nostri intellettuali sovietici si sono conquistati un posto di gloria e d'onore nella costruzione e nel rafforzamento dello Stato sovietico. All'inizio i vecchi intellettuali, in generale, accolsero il regime sovietico in modo abbastanza ostile. Io credo che essi, oltre a delle considerazioni puramente materiali – la perdita della loro condizione di privilegiati – pensassero in gran parte che fosse giunta la fine della cultura, quantunque le menti più chiaroveggenti, fin dai primi giorni della rivoluzione, avessero aderito al potere sovietico. Ad onore degli intellettuali russi bisogna dire che questo conflitto fra i vecchi intellettuali e il potere sovietico fu di breve durata. La maggioranza degli intellettuali aderirono ben presto ai Soviet e si misero a lavorare per essi. Naturalmente il tributo più prezioso che questi intellettuali hanno dato alla nostra causa comune è quello di avere educato un immenso strato di giovani intellettuali sovietici, con i quali ora essi lavorano concordemente.

In sostanza è logico che gli intellettuali si trovino a fianco del regime sovietico. I nostri intellettuali sovietici sono vicini al popol0 non solo dal punto di vista sociale –dato che nelle loro file affluiscono continuamente forze fresche uscite dalle masse degli operai e dei colcosiani – ma sono vicini al popolo anche per le condizioni del loro lavoro. Per illustrare questo pensiero io voglio ricordare che Darwin costruì il suo complesso lavoro sull'origine delle specie mantenendo una corrispondenza con migliaia di corrispondenti volontari, disseminati in tutto il mondo, e che, a sua richiesta, osservavano la vita degli animali e degli uccelli. Ma anche tale metodo di lavoro collettivo non può essere considerato che infantile, in confronto alle proporzioni del lavoro collettivo svolto dagli intellettuali sovietici.

Infatti, prendiamo pure come esempio il nostro Teatro Artistico e il Grande Teatro. Ognuno sa che essi sono fra i teatri più progrediti e di elevato valore artistico esistenti nel mondo; sono dei teatri che sembrerebbero destinati al pubblico più eletto. Prima della rivoluzione era proprio cosi. Attualmente non solo le loro gallerie e la platea sono occupate in gran parte da operai colcosiani, ma li frequentano pure centinaia di persone giunte dalla provincia con altri scopi. Queste persone frequentano i teatri non solo per un piacere personale, ma anche in qualità di collaboratori dei gruppi di artisti dilettanti dei colcos, delle case di cultura, dei teatri e delle associazioni di operai. Essi si recano a questi teatri per poter fare un confronto con quello che hanno già ottenuto nei propri gruppi e veder quali siano i difetti che debbono ancora superare; essi vi si recano come se fossero degli specialisti che desiderano perfezionarsi, trasmettere alle masse operaie e contadine le proprie osservazioni le indicazioni ricevute dai grandi maestri dell'arte. Io non credo che i nostri artisti di talento non tengano conto di questo, e che ciò non abbia influito sul loro lavoro quotidiano.

Fra i nostri scienziati – e sino alla sommità della scienza – noi vediamo degli uomini che sono legati con mille fili al popolo. I nostri agronomi e i collaboratori scientifici che studiano la biologia delle piante, oltre a degli ottimi istituti scientifici, dispongono di una quantità innumerevole di caselaboratori allestite per aiutarli nei loro esperimenti scientifici. Noi possiamo costatare che i nostri grandi scienziati sanno utilizzare e gli uni e le altre. E, sotto questo rapporto, si potrebbe indicare l'accademico Lissenko.

I lavoratori delle scienze fisiche e chimiche, e soprattutto nel loro ramo sperimentale, dispongono di una grande quantità d'istituti di ricerche, laboratori d'officina, circoli di inventori. Come vedete i nostri grandi scienziati possono sempre contare sull'aiuto di numerosi collaboratori di questi stessi rami.

Non è per caso che nel nostro paese, durante la guerra, si sono così vastamente sviluppati il lavoro di ricerche scientifiche e la capacità creativa nel campo della tecnica, della medicina e in altri rami del sapere. I0 penso che i nostri intellettuali sovietici abbiano contribuito non poco ai successi che sono stati raggiunti dalla nostra industria nel rifornimento del fronte.

Nell'Unione Sovietica l'importanza della scienza aumenta continuamente, e in relazione a ciò aumenta anche l'influenza dell'intellettualità, influenza che penetra in tutti i pori della nostra vita. Gli intellettuali hanno compreso questo, ed ecco perché essi hanno dato tali brillanti prove del loro patriottismo nelle ore difficili per lo Stato sovietico.


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