Geova li aveva resi gioiosi
Samuel Herd - Membro del Corpo Direttivo
“Servite Geova con gioia”, dice Salmo 100:2. Sì, Geova vuole che siamo gioiosi. E ci dà molti motivi per esserlo. Ci ha dato il meraviglioso dono della vita. Ci ha dato la Bibbia per insegnarci a goderci la vita. E ci permette di vivere moltissime esperienze che ci rendono gioiosi. Geova è davvero l’Iddio che dà gioia. Satana, però, non vuole che proviamo gioia nel servire Geova. Perché? Per prima cosa, sa che la gioia ci aiuta a continuare a predicare e a insegnare, e queste sono proprio le attività che lui vuole fermare. Quindi cerca di distruggere la nostra gioia, a volte tramite l’opposizione dei governi, altre volte usando familiari o persone che ci stanno intorno. Inoltre Satana vuole che rallentiamo nel servizio che rendiamo a Geova così da poterci dedicare di più alla ricerca di cose materiali non necessarie. Vuole farci credere che avere sempre più cose materiali ci darà vera gioia. Ma non è così. Satana continua a usare sempre gli stessi stratagemmi. Mentre seguite la lettura di alcuni brani dei libri di Esdra, Aggeo e Zaccaria, cercate di individuare cosa può aiutarci a servire Geova con gioia ai nostri giorni. Notate cosa permise ai servitori di Geova di provare gioia e cosa invece li privò della gioia. E riflettete attentamente sul modo in cui tutti noi oggi possiamo provare “la gioia di Geova”, anche quando affrontiamo situazioni veramente difficili. Esdra, sacerdote e copista della Legge mosaica, è lo scrittore del libro che porta il suo nome. Il libro di Esdra racconta la storia d’Israele a partire dal punto in cui termina 2 Cronache, scritto probabilmente sempre da Esdra. Siamo nel 537 a.E.V., e molti ebrei stanno per ritornare in Giuda. La nazione ha vissuto 70 anni di schiavitù in Babilonia per aver praticato l’idolatria. Gli ebrei hanno imparato molto da quella esperienza e infatti, come nazione, non cadranno mai più in quel grave peccato. Adesso è finalmente arrivato il momento di ristabilire la pura adorazione a Gerusalemme. Il racconto si colloca durante il regno di diversi re persiani, a cominciare dal re Ciro. E si apre con la descrizione di un momento gioioso.
Vi invito ad aprire la Bibbia in Esdra 1:1-6. Seguite la lettura.
Provate a immaginare! Geova fa ritornare nel loro paese gli ebrei, incaricati dal re Ciro in persona di ricostruire il tempio. Con gioia molti ebrei si mettono al lavoro. Altri, che per varie ragioni non possono ritornare a Gerusalemme, sostengono economicamente chi invece riesce ad andarci. Probabilmente all'inizio della primavera del 537 a.E.V., circa 50.000 ebrei esiliati si mettono in viaggio per Gerusalemme sotto la guida del sommo sacerdote Iesua, chiamato anche Giosuè, e del governatore nominato da Ciro, Zorobabele. All'inizio dell’autunno arrivano in Giuda, e sono pieni di gioia. Ma come possono tenere viva questa gioia?
Notate cosa fanno non appena si stabiliscono nelle loro città. Leggiamo Esdra 3:1-6.
Avete notato che gli ebrei ristabiliscono la pura adorazione “nonostante [abbiano] paura dei popoli dei paesi circostanti”? Grazie al loro coraggio vivono davvero un periodo di grande gioia, la stessa gioia di cui parlò Mosè quando, ordinando al popolo di celebrare la Festa delle Capanne, disse: “Non sarai che gioioso”. L’anno successivo, con coraggio e gioia gli ebrei gettano le fondamenta del tempio.
Leggiamo Esdra 3:10-13.
Alcuni dei componenti più anziani della nazione pensano sia impossibile che questo tempio possa raggiungere lo splendore del tempio di Salomone, e piangono. Ma i loro pianti vengono sovrastati dalle grida di gioia degli altri. I popoli dei paesi circostanti, però, non sono affatto contenti. Anzi, con astuzia, escogitano un piano per porre fine alla gioia degli israeliti. Vediamo come in Esdra 4:1-3.
Zorobabele capisce che l’offerta di aiuto dei nemici nasconde cattive intenzioni, e quindi la respinge. A questo punto loro cercano di impedire agli ebrei di lavorare al tempio. Notate cosa dicono i versetti da 4 a 7.
Reum, il principale funzionario governativo, e altri nemici d’Israele scrivono al re. Leggiamo le loro false accuse riportate in Esdra 4:11-16.
Queste accuse non vi suonano familiari? Sono le stesse che a volte i nostri nemici muovono contro di noi oggi. Dicono: “Non pagano le tasse. Vanno contro gli interessi del governo. Sono ribelli e fomentano rivolte. Sono pericolosi”. Tutte false accuse, ovviamente. Accuse che a quel tempo ebbero il loro effetto. Il re infatti ferma i lavori, così la costruzione del tempio viene interrotta. Che tristezza! All’inizio gli ebrei non avevano permesso che il timore dell’uomo impedisse loro di mettersi al lavoro e di compiere l’opera di Geova, ma adesso sì. Molti di noi oggi affrontano un’opposizione sempre più forte da parte di chi vuole ostacolare l’opera di Geova. Ma scendere a compromessi o cedere non ha mai reso nessuno gioioso, anzi è proprio il contrario. È rimanere fedeli che dà gioia, perfino davanti alla persecuzione violenta. Ma come è possibile? Pensate a un fatto realmente accaduto. Immaginate la scena: una madre e sua figlia vengono circondate da un gruppo di uomini che, in preda alla rabbia, vogliono obbligarle a comprare le tessere di un partito. Cosa faranno le 2 sorelle? Se scendessero a compromessi e comprassero le tessere, quegli uomini ne sarebbero contenti. Le sorelle, invece, sarebbero davvero tristi al pensiero di aver rinnegato il loro Padre celeste. Ma le sorelle non cedono. Ovviamente non sono contente di essere state insultate e maltrattate. Ma la loro coscienza è ancora pulita. E provano grande gioia, perché sono consapevoli di essere rimaste fedeli a Geova. Ma che dire degli ebrei ai giorni di Esdra? Forse molti di loro avranno lasciato una vita agiata in Babilonia per affrontare il difficile viaggio verso Giuda. Adesso, dopo circa 14 anni di continua opposizione, a partire da quando erano state gettate le fondamenta fino all'ordine di interrompere i lavori, gli ebrei hanno perso lo zelo per l’opera di Geova. Come di consueto offrono sacrifici, ma non fanno quello che Geova ha chiesto loro di fare, cioè completare la ricostruzione del tempio. Vedendo che la loro opera viene ostacolata, concludono che per Geova non sia ancora arrivato il momento di ultimare i lavori. A quanto pare perfino il governatore Zorobabele e il sommo sacerdote Iesua hanno bisogno di incoraggiamento. Così Geova manda loro il profeta Aggeo per incoraggiarli. Andiamo nel libro di Aggeo, al capitolo 1. I messaggi chiari e vigorosi di Aggeo, pronunciati nell’arco di circa 4 mesi, vanno alla radice del problema. Leggiamo Aggeo 1:2-11.
Geova paragona i risultati degli sforzi che gli ebrei fanno solo per il proprio tornaconto a quelli di un lavoratore che mette il suo salario in una borsa logora e piena di buchi. Dato che gli ebrei stanno trascurando la casa di Geova, lui non li benedice. Ottengono ben poco dalle loro fatiche, e non provano alcuna gioia. A quanto pare alcuni cercano di colmare questo vuoto rendendo più belle le loro abitazioni. Ma le cose materiali non possono soddisfare i bisogni spirituali. Qual è l’avvertimento per noi? Non è sbagliato avere cose che ci piacciono. Ma le cose materiali non possono assolutamente darci vera gioia, soprattutto se per ottenere queste cose trascuriamo l’opera di Geova. Ricordate l’importante principio esposto in Salmo 127:1: “A meno che Geova non costruisca la casa, è inutile che vi fatichino i costruttori. A meno che Geova non protegga la città, è inutile che stia sveglia la guardia”. Quando invece non pensiamo solo a noi stessi, ma ‘cerchiamo prima il Regno e la giustizia di Dio’, lui ci provvede ciò di cui abbiamo veramente bisogno, e lo fa proprio al momento giusto. Come dice Proverbi 10:22, “È la benedizione di Geova che rende ricchi, e a questa egli non aggiunge alcun dolore”. Ma torniamo al tempio. Davvero non tornerà allo splendore di un tempo, come credono alcuni? Tramite Aggeo, Geova assicura che la futura gloria di questa casa sarà maggiore della precedente. Continuiamo a leggere in Aggeo 2:3-9.
Quando il Creatore e Padrone dell’intero universo dichiara il suo proposito, c’è qualcuno o qualcosa che potrebbe mai impedirgli di realizzarlo? Niente e nessuno! Il messaggio di Geova è molto chiaro e diretto. Ma gli ebrei tornati dall’esilio hanno ancora bisogno di incoraggiamento. Geova manda il suo angelo da un altro profeta, Zaccaria. Andiamo in Zaccaria 1:12-16, e leggiamo insieme le rassicuranti parole dell’angelo per Israele. Zaccaria 1:12-16.
Per mettere in risalto quanto sarà protettivo Geova verso il suo popolo, l’angelo continua con le parole del capitolo 2, versetti da 7 a 9.
Lasceresti che qualcuno ti mettesse il dito nell’occhio? Ovviamente no. Così Geova non permetterà che i nemici facciano del male a Israele. In Zaccaria 3:1, 2, l’angelo rivela che dietro a quell’opposizione si nasconde un nemico ben più potente.
Tutto questo serve forse a fare in modo che Israele abbia più fiducia in sé stesso? Niente affatto. Gli israeliti devono ricordare che qualsiasi cosa riescano a compiere è possibile solo grazie all’aiuto di Geova. Ascoltiamo come prosegue l’angelo in Zaccaria 4:6, 7.
Rinvigoriti dalle motivanti parole che Geova rivolge loro tramite i suoi profeti, gli ebrei non hanno più una fede instabile, e ricominciano a costruire il tempio. Come c’era da aspettarsi, i nemici dei paesi circostanti, guidati da Tattenai e da Setar-Bozenai, tornano all’attacco. Leggiamo insieme Esdra 5:3-5.
Possiamo imparare un’altra importante lezione: quando compiamo coraggiosamente l’opera di Geova nonostante l’opposizione, lui benedice i nostri sforzi e ci aiuta a continuare a servirlo. Al momento, però, gli ebrei devono portare avanti i lavori mentre il divieto è ancora in vigore. Ma il re che ha imposto quel divieto viene assassinato dopo aver regnato soltanto 7 mesi. Quindi adesso Tattenai e i suoi complici hanno a che fare con un nuovo re, Dario I. Accusano gli ebrei cercando di usare contro Zorobabele le parole che lui stesso aveva pronunciato, inclusa l’affermazione che il re Ciro aveva emanato l’ordine di ricostruire il tempio. Chiedono al re Dario di accertarsi che le cose stiano veramente così. E Dario ordina che si facciano ricerche. Quale sarà la decisione del re Dario? La fede e la determinazione che stanno mostrando gli ebrei saranno ripagate con la gioia o porteranno solo ad altri problemi? Dario viene a sapere che Ciro aveva davvero ordinato la ricostruzione del tempio. In Esdra 6:6-12, leggiamo la risposta decisa di Dario.
Dopo aver ricevuto l’ordine del re, Tattenai e i suoi colleghi non hanno scelta. Non solo devono smettere di ostacolare i lavori del tempio, ma devono anche sostenerne le spese. Che epilogo felice per gli ebrei fedeli! Nel 515 a.E.V. inaugurano la casa di Dio con gioia, come possiamo leggere nel versetto 22: “Inoltre per sette giorni celebrarono con gioia la Festa dei Pani Azzimi. Geova infatti li aveva resi gioiosi e aveva reso il cuore del re d’Assiria ben disposto verso di loro, così che li sostenne nei lavori della casa del vero Dio, l’Iddio d’Israele”. Oggi quando funzionari governativi saggi e imparziali intervengono in nostro favore, ne siamo molto grati. Ma siamo grati soprattutto a Geova per aver guidato le cose. Come dice Proverbi 21:1, “Il cuore del re è come ruscelli d’acqua nella mano di Geova: Egli lo dirige ovunque voglia”. Quindi non riponiamo in alcun modo le nostre speranze nelle autorità o nelle istituzioni di questo mondo, da cui non dipende la nostra salvezza eterna. In realtà, prima che finisca il sistema di Satana, tutte le nazioni attaccheranno il popolo di Geova. Ma le cose si metteranno molto male per loro, peggio che nel caso di Tattenai. Cosa possiamo imparare da questi brani di Esdra, Aggeo e Zaccaria? Innanzitutto che Geova benedice gli sforzi che facciamo con determinazione per continuare a compiere la sua opera nonostante gli ostacoli, e vanifica invece gli sforzi dei nostri oppositori. Secondo, se mettiamo l’opera di Geova al di sopra delle cose materiali lui ci farà provare vera gioia. Qual è l’opera che Gesù ci ha incaricato di compiere oggi? Quello che disse ai suoi discepoli prima di separarsi da loro non lascia dubbi: “Perciò andate e fate discepoli di persone di tutte le nazioni”. Nel nostro cuore e nella nostra vita quest’opera è più importante dell’ottenere cose materiali? Aggeo aveva predetto che un giorno lo splendore del tempio di Geova avrebbe superato di gran lunga quello del tempio di Salomone. Questa profezia si sta adempiendo oggi. Tramite l’opera di predicazione Geova sta scuotendo le nazioni. Milioni di “cose preziose”, cioè nuovi servitori di Dio, si sono avvicinati a lui. Questi lo servono con gioia nel grande tempio spirituale, il complesso delle disposizioni di Geova per la pura adorazione basato sul sacrificio di riscatto di Gesù. Questo non è assolutamente il momento di concentrare i nostri sforzi su “case rivestite di pannelli” o su qualsiasi altra cosa non necessaria. Molto presto, in un giorno che non ci aspettiamo, il mondo di Satana finirà, ed entreremo nel nuovo mondo di Geova. Quindi per quanto Satana cerchi in tutti modi di scoraggiarci o distrarci, non dovremmo mai permettergli di privarci della gioia che deriva dal servire Geova. Piuttosto, continuiamo a camminare con Geova dritti fino al nuovo mondo, dove lo serviremo per sempre in pace e con gioia. Zorobabele, Iesua, Aggeo e Zaccaria hanno fatto molto per aiutare Israele a riottenere il favore di Geova. Poi, nel 468 a.E.V., Esdra stesso va a Gerusalemme per sostenere la vera adorazione. Ma la nazione ha ancora un grande bisogno di guida. Quindi Geova manda un altro uomo coraggioso che possa guidare il popolo. Nel corso di questo congresso conosceremo meglio quest’uomo forte e fedele: Neemia.