Geova ci ristora (Deut. 32:2)

Geova ci ristora (Deut. 32:2)

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Anthony Griffin

La scrittura del giorno di oggi parla di come Geova ci tratta in un modo che ci fa sentire ristorati. E mentre facevo ricerche su questo argomento mi sono imbattuto in un articolo della Torre di Guardia del 1998 che parlava dell’importanza di rispettare la dignità degli altri e di ristorarli. E faceva riflettere, perché nella prima pagina di quell’articolo c’era l’immagine di una nave impiegata nella tratta degli schiavi. E mi sono chiesto: “Perché questa immagine?” L’articolo diceva: “La tratta degli schiavi fu uno degli episodi più oscuri del trattamento disumano che l’uomo ha riservato al suo prossimo”. È uno degli esempi più eclatanti di come un uomo può privare un altro uomo della dignità e del rispetto, qualcosa di davvero orribile. Privare una persona della dignità e del rispetto è devastante. Ma la cosa interessante è che, sebbene le atrocità commesse durante la tratta degli schiavi non si verifichino più nella maggior parte dei paesi, ancora oggi molte persone vengono private della loro dignità, ma in modo più sottile. Il mondo è governato da Satana il Diavolo e sapete qual è il suo obiettivo? Lui non vuole altro che metterci su quella nave, spogliandoci, privandoci della nostra dignità. Molti dei nostri fratelli e sorelle devono affrontare questo ogni giorno sul lavoro. In diverse parti del mondo alcuni dei nostri fratelli vengono perseguitati. Satana cerca di spogliarli della loro dignità. Ci porta via i nostri cari in modo da farci sentire persi e senza speranza. E attraverso le malattie, la vecchiaia e altre difficoltà che dobbiamo affrontare, cerca di farci sentire inutili e non amati. Vuole privarci di ogni grammo di dignità che abbiamo, non vuole affatto che ci sentiamo ristorati. Ed è per questo che la scrittura del giorno di oggi è così incoraggiante. Infatti, notate quanto è diverso il modo in cui Geova e la sua organizzazione ci trattano e come questo ci fa sentire di conseguenza. Prendiamo insieme Deuteronomio al capitolo 32 e leggiamo il versetto 2 per intero. Dice: “I miei insegnamenti cadranno come pioggia; le mie parole stilleranno come rugiada, come piogge leggere sull’erba e come acquazzoni copiosi sulla vegetazione”. Questo versetto sì che ci ristora! La rugiada è qualcosa di meraviglioso, è un fenomeno atmosferico. Geova ha progettato l’atmosfera in modo tale che quando l’aria si raffredda di notte, in determinate condizioni, raggiunge il cosiddetto “punto di rugiada”, ovvero la temperatura alla quale l’aria diventa satura di vapore acqueo e il vapore si condensa depositandosi sulle superfici che sono più fredde dell’aria circostante. Un articolo diceva questo riguardo alla rugiada: “È come se la vegetazione avesse versato lacrime di gioia per salutare il sorgere del sole”. Che belle parole! Quest’immagine rende bene l’idea di come Geova ci ristora con la sua Parola, quando i suoi princìpi amorevoli permeano e penetrano nella nostra mente e nel nostro cuore. Come sappiamo, Gesù riflette perfettamente le qualità di suo Padre, Geova. E Gesù ci ha rivolto un bellissimo invito, che ognuno di noi conosce molto bene. È riportato in Matteo 11:28-30. Sicuramente ve lo ricordate. Gesù disse: “Venite da me [venite da me], voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mite e modesto di cuore, e troverete ristoro per voi stessi. Infatti il mio giogo è piacevole e il mio carico è leggero”. Quindi, quando ci sentiamo angosciati, Gesù ci dice: “Venite da me”. E aggiunge: “Io vi ristorerò”. In effetti è come se dicesse: “Lascia che ti porti a fare una passeggiata nella rugiada, in modo che tu possa trovare il ristoro di cui hai bisogno”. Ci sono molti esempi di come Gesù ristorò gli altri con le parole e le azioni. Uno dei più toccanti per me è l’episodio in cui Pietro incontrò Gesù dopo che Pietro stesso lo aveva rinnegato per 3 volte. Devo dire che questo episodio mi tocca particolarmente, perché è facile mettersi nei panni di Pietro. A volte ho detto e fatto delle cose davvero stupide, ma non si può tornare indietro, non si può rimediare subito a quell’errore. E senza dubbio Pietro si sentì così quando rinnegò Gesù. Questo racconto è riportato in Matteo, capitolo 26. Gesù stava giungendo alla fine della sua vita sulla terra e stava dando ai suoi discepoli e ai suoi apostoli alcuni importanti consigli e avvertimenti. E al capitolo 26 versetto 31, disse: “La fede di tutti voi vacillerà”, perché era profetizzato che questo sarebbe accaduto. Ma Pietro disse al versetto 33: ‘Oh no, no, no, non io, Signore, può darsi che la fede di tutti gli altri vacillerà, ma non la mia. No, no, non accadrà mai’. Allora Gesù rispose al versetto 34: “In verità ti dico: questa notte [Pietro], prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”. Ma Pietro disse: ‘No, no’. Al versetto 35 disse: “[No,] non ti rinnegherò affatto. Nemmeno se dovessi morire con te”. Sappiamo cosa accadde dopo. E il racconto dice, al versetto 75, che dopo aver rinnegato Gesù, Pietro “uscì e pianse amaramente”. Pietro era abbattuto e molto probabilmente non ebbe neanche l’opportunità di scusarsi con Gesù prima che lui venisse ucciso. Sicuramente continuava a chiedersi: “Gesù mi perdonerà mai per quello che ho fatto?” Pietro era molto scoraggiato. Sarà riuscito a mangiare? Sarà riuscito a dormire? Come avrebbe fatto a continuare a vivere con questo peso sulla coscienza? Questo fu senza dubbio uno dei momenti più bui della vita di Pietro. E possiamo essere certi di una cosa, Satana fece senz’altro del suo meglio per approfittare dello scoraggiamento di Pietro e farlo sentire inutile e irrecuperabile. Cercò di privarlo completamente della speranza, di tutta la sua dignità, di tutta la sua autostima. Beh, pochi giorni dopo la tristezza di Pietro svanì, perché Gesù apparve agli apostoli. Ma Gesù fece qualcosa prima, qualcosa di molto toccante e amorevole. 1 Corinti 15:5 dice che Gesù apparve prima “a Cefa [o a Pietro] e poi ai Dodici”. Quindi Gesù apparve a Pietro, evidentemente quando Pietro era da solo. Immaginate per un attimo la scena. Quell’incontro avrà ristorato molto Pietro. I dettagli di quel momento non sono riportati nella Bibbia, rimangono tra Gesù e Pietro. Cosa avrà detto Gesù a Pietro quando lo vide? “Oh, ecco Mister non ti rinnegherò mai. Te lo avevo detto che mi avresti rinnegato”. Beh, dubito fortemente che gli abbia detto questo. Quella conversazione con Gesù sarà stata senza dubbio di grande ristoro per Pietro. Gesù avrà ascoltato pazientemente mentre Pietro apriva il suo cuore e in lacrime esprimeva il suo dolore. Più di ogni altra cosa, Pietro voleva essere perdonato dal suo Signore e senza dubbio Gesù perdonò Pietro, lo perdonò prontamente. E gli disse delle parole che lo ristorarono, non sappiamo quali siano, ma probabilmente sono parole che Pietro ricorderà per tutta l’eternità. Quella forse fu la prima notte in cui Pietro riuscì a dormire dopo giorni. Cosa impariamo? Dato che siamo negli ultimi giorni viviamo in tempi difficili, quindi molti dei nostri fratelli e sorelle, qui alla Betel o fuori, si sentono schiacciati dalle preoccupazioni di questo sistema di cose. Altri di noi sono angosciati a motivo di circostanze personali. Lasciate che la Parola di Dio e lasciate che gli esempi di uomini fedeli come Gesù, gli apostoli, i profeti e altri vi ristorino. Lasciate che vi portino a fare una passeggiata nella rugiada. Geova ci rassicura ora più che mai che ha cura di noi, che ci ama e che ci terrà personalmente la mano durante questi tempi difficili. Ci saranno anche occasioni in cui i fratelli si confideranno con noi. Come Gesù, alleggerite il loro carico, ascoltateli con empatia. Non possiamo risolvere ogni problema, ma possiamo ascoltare ogni problema. Ascoltare è una dimostrazione di amore. Mentre mi preparavo ho trovato un bellissimo articolo nel numero della Torre di Guardia dell’aprile 2020, si intitola “Imitiamo Geova andando oltre le apparenze”. Provate a rileggerlo perché contiene degli ottimi consigli su come ascoltare e mostrare empatia, così da essere di ristoro per gli altri.

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