GUERRA, PACE E DIFESA DELLA PATRIA
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA⏹️ Il biennio 2029-30 è considerato dai governi occidentali come il momento nel quale la Russia potrebbe lanciare un attacco diretto contro i paesi NATO. Di qui la giustificazione del piano ReArm Europe/Readiness 2030 e la sua enorme dimensione.
🔸️ Ecco dunque la mobilitazione di 800 miliardi di euro per spese militari, autorizzate grazie alla concessione degli Stati membri di una flessibilità fiscale senza precedenti, spese quindi che, in barba ai consacrati principi ordoliberisti, non concorreranno al calcolo del deficit nazionale.
🔸️ L’UE sorta all’apogeo della globalizzazione neoliberista, ha rappresentato il più grande esperimento economico e politico dopo la seconda guerra mondiale.
🔸️ Le élite tecnocratiche, con ottusa determinazione, hanno agito per seppellire l’Europa westfaliana degli Stati-nazione, certe che l’avvento di un ordine capitalistico post-nazionale fosse già presente, non solo nelle loro teste, ma nel grembo della storia.
🔸️ L’Europa vestfaliana era ferita non però morta, ed il sintomo che è ancora viva sta nell’avanzata, destinata ad estendersi e radicalizzarsi, dei sovranismi e dei nazionalismi fascistoidi.
🔸️ È qui la vera e più profonda causa dell’invenzione di un’aggressione imminente dell’orso russo: agitare lo spauracchio di un pericolo esterno esistenziale per impedire che la baracca unionista vada in pezzi.
🔸️ C’è una ratio in questa follia, in questa decisione dell’élite tecnocratica a giocarsi il tutto per tutto: è la consapevolezza che solo alimentando un clima da stato d’assedio, solo sulle ceneri dello Stato-potenza russo, solo quindi edificando un regime di guerra, si potrà salvare l’Unione Europea.
🔸️ Sì, per le élite tecnocratiche è questione di vita o di morte, ed a tutto son disposte pur di non crepare, trasformando la guerra d’Ucraina in uno scontro frontale con la Russia per il dominio sull’Eurasia.
🔸️ Le sorti della UE, come avvenne per il Terzo Reich nazista si decidono così nelle sterminate distese ucraine, per cui l’auspicabile collasso del regime fantoccio di Kyev metterebbe una pietra tombale sulle sorti dell’Unione.
🔸️ Non si spiega altrimenti l’infame compattezza anti-russa di tutte le varianti, da sinistra a destra, dello schieramento liberal-imperialistico.
🔸️ Con una fava due piccioni: l’aggressiva mobilitazione contro lo spauracchio russo serve all’élite eurocratica a contrastare le spinte centrifughe alla disgregazione dell’Unione.
🔸️ Dopodiché serve a battere le forze nazionalistiche anti-unioniste, ben consapevoli che ogni ulteriore frattura con la Russia è un passo avanti del progetto unionista post-nazionale, un letale colpo alla speranza di tornare all’Europa westfaliana.
🔸️ La prima linea di questa avventura strategica è la Germania, che ha battezzato lo sforzo con un nome di chirurgica precisione prussiana: Zeitenwende, “Cambio d’Epoca” (la cifra del piano di riarmo tedesco supera quello europeo, fino a mille miliardi di euro).
🔸️ Non solo un progetto per allestire il più potente esercito europeo (260mila soldati e 200mila riservisti), una vera e propria riconversione industriale, accompagnata da politiche sociali in un keynesismo militarista per fare della Germania un gigantesco hub logistico per il transito di circa 800mila soldati NATO da scagliare contro la Russia.
🔸️ In nome di chi e cosa, per quale bandiera, per quale patria, i nostri giovani saranno dunque chiamati a combattere? Ciò significa che il vessillo in nome della quale gli eserciti europei saranno addestrati, mobilitati e armati non può che essere quella dell’UE post-nazionale e meticcia.
🔸️ Misureremo nei prossimi anni fino a che punto nelle nuove generazioni si è radicata l’idea che la patria per cui si dovrà immolare la propria vita, non è quella storica (dei padri) bensì la distopia dell’Unione Europea come Stato federale ....
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Moreno Pasquinelli
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