GLI INSTALLATI, I RIVENDICATIVI E I RADICATI: TRE ESERCITI IN GUERRA
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA⏹️ I risultati delle recenti tornate elettorali in Germania e Svezia, uniti al successo dell’islamo-socialista Zohran Mamdani a New York e ai sommovimenti nell’opinione pubblica di Gran Bretagna, Francia, Spagna, preparano uno scenario di profonda polarizzazione.
🔹️ L’asse destra/sinistra cede il passo al riposizionamento della società occidentale in tre parti sempre più lontane e incomunicabili.
🔹️ A New York e a Berlino, dove l’elettorato composto da popolazioni di ogni origine, prive di tratti comuni, monadi individualiste sradicate, da tempo ha voltato le spalle alle forze identitarie e ai moderati di ogni tendenza, assistiamo alle prove della pericolosa saldatura tra la sinistra radicale e le masse immigrate.
🔹️ A Berlino come nelle banlieues francesi e negli agglomerati urbani britannici avanza l’alleanza apparentemente più innaturale, quella tra l’islamismo, gli immigrati che hanno conseguito la cittadinanza, e un pezzo di sinistra.
🔹️ Il terreno comune sono le politiche abitative delle immense periferie urbane e la rivendicazione dell’assistenzialismo pubblico.
🔹️ Sulla scia di Mamdani la Linke berlinese guidata da una giovane di ascendenza turca che ha tenuto comizi anche nella sua lingua, ha vinto le elezioni sul tema della casa, con la promessa di espropri contro le società immobiliari che possiedono ben duecentomila alloggi.
🔹️ Quasi tutte le comunità immigrate extraeuropee con cittadinanza tedesca hanno votato Linke. Nelle regioni dell’ex DDR trionfa Alternative fuer Deutschland (AfD) e crollano le forze di sistema, democristiani, socialdemocratici e liberali, in parte i Verdi.
🔹️ In Svezia l’esito elettorale che ha consegnato la vittoria con scarto minimo al variegato arcipelago delle sinistre (in attesa delle indagini su probabili brogli) è stato determinato dalla mobilitazione massiccia dei “nuovi svedesi”, in maggioranza islamici.
🔹️ Anche qui con l’uso delle lingue di origine, oltreché con la propaganda dei capi religiosi. Facile prevedere lo stesso destino in Francia, dove La France Insoumise è diventata il partito di raccolta delle folte comunità di origine nordafricana.
🔹️ Il Rassemblement National di Marine Le Pen è primo tra gli operai, nelle aree rurali e suburbane e tra la popolazione di stirpe francese.
🔹️ Da noi le avvisaglie della nuova polarizzazione si sono viste nelle elezioni comunali di Venezia con le liste bengalesi e nella saldatura tra sinistra radicale e immigrazione islamica a Bologna in occasione della morte di un marocchino cittadino italiano arrestato dalla polizia.
🔹️ Alla divisione destra/sinistra, oltrepassata dal conflitto tra alto e basso, centro e periferia, nativi e immigrati, élite e popolo, si sovrappone il nuovo fenomeno della spaccatura della società in tre tronconi.
🔹️ Il primo gruppo sono gli “installati” o sistemati, gli agiati, l’establishment, i dipendenti pubblici, i pensionati benestanti, i professionisti legati al carrozzone pubblico, i ceti garantiti che non devono affrontare la competizione liberista né la pressione diretta degli immigrati.
🔹️ Votano in netta prevalenza per i partiti di sistema, di destra, centro e sinistra, che si tratti di Macron, Merz o qualsiasi altro prodotto del blocco sin qui egemone socialdemocratico-popolare-liberale.
🔹️ Il secondo gruppo sono i “rivendicativi”, i cittadini di origine straniera e chi vive del vasto mondo dell’assistenza sociale: la forza trainante della nuova sinistra.
🔹️ La terza categoria sono i “radicati”, o espropriati: gli autoctoni della classe media e bassa impoverita, il cui voto è orientato in modo schiacciante verso i movimenti sovranisti e patriottici.
🔹️ I contorni di ciascun gruppo e la loro proporzione variano a seconda del paese, della sua storia e delle specificità socio-culturali, ma la frattura sta diventando evidente ovunque.
🔹️ Cresce il numero degli “espropriati”, gli sconfitti della globalizzazione, delle nuove tecnologie, sconcertati dal fulmineo mutamento del panorama umano, culturale e valoriale.
🔹️ Sono privati della loro vecchia nazione, della loro identità e della speranza di miglioramento, che danno ali ai partiti che propugnano il ritorno degli Stati nazionali.
🔹️ I dominanti li chiamano con disprezzo populisti e sempre più spesso estremisti: il monopolio delle parole. In Francia, Marine Le Pen e affini sfiorano il quaranta per cento delle intenzioni di voto.
🔹️ In Germania, il caso di Afd è emblematico: nonostante i virulenti tentativi di criminalizzazione e non poche limitazioni legali, il partito è il primo del Paese....
🔹️.... La grande divisione dei prossimi anni potrebbe essere tra immigrazione e remigrazione. Se prevarrà la prima, i “rivendicativi” avranno raggiunto il loro scopo e costruiranno un nuovo potere, una propria casta di “installati”. Se prevarrà la remigrazione, si affermeranno i radicati. In entrambi i casi, il processo sarà traumatico.... ⤵️
Roberto Pecchioli
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