FRANCIA?

FRANCIA?

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ La Francia è in rivolta. Lo sono, ci dicono i Media, gli studenti francesi. Protestano, o meglio protesterebbero contro il degrado della scuola, la prospettiva di disoccupazione e avanti così.


🔸️ Il condizionale, protesterebbero, è, però, d’obbligo. Perché ci sono molti, troppi elementi stonati. E che ci fanno dubitare che ci si trovi di fronte ad una riedizione del, troppo spesso mitizzato, ’68.


🔸️ Certo, il malessere sociale è diffuso, e tangibile, in Francia, come, per altro, in gran parte dell’Europa occidentale. Le manifestazioni di protesta in Spagna, il voto, massiccio, per l’estrema destra dell’AfD o per l’estrema sinistra della Linke in Germania ne sono soltanto una riprova.


🔸️ La situazione francese, però, presenta delle anomalie. Anomalie piuttosto vistose. La protesta, rapidamente divenuta violenta, è partita da alcuni “Licei” di periferia. Per poi dilagare nelle città. E, soprattutto, nelle Banlieu parigine.


🔸️ Che sono, ormai, zone franche, fuori controllo dello Stato e dei suoi apparati di sicurezza. E dove, di fatto, comandano e dispongono gruppi malavitosi di seconda o terza generazione, quando non direttamente Corti Islamiche.


🔸️ Poi, va ricordato, in primo luogo, che la situazione delle scuole, dei Licei, di periferia francesi è, ormai, un completo disastro. Nel mitico ’68 la scuola francese funzionava. Era dura, certo, selettiva e obbligava a faticare.


🔸️ Gli insegnanti erano ingessati in ruoli stabiliti dallo Stato, forse troppo freddi, impersonali…ma il sistema funzionava. Il ’68 ha cominciato a scardinarlo. E il processo di degrado, lento ma inesorabile, ci ha portato ai nostri giorni.


🔸️ A scuole che sono, ormai, solo parcheggi, desolati e degradati, per ragazzi che non sono francesi. O meglio, che francesi non si sentono, anche se nati in Francia. Ed è da costoro che sembra essere partita la rivolta di questi ultimi giorni.


🔸️Non una contestazione per problemi scolastici, che potrebbe avere anche le sue ottime ragioni. Una vera e propria rivolta di questi “disadattati”, che non si sentono francesi, ma che hanno sostanzialmente perso i legami con i paesi d’origine dei loro genitori o, addirittura, nonni.


🔸️ Quello che sta avvenendo, la Francia messa a ferro e fuoco, non è un semplice episodio di contestazione studentesca, come vorrebbero farci credere i nostri, edulcoranti e falsificanti, Media.


🔸️ È il sintomo, per ora estremo, di un problema ben più grave e profondo. Della sostituzione etnica attuata per interessi finanziari da certe conventicole di potere. Che controllano il governo francese dello scialbo e arrogante Macron.


🔸️ Quelli che vediamo, in qualche televisione, mettere a ferro e fuoco le strade di Parigi, non sono studenti contestatori francesi. Sono la, visibile e tangibile, prova di uno scontro etnico e culturale, voluto scientemente da coloro che la Francia vogliono annichilire.


🔸️ Per sostituirla con una massa manovrabile di senza terra e senza vera identità.


Andrea Marcigliano


Articolo integrale ⤵️

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