FATA MORGANA.

FATA MORGANA.

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

C’è chi ritiene di poter tracciare ‘bilanci’ post pandemici come se le anomale relazioni sociali conseguenti al delirio sanitario segregazionista fossero ormai alle spalle: un'idea fuori luogo. Non è tollerabile che si possa anche solo pensare di porre una pietra tombale su quanto è avvenuto, mentre la spada di Damocle del ‘great reset' forgiata da una genìa di scellerati, auto elettisi salvatori del mondo, incombe tuttora sul vuoto mentale di troppa gente che sembra avere smarrito la ragione.



Si consideri il nuovo piano pandemico dell’OMS: il Crimine Globale proverà ad imporlo in ogni caso e riuscirà a farlo, malgrado sia stato per ora accantonato a causa delle teatrali resistenze atte ad esprimere presunte (false) “preoccupazioni” di alcuni governi per lo stato di salute della popolazione. E ci si è forse dimenticati, in Italia, della ‘tangente’ tuttora in essere a carico degli over 50 che rifiutarono il ricatto 'vaccinatorio', o dell'obbligo di museruola e tamponi ancora vigente nelle RSA e nelle camere d'ospedale, oltre che nella testa quadra di qualche direttore sanitario?



Oppure, per sovrapprezzo, si preferisce non fare caso ai fragorosi silenzi di giudici e magistrati codardi o complici che non muovono un dito, com’è invece loro preciso dovere, per affermare Diritto e Giustizia? Non si pretende vendetta come forma di risarcimento per le vittime dell’ago galeotto e per i dissenzienti, ma giustamente si esige che venga imboccata la strada maestra che guidi il consesso sociale alla ricerca del Vero, al recupero della credibilità istituzionale, alla Fiducia nei destini comuni, alla tutela della Civiltà.



Ovviamente, a tutto questo va aggiunta la sacrosanta nota di biasimo per gli aberranti silenzi della stampa, lo spregevole e corrotto “sistema” giornalistico che oggi, in odiosa malafede, tace su tutto ciò che i padroni delle testate ed i meschini ‘capataz’ redazionali al loro servizio hanno imposto, istigato o avallato in anni recenti. In primis, l’abominio dell'apartheid sanitario e sociale compiuto ai danni del singolo e della collettività.



Non è preferibile guardarsi allo specchio, piuttosto, cercando la via più praticabile per un sincero ritorno alla vita? Per ritrovare in noi stessi un briciolo di dignità, per salvaguardare il barlume di spiritualità che è in ciascuno di noi e che, forse, può ancora impedire il definitivo affermarsi della barbarie, del cannibalismo tecnologico sull’Uomo.



Ci si renda conto che il preteso progresso, la “sicurezza” enfatizzata e resa ‘ufficiale’ dalla solerzia mediatica ed imposta per decreto con siringhe, telecamere e codici QR, sono un falso ideologico. Ed è bene capire che il mito dell’uomo-dio che trascende sé stesso è solo espressione di vanagloria: una sicumera, un'illusione potenzialmente letale.



È l’antico ma inestinguibile sortilegio della fata Morgana, che incantatori e ‘stregoni’ contemporanei che prosperano a piede libero nella Silicon Valley traducono col sintetico acronimo anglosassone “AI”. Gelida sigla oggi in voga, tesa a tracciare un ipotetico futuro robotizzato e normato dall'intelligenza artificiale, sotto il controllo di pochi cervelli iperumani.


Il Conte di Montecristo 🎩

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