Eventi Avversi Vaccino Covid:

Nei giorni scorsi è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista The New England Journal of Medicine (Nejm) il primo articolo di Dagan et al sull’effetto della vaccinazione di massa condotta in Israele con il vaccino a mRNA della BionTech-Pfizer. Vi riporto dei brani di uno dei diversi commenti pubblicati sulla stampa italiana (ma di tenore simile sono tutti i commenti usciti sulla stampa internazionale):
“ I risultati sono straordinari e infondono fiducia …Questo studio ci fornisce tre insegnamenti fondamentali:
1. Il vaccino BionTech-Pfizer protegge con grande efficacia sia dall’infezione che dalla malattia. Ora sappiamo per certo di avere un’arma formidabile per sconfiggere la pandemia tramite una vaccinazione di massa;
2. La somministrazione della seconda dose permette di raggiungere l’effetto massimale sulla prevenzione sia dell’infezione che della malattia con le sue conseguenze più pericolose quali ospedalizzazione e morte;
3. L’utilizzo di questo vaccino quando somministrato alla popolazione più giovane può limitare la circolazione del virus con grande efficacia, proteggendo i soggetti più anziani e quelli a rischio non solo direttamente, ma anche indirettamente.
Questi dati, oltre ad alimentare la fiducia nella scienza che in così poco tempo ha prodotto un vaccino tanto efficace, ci fanno sperare che utilizzando questo vaccino la pandemia possa essere presto fermata. La protezione dall’infezione anche asintomatica è un enorme valore aggiunto che può ridurre la circolazione del virus e davvero rappresentare una svolta. Ma dobbiamo perfezionare la campagna vaccinale e se necessario ripensarla, per raggiungere rapidamente l’immunità di gregge e riappropriarci della nostra vita.”
Con grande gioia sono andato a leggermi l’articolo ma sono rimasto profondamente deluso. A parte che non viene riportato nessun dato utile per stimare la protezione dall’infezione (ma questo è il male minore) ho subito notato che già il primo giorno dopo la vaccinazione il gruppo dei vaccinati aveva circa la metà di contagiati rispetto a quello dei non vaccinati. Come è possibile questa magia dato che il vaccino ha bisogno di circa due settimane prima di fornire una protezione dall’infezione? Inoltre da diverse dati disponibili sulle vaccinazioni nei diversi paesi avevo osservato già nei primi giorni di gennaio che nelle prime due settimane dalla loro somministrazione i vaccini anti-COVID aumentano parecchio la suscettibilità al contagio tra i vaccinati e i loro contatti, tanto da provocare forti ondate pandemiche. Poi finalmente ho capito il trucco: i ricercatori per giungere ai loro straordinari risultati avevano eliminato tutti i dati reali relativi ai primi giorni dopo la vaccinazione (The period immediately after the first dose, when immunity is gradually building, was excluded in the main analyses because the risk ratio is expected to be close to 1 during this period.) sostituendoli con i valori teorici calcolati solo sui dati dei giorni successivi sulla base di una funzione basata sullo stimatore di Kaplan-Meier uno dei tanti metodi statistici che si possono usare ad arte per tirare l’acqua al nostro mulino. Nella figura potete notare in alto un istogramma basato sui dati reali dove si nota un picco nella frequenza dei contagi al decimo giorno dopo la vaccinazione (pubblicato su “Science”) e sotto uno dei grafici cumulativi dei contagi del lavoro pubblicato su Nejm dove l’aumento dei contagi nei primi giorni scompare magicamente grazie alla censura mascherata dal metodo Kaplan-Meier. Sembra incredibile ma a parte il sottoscritto in tutto il mondo solo due altri individui hanno capito che qualcuno ci sta prendendo per i fondelli. Si tratta di Haim Yativ e del Dr. Hervé Seligmann che hanno evidenziato l'aumento dei tassi di incidenza di COVID tra i vaccinati anche dai dati nella Tabella S7 in Dagan et al.
Secondo le analisi condotte da questi due signori sui dati israeliani i vaccini della Pfizer hanno provocato indirettamente durante il periodo di 5 settimane dopo la vaccinazione e il richiamo un aumento di circa 40 volte di morti per COVID rispetto a quanti ne avrebbe ucciso nello stesso periodo il normale andamento dell’epidemia con un picco di 260 volte nella classe di età più giovane. Non sono in grado di stabilire se queste stime siano corrette ma i calcoli sull’efficienza del vaccino Pfizer non hanno senso se si escludono gli aumenti dei contagi e dei morti per COVID durante i primi giorni dalla vaccinazone. In pratica ipotizziamo che circa una persona su 10000 durante un ondata pandemica in Israele può morire di COVID ma se eliminiamo subito dopo la vaccinazione buona parte di queste persone in seguito avremo una notevole diminuzione della curva dei contagi e dei morti per COVID. Come scrivono Yativ e Seligmann: “In effetti, le morti per COVID possono essere ridotte a zero se tutti gli individui a rischio di morte per COVID della popolazione vengono uccisi con un revolver 357 magnum prima che il COVID possa ucciderli, e questo non trasforma la pistola in un buon vaccino.” In pratica ci hanno tenuti chiusi in casa un anno per rallentare la diffusione dell’epidemia e poi grazie ai vaccini si ha un ondata di contagi (e di morti) in corrispondenza con le campagne vaccinali. Questo fatto è evidente se si analizza la dinamica dei contagi in tutte le nazioni dove sono partite le vaccinazioni. Non solo ma le vaccinazioni favoriscono la diffusione delle varianti che infettano con maggiore efficienza non solo i vaccinati subito dopo la vaccinazione ma anche i giovani resistenti al ceppo originario del virus e quelli che sono già immuni grazie alla malattia o al vaccino. Basta guardare i dati di Israele dove hanno vaccinato più del 60% della popolazione ebraica ma hanno ancora molti più contagi e morti di popolazioni contigue e non vaccinate, come quelle della Palestina, della Siria e dell’Egitto. Ma perché Dagan et al hanno usato la magia di Kaplan-Meier per ottenere i loro fantastici risultati? Il motivo forse si trova nella dichiarazione sul conflitto di interessi pubblicata su Nejm: quasi tutti gli autori hanno dichiarato di non aver nessun conflitto di interesse riguardante il lavoro pubblicato ma sono stati pagati per precedenti lavori dalla Pfizer e da altre multinazionali farmaceutiche. E poi il 23 marzo in Israele ci sono le votazioni e con Netanyahu non si scherza!
https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa2101765
https://www.sciencemag.org/news/2021/02/how-soon-will-covid-19-vaccines-return-life-normal
http://www.nakim.org/israel-forums/viewtopic.php?t=270873
http://www.nakim.org/israel-forums/viewtopic.php?t=270812