ESSERE IL BASTIONE CONTRO LE DERIVE TOTALITARIE
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA⏹️ Un professore belga di Psicologia del Totalitarismo — Mattias Desmet — espone una tesi estremamente interessante riguardante la società moderna occidentale.
🔹️ Egli afferma che il degrado totalitario presente in questa società trova terreno fertile nella solitudine e nell’ansia. Del resto, se ci pensiamo, questo è accaduto con il Covid e accade con la guerra in Ucraina.
🔹️ Alimentare l’ansia e la paura connesse a questi due eventi ha permesso nel primo caso di imporre misure restrittive abnormi alla libertà personale e nel secondo caso, una narrazione che ha costruito un nemico immaginario: la Russia.
🔹️ Egli afferma: "… I leader
geopolitici moderni hanno a disposizione una enorme macchina, come internet, per manipolare l’opinione pubblica.
🔹️ Questo è un aspetto importante della propaganda. Ma ce n’è un secondo. Ha bisogno di una popolazione che ci creda, e per far sì che ciò accada ha bisogno di una popolazione solitaria…"
🔹️ La propaganda politica attuale è molto più efficace di quella passata, perché ha a disposizione strumenti che in prima non aveva: il controllo digitale, internet e la manipolazione in tempo reale delle notizie.
🔹️ Ma questo non basta: la propaganda strombazzata a un muro, non è efficace. E’ necessario che essa venga destinata a qualcuno che ci creda.
🔹️ E per crederci, questo qualcuno deve essere isolato, cioè deve vivere in un contesto nel quale tende ad affievolire le relazioni sociali affinché pensi solo per sé e non per gli altri.
🔹️ Il Covid è sempre un buon esempio: dopo aver alimentato la paura del contagio e la relativa ansia, ognuno ha pensato per sé ed è diventato uno strumento del sistema, aggredendo chiunque mettesse in discussione la narrazione ufficiale anche quando questa andava contro ogni evidenza scientifica.
🔹️ … "La narrazione sul Corona era dominante a livello psicologico nella cultura occidentale. Poi improvvisamente è scoppiata la guerra in Ucraina, e quasi dall’oggi al domani si poteva vedere come la narrazione sul Corona avesse perso la sua forza all’inizio del 2022.
🔹️ La narrazione sull’Ucraina, che sotto molti aspetti credo sia assurda quanto quella sul Corona, ha sostituito quella funzione. Le persone hanno trovato un nuovo oggetto di ansia, e tutta l’ansia, la frustrazione e l’aggressività si sono spostate dal Covid a Putin…"
🔹️ Passare da un’emergenza all’altra è diventato, quanto meno nel mondo occidentale, un efficace sistema di governo che attenua le regole democratiche e non permette alle persone di soffermarsi a ragionare.
🔹️ Anzi, le chiude nelle proprie paura e nelle proprie ansie, isolandole in una babele di notizie terrorizzanti. Sicché, nei casi appena citati, dopo aver alimentato la propaganda, le élite occidentali ne hanno raccolto i succosi frutti tra la maggioranza della popolazione.
🔹️ Questa narrazione, ha iniziato a scaricare tutta la propria ansia, la propria frustrazione e l’aggressività su un’emergenza sanitaria traballante e poi sulla Russia che ha invaso l’Ucraina, ignorando del tutto i pregressi e gli antefatti storici, sminuiti se non negati dal mainstream.
🔹️ Gli stessi che erano stati disposti a combattere contro il Covid, anche invocando le peggiori misure totalitarie, sono diventati poi i più grandi russofobi del pianeta, pronti a sfidare una guerra nucleare.
🔹️ Questo pur di andare dietro alla favoletta “dell’aggressore e dell’aggredito” imbastita per giustificare una pianificazione geopolitica di destabilizzazione della Russia in atto da almeno due decenni ....
🔹️ E le cose sarebbero peggiorate se non fosse stato per quella esigua minoranza che ha iniziato ad alzare la voce, battendo tutte le strade dei sistemi di comunicazioni. Queste persone, secondo Desmet, non cadono né sono cadute preda della propaganda.
🔹️"… Ci sono sempre tre gruppi. C’è un gruppo che viene ipnotizzato dalla formazione di massa. Di solito è circa il 30%. E’ il gruppo totalitario: quello che crede davvero e compra ciecamente la narrazione.
🔹️ Poi c’è un secondo gruppo molto grande, tra il 50 e il 60% delle persone che, pur sapendo che c’è qualcosa che non va nella narrazione, rimane in silenzio perché vuole scegliere la via facile.
🔹️ Infine, c’è un gruppo molto piccolo di persone, tra l’1 e il 10%, che capisce che c’è qualcosa che non va nella narrazione mainstream e sceglie di parlare e rifiuta di rimanere in silenzio.
🔹️ Questo piccolo gruppo è quello che cerca di parlare e risvegliare le masse. Gustav Le Bon, medico e antropologo citato da Desmet, fu uno dei primi a notare questo fenomeno.
🔹️ Egli, infatti, rilevò che quando emerge una formazione di massa (cioè un indottrinamento), esiste sempre un gruppo di persone che cerca di parlare perché la massa si risvegli, cioè prenda coscienza della fallacia della narrazione.
🔹️ Tentativo che spesso fallisce perché le persone non intendono allontanarsi dai “rassicuranti” lidi della narrazione ufficiale e dell’indottrinamento.
🔹️ Anzi, spesso diventano loro stessi i maggiori propagandisti del sistema e i più fervidi nemici di coloro che si oppongono a esso.....
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Martino Dettori
Tratto da Articolo integrale ⤵️
https://ilpetulante.substack.com/p/essere-il-bastione-contro-le-derive