ERRORI DI VALUTAZIONE: DA NAPOLEONE ALL’IRAN

ERRORI DI VALUTAZIONE: DA NAPOLEONE ALL’IRAN

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ L’attacco all’Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele, almeno rispetto all’iniziativa voluta da Trump, rappresenta un errore di valutazione strategica. Gli errori di valutazione nella storia sono numerosi ed hanno spesso prodotto tragedie immani, soprattutto nel secolo scorso.


🔸️ A differenza della Seconda guerra mondiale, voluta e pianificata dalla Germania di Hitler, che non fu un errore ma un progetto ideologico, l’ingresso in guerra dell’Italia guidata da Mussolini accanto alla Germania fu invece una grave errata valutazione, sia sulla durata del conflitto sia sulle reali potenzialità tedesche.


🔸️ La Prima guerra mondiale fu anch’essa, tra le altre cause, il risultato di errori di valutazione compiuti dalle classi dirigenti dell’epoca. La rapidità delle comunicazioni, grazie al telegrafo, accelerò decisioni politiche e militari senza adeguata ponderazione, come evidenzia lo storico Christopher Clark.


🔸️ Battaglie perse per errata valutazione la storia è ricca. La Grande Armée di Napoleone Bonaparte fu sconfitta dal “generale inverno”. Pensare che la conquista di Mosca avrebbe determinato il crollo dell’Impero zarista fu un errore strategico.


🔸️ Un errore che può essere paragonato alla convinzione che la decapitazione del gruppo dirigente iraniano, a partire dalla guida suprema, avrebbe prodotto il rapido collasso del regime teocratico.


🔸️Va ricordato che l’antica Persia non è mai stata una colonia. Tanto l’Impero zarista quanto quello britannico si sono fermati lungo i suoi confini. Pur avendo interessi strategici nell’area, hanno preferito negoziare piuttosto che occupare direttamente il territorio: un segnale di prudenza geopolitica e di consapevolezza dei limiti del potere militare.


🔸️ Appare evidente che alcune scelte sono state lette come influenzate anche da settori dell’establishment legati a forti interessi politici e strategici. In più occasioni ha colpito la presenza di Kushner, genero di Trump, negli scenari più delicati del Medio Oriente.


🔸️ Il suo ruolo non si esaurisce nel legame familiare, ma si inserisce nel rapporto tra mondo imprenditoriale e dinamiche politiche tra Stati Uniti e Israele. Quando si parla di establishment, è evidente che ci si riferisce solo ad alcune sue componenti.


🔸️ Il disagio presente nella base MAGA, le critiche di alcuni parlamentari e la stessa recente giurisprudenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, a maggioranza conservatrice, in materia di dazi, indicano che non tutto il sistema politico sostiene automaticamente la linea della Casa Bianca.


🔸️ Israele e Stati Uniti cercano ora di fare leva sulla minoranza curda per aprire un fronte interno all’Iran. Consapevoli di non poter inviare truppe di terra, puntano su alleati locali. Anche questa strategia potrebbe rivelarsi errata.


🔸️ Se Stati Uniti e Israele pensavano di destabilizzare l’Iran, è possibile che, qualora la guerra dovesse prolungarsi, a essere destabilizzati possano essere gli stessi Stati Uniti e, in particolare, la presidenza di Trump. I segnali in questa direzione non sono pochi ......

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Gerardo Lisco


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