Disarmo

Disarmo


L’art. 28 della Costituzione dell’URSS recita, in parte: “La politica estera dell’URSS è finalizzata al raggiungimento del disarmo completo e universale”.

Questa disposizione della Legge fondamentale dell’URSS ha un profondo significato sociale. Riflette il fatto che nella società socialista non esistono e non possono esistere forze sociali interessate ad accumulare mezzi di guerra o a trarne profitto. “Il disarmo è l’ideale del socialismo”, scriveva Lenin nel 1916. La lotta per il disarmo, per la riduzione della minaccia di guerra e per frenare la corsa agli armamenti, rappresenta il fulcro delle attività del PCUS e dello Stato sovietico e riflette la sua politica generale di pace e sicurezza per i popoli e la coesistenza pacifica degli Stati con diverso regime sociale.

L’accumulo sfrenato di armi di distruzione di massa da parte dell’imperialismo non solo comporta uno spreco di colossali risorse materiali degli Stati, ma crea anche una reale minaccia alla pace e alla sicurezza dei popoli. Lo Stato sovietico fece il passo pionieristico di avanzare proposte pratiche sull’elaborazione di misure per un D. generale e completo. Già nel 1922 l’Unione Sovietica propose un programma di riduzione generale degli armamenti. La lotta per il D. si è intensificata dopo la Seconda guerra mondiale, in seguito allo sviluppo delle armi nucleari e all’intensificarsi della corsa agli armamenti da parte delle potenze imperialiste, che ha raggiunto proporzioni globali e pericolose senza precedenti. I Paesi socialisti fraterni si unirono all’URSS nella lotta per frenare la corsa agli armamenti. L’URSS e gli altri membri dell’alleanza politico-militare difensiva dei Paesi socialisti europei – l’Organizzazione del Patto di Varsavia – hanno avviato, attraverso il suo Comitato Politico Consultivo, una serie di iniziative e proposte di pace volte a risolvere il problema del D. Ad esempio, è su loro iniziativa che nel 1975 è stata convocata la Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa; hanno inoltre sostenuto l’organizzazione della Sessione Speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul Disarmo nel 1978. Il Programma di pace proclamato dal PCUS e da esso coerentemente attuato negli anni ’70 e ’80 ha svolto un ruolo importante nell’elaborazione di misure per frenare la corsa agli armamenti.

La lotta per frenare la corsa agli armamenti è particolarmente importante e urgente in questo momento, a causa dello sviluppo di nuove armi di distruzione di massa sofisticate.

Il principale obiettivo di politica estera dell’URSS è quello di fermare la corsa agli armamenti nucleari, che rappresenta la più grande minaccia per l’umanità, e di prevenire la proliferazione delle armi nucleari. L’Unione Sovietica si è impegnata a non usare armi nucleari contro gli Stati non nucleari che non hanno tali armi nei loro territori e ha chiesto di non dispiegare armi nucleari nei territori degli Stati in cui attualmente non ve ne sono. L’URSS ha quindi proposto di congelare le scorte nucleari e di iniziare a ridurle in vista della loro totale eliminazione.

L’Unione Sovietica ha esercitato forti pressioni per la messa al bando anche di tutti gli altri tipi di armi di distruzione di massa. Uno dei principali risultati in questo campo è stata l’entrata in vigore della Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, della produzione e dello stoccaggio di armi batteriologiche (biologiche) e chimiche e sulla loro distruzione. L’URSS è inoltre favorevole al proseguimento dei colloqui con gli Stati occidentali sulla proibizione delle armi chimiche e ha proposto di rendere l’Europa libera da tali armi. L’URSS ha firmato la Convenzione sul divieto o la limitazione dell’uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente dannose o non selettive (come alcuni tipi di mine terrestri, armi incendiarie e armi i cui frammenti nel corpo umano non possono essere rilevati con l’aiuto dei raggi X). L’URSS sta facendo ogni sforzo per ottenere progressi nei colloqui di Vienna sulla riduzione delle forze armate e degli armamenti in Europa centrale.

Il 26° Congresso del PCUS ha sottolineato che la situazione mondiale richiede nuovi sforzi per eliminare la minaccia della guerra. A tal fine, il Congresso ha avanzato una serie di idee di ampio respiro e di proposte realistiche. L’URSS ha quindi espresso la propria disponibilità ad avviare negoziati sulla limitazione di qualsiasi tipo di armamento. Nel tentativo di sensibilizzare i popoli del mondo sulle terribili conseguenze di una guerra nucleare, il Congresso propose di istituire un autorevole comitato internazionale che si occupasse di dimostrare la necessità vitale di prevenire una catastrofe nucleare. Il Congresso ha anche proposto di convocare una sessione speciale del Consiglio di Sicurezza con la partecipazione dei massimi dirigenti degli Stati membri del Consiglio e, se necessario, dei dirigenti di altri Stati, per cercare i modi per normalizzare la situazione internazionale e prevenire la guerra.

L’URSS ha ripetutamente presentato importanti iniziative che rappresentano un vero e proprio programma per la graduale eliminazione delle armi nucleari. Particolarmente importante a questo proposito è l’impegno unilaterale dell’Unione Sovietica a non essere la prima a usare le armi nucleari. Alla fine del 1982 l’URSS ha fatto nuove proposte di pace agli Stati Uniti: fermare immediatamente (congelare) la costruzione di armi strategiche con la conseguente riduzione di oltre il 25% degli arsenali di entrambi i Paesi, ridurre considerevolmente il numero totale di ordigni nucleari e porre un drastico freno all’ulteriore miglioramento delle armi nucleari.

L’URSS ha proposto di ridurre di oltre due terzi tutte le armi nucleari a medio raggio in Europa.

I membri del Patto di Varsavia hanno proposto nel gennaio 1983 di concludere un trattato reciproco di non utilizzo della forza militare e sul mantenimento di relazioni di pace tra gli Stati membri del Patto di Varsavia e della NATO.

Le proposte sovietiche includono misure sia politiche che militari. Esse corrispondono pienamente alle aspirazioni dei popoli e forniscono un potente stimolo alla lotta per la pace e per frenare la corsa agli armamenti.

Il D. è diventato uno dei principi fondamentali del diritto internazionale moderno. Questo principio è stato inserito nella Carta delle Nazioni Unite, che autorizza l’Assemblea Generale a elaborare principi generali di D. da diffondere successivamente come raccomandazioni tra gli Stati membri dell’ONU e i membri del Consiglio di Sicurezza. Inoltre, oggi esiste un intero sistema di trattati e accordi in materia di disarmo. Il D. oggi non è solo un argomento per negoziati diplomatici e discussioni di conferenze, ma è una richiesta centrale di milioni di persone di diverse convinzioni politiche. Il principale ostacolo alla ricerca di una soluzione pratica al problema del D. sulla base del principio di uguaglianza e di pari sicurezza è la politica militarista perseguita dagli Stati imperialisti, in primo luogo dagli Stati Uniti.

Il 27° Congresso della PCUS (1986) ha avanzato un programma integrale per la completa eliminazione delle armi di distruzione di massa entro il 2000. L’attuazione di questo programma aprirebbe all’umanità una fase di sviluppo fondamentalmente nuova e offrirebbe la possibilità di indirizzare gli sforzi e le risorse dell’umanità esclusivamente verso la costruzione pacifica. L’URSS ha rivolto le sue proposte non solo ai governi, ma anche ai popoli di tutto il mondo.


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