Cronache da supervisor*

Cronache da supervisor*

Barbara F. Himawari (non cercatemi qui se avete bisogno di risposte rapide)

Cronache da Supervisor* è un manuale di consigli per aspiranti fumettisti e disegnatori, ma offre anche un simpatico spaccato sul mondo delle piccole case editrici, della gente che ci lavora e delle fiere del fumetto (quei luoghi quasi mitici dove aspiranti autori, lettori incalliti, collezionisti ed altra varia umanità si incontravano - in tempi pre-covid, ohimé - nella speranza di trovare i propri simili!)

Il libro nasce dalla raccolta degli articoli che Daniela Zaccagnino ha pubblicato sul suo blog nel periodo in cui è stata supervisor, appunto, in una casa editrice di fumetti: contiene suggerimenti molto concreti su come proporsi (o non proporsi!) a un editore, su come fare una buona impressione, sulla modalità con cui organizzare e presentare il proprio lavoro, eccetera…

Ma questo libro non è solo un manuale per gente del mestiere. Quindi cos’è? Direi un rapido viaggio rivolto ai lettori di fumetti per esplorare quelle aree “da addetti ai lavori” di cui non sappiamo niente: cosa fa il letterista? In che modo la tecnologia ha cambiato il modo di far fumetto? Chi realizza le copertine? Come si sceglie quale disegnatore affiancare ad uno sceneggiatore? Perché le eroine femminili sono così poche? In base a quali criteri una casa editrice sceglie quale storia pubblicare?

L’autrice ci parla del suo lavoro come supervisor* raccontando anche dettagli di esperienze lavorative e esprimendo, senza pretese di oggettività, il proprio personalissimo punto di vista, con qualche sincero consiglio ai giovani aspiranti su come relazionarsi con il prossimo esercitando l’arte della gentilezza.

Se però da un lato ci mostra i lati positivi e gratificanti del lavoro nel mondo del fumetto ed incoraggia gli autori a proporsi e mettersi in gioco, dall’altro non aspettatevi rassicuranti promesse di un futuro rose e fiori. Purtroppo, così come ci sono più scrittori che lettori, ci sono anche più fumettisti che case editrici disposte a pubblicarli, e l’autrice mette subito in chiaro un dettaglio che potrebbe sconfortare i timidi e gli anti-social-nerd: nessuno investirà mai a fondo perduto su un nuovo talento e per quanto qualcuno possa essere bravo, deve sapersi fare molta pubblicità da solo, dura legge dell’epoca di internet (e non solo).

Tuttavia di una cosa Daniela è certa: non buttarsi è un errore, perché se qualcuno possiede un talento ha il dovere di condividerlo per aggiungere un pezzetto di bellezza al mondo.

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