“Chi sarebbe ritornato da persone come noi?”
GDS
I nostri genitori ci volevano bene ma lo facevano nella maniera sbagliata. Tante volte sfociavano nella violenza e quindi noi abbiamo imparato questo stile di vita. Ricordo fin da piccolo che avevo paura di tornare a casa e non trovare più i miei genitori perché loro, dacché mi ricordo, hanno sempre litigato fra loro. Crescemmo con questi valori, con questi modi di pensare che ci portarono a essere un gruppo conosciuto e temuto nella zona perché eravamo caratterizzati da uno stile di vita violento, immorale, dedito alle droghe. Non avevamo regole! E quindi persone da cui stare lontani. Era una delle tante mattine in cui avevamo casa mia libera e diventava il covo, il raduno. Avevamo saltato la scuola di nascosto dai nostri genitori. Ero con Federico e Raffaele e quando suonano 2 sorelle, 2 testimoni di Geova. Quindi le abbiamo fatte salire per prenderle in giro e, in effetti, lo abbiamo fatto perché... Ricordo che Maria e la sorella che l’accompagnava erano 2 persone molto semplici che manifestavano genuinità. Ebbero coraggio nel portare la verità. Mi stupiva che erano così gentili, nonostante i miei toni erano proprio da presa in giro. Però ho apprezzato tantissimo la gentilezza. Non si è fermata davanti a niente, davanti alle apparenze. Rimasi molto colpito dalla conversazione con Maria ma pensavo che non l’avrei più rivista. Tanto chi sarebbe ritornato da persone come noi, come eravamo noi? Maria non si arrese e tornò con un pioniere anziano d’età, il quale non ebbe paura e con coraggio iniziò a predicare. Iniziai a cambiare davvero la mia vita e a fare progresso. Immediatamente io iniziai a parlare di quello che imparavo con tutti i miei amici. La cosa che mi sorprese fu la reazione di mia madre. Non fu affatto contenta. Ebbe una reazione davvero violenta. E loro pensavano che ero... che stavo impazzendo, che mi stavano facendo il lavaggio del cervello. Mi ricordo giustamente sottolineavano il legame che c’era fra me e loro. Quindi facevano una pressione emotiva. Dovevo fare una scelta. Nonostante volessi loro bene, provassi affetto per loro, però decisi in maniera drastica, li avvisai che da lì in poi non avrei fatto più parte della compagnia. A me questa cosa mi incuriosì molto, infatti io poi alla fine ho studiato con Francesco. La sua determinazione sicuramente mi ha fatto riflettere. Perché si vedeva che, oltre che le informazioni che ci trasmetteva comunque erano reali, erano la verità, la forza che aveva nel portarle avanti e la determinazione anche di lasciare la compagnia, sicuramente ha portato tutti noi poi a interessarci seriamente al messaggio. Me la sono presa con la verità perché mi stava portando via un amico, un amico con cui facevo le cose che mi piaceva fare. Quindi... Però dentro di me sapevo, anche se gli dicevo che si era bevuto il cervello in sostanza, dentro di me sapevo che qualcosa di forte c’era perché era veramente convinto e questa convinzione la trasmetteva a tutti. Quindi, mi son reso conto che forse qualcosa c’era. Sorprendentemente, uno dopo l’altro, tutti i miei amici, iniziarono a studiare la Bibbia. E man mano che studiavo mi rendevo conto che lì c’era la verità. Sono sempre stato ispirato dall’odio nelle mie scelte. Oggi cammino secondo i criteri dell’amore, e questo mi fa sentire davvero bene. Posso dire oggi che, grazie a Maria e a Francesco, Geova ha tentato di attirarmi. Penso che comunque è stato un miracolo di Geova. La verità mi ha aiutato a coltivare la pace, la gioia, quella personalità che mi permette di avere la famiglia che non avevo prima. La soddisfazione più grande che ho nella vita è di avere una relazione con Geova. Quando vedo una persona che sta come noi, sono molto stimolato a parlarci. La pazienza che ha avuto Maria, quello che mi spinge a fare, è essere paziente anch’io. Non si è arresa nonostante la nostra reputazione. Maria ci ha dimostrato come, con Geova, nessuno è irrecuperabile. Nessuno.