‘Cerchiamo la pace e perseguiamola’. Perdonando senza riserve

‘Cerchiamo la pace e perseguiamola’. Perdonando senza riserve

Leonard Myers - Assistente del Comitato degli Scrittori

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È innegabile che per essere in pace con gli altri dobbiamo essere disposti a perdonare. Facciamo un paio di esempi. Un padre e la figlia adolescente non andavano d’accordo. Piccoli contrasti degeneravano spesso in accese liti. Alla fine la situazione si fece così tesa che alla ragazza fu detto di andarsene. Dopo un po’ di tempo lei riconobbe di aver sbagliato e chiese al padre di perdonarla. Ma il padre, anziché passare sopra agli errori della figlia, respinse i suoi tentativi di fare pace. Pensate, non fu disposto a perdonare sua figlia. Facciamo ora un esempio completamente diverso. Un uomo è stato condannato a morte per un crimine che non ha commesso. Quest’uomo innocente poco prima di morire dice: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”. Queste parole di Gesù si trovano in Luca 23:34 e possono riferirsi ai soldati romani che lo avevano fisicamente inchiodato al palo senza sapere chi fosse davvero. Oppure si riferiscono a qualcuno che tra la folla aveva chiesto di ucciderlo, ma che poi avrebbe riposto fede in lui. Gesù quindi fu disposto a perdonare senza riserve. E noi cosa facciamo? Come ci comportiamo? Siamo disposti come Gesù a perdonare senza riserve? Oppure a volte abbiamo la tendenza a essere più come il padre di cui abbiamo appena parlato? Non è sempre facile perdonare. L’imperfezione ha su di noi una forte influenza e può impedirci di mostrare compassione. Quando qualcuno ci ferisce potremmo provare risentimento, rancore. E forse ad alcuni di noi non è stato insegnato a perdonare. Ecco perché essere pacifici e disposti a perdonare può essere difficile. Tuttavia, la Bibbia ci esorta a perdonare senza riserve. Sul perdono impariamo molto anche dall’esempio di Giobbe. Sappiamo tutti quello che subì. La perdita di tutti i beni e di 10 figli, una malattia ripugnante, e sua moglie gli disse di maledire Dio e morire. 3 suoi amici vennero a sapere delle sue disgrazie e decisero di andarlo a confortare. Giobbe 2:13 dice che una volta lì “rimasero seduti […] accanto a lui per sette giorni e sette notti [ma] non gli dissero nemmeno una parola”. E forse non sbagliarono, visto che quando poi aprirono bocca ferirono profondamente Giobbe con le loro accuse infondate. Ma notate un dettaglio interessante di questo racconto. Prendete con me Giobbe capitolo 42. Alla fine, Geova chiese a Giobbe di fare qualcosa per quegli amici che lo avevano accusato falsamente. Leggiamo le sue parole qui in Giobbe 42, la parte b del versetto 8: “Giobbe, mio servitore, pregherà per voi. Di certo accetterò la sua richiesta di non trattarvi secondo la vostra stoltezza”. Avete visto? Dopo tutte quelle false accuse, Geova chiese a Giobbe di pregare per quegli uomini. Giobbe avrebbe potuto dire benissimo: “Geova, dopo tutto quello che mi hanno detto, non esiste che li perdoni”. Avrebbe vinto il risentimento? Notate l’ultima parte del versetto 9: “E Geova accolse la preghiera di Giobbe”. Giobbe fece quello che Geova gli aveva detto. A cosa portò l’integrità di Giobbe e la sua prontezza a perdonare? Versetto 10: “Dopo che Giobbe ebbe pregato per i suoi amici, Geova mise fine alle sue sofferenze e lo riportò alla sua prosperità. Geova gli diede il doppio di ciò che aveva prima”. Dal racconto sappiamo che Giobbe ebbe altri 10 figli, visse per altri 140 anni e il versetto 17 dice: “Alla fine Giobbe morì, dopo una vita lunga e soddisfacente”. Giobbe fu benedetto per la sua prontezza a perdonare e ci ha insegnato a fare la stessa cosa, senza riserve. Nel video che stiamo per vedere, notate perché Ally alla fine decide di perdonare senza riserve. Ciao Ally, come va? Ti stavo pensando. Che bello questo mese il Broadcasting! Ti è piaciuta la canzone? Se vuoi quando hai un attimo ci sentiamo. - Non ci avevo pensato. - Forse potremmo fare così, che ne dici? - Sì, va bene. - Ok, dai. Ah, scusa un attimo. Ma quand’è che la smette? Come? Niente, scusa. Va tutto bene, è solo Emily che mi scrive di nuovo. E perché è un problema? Ma no, nessun problema. È che non riesco… A farla rientrare nella tua vita. Non è così semplice. No, per niente. Tu la vuoi perdonare... Ma non riesco, non voglio che mi ferisca di nuovo. Pensa a questo: un’opportunità per perdonare è un’opportunità per imitare Geova. Ed è un’occasione da non farci scappare. Non l’avevo mai vista in questo modo. Ripensa a una volta in cui tu volevi che qualcuno ti perdonasse e lo volevi più di ogni altra cosa. Come ti sentivi? Stavo malissimo. Pensavo di aver deluso tutti. Ti vogliamo bene. Grazie. Poi sono stata perdonata, e all’improvviso mi sono sentita meglio. Ciao Emily. Scusa se non ti ho risposto. Hai dei programmi per domani? Davvero efficace il ragionamento di Silvia! Vi ricordate che cosa ha detto per far breccia nel cuore di Ally? “Un’opportunità per perdonare è un’opportunità per imitare Geova. Ed è un’occasione da non farci scappare”. Quindi quando subiamo un torto, non facciamoci scappare l’occasione di imitare Geova perdonando senza riserve. Guardate come questo è messo in evidenza in Colossesi 3:13. Parlando dell’esempio di Giobbe, abbiamo visto che Geova gli disse di pregare per i suoi amici. Questo aiutò Giobbe a essere pronto a perdonare. Vediamo ora cosa Geova dice a noi di fare. Colossesi 3:13: “Continuate a sopportarvi gli uni gli altri e a perdonarvi senza riserve, anche se qualcuno ha motivo di lamentarsi di un altro. Proprio come Geova vi ha perdonato senza riserve, così dovete fare anche voi”. Il verbo greco tradotto “perdonare senza riserve” è affine a un sostantivo che spesso è reso “immeritata bontà” o “favore”. Con il significato di perdonare, trasmette l’idea di fare qualcosa senza riserve, generosamente, proprio come quando, spinti dalla generosità, si fa un regalo a qualcuno. Geova vuole che perdoniamo gli altri senza riserve, proprio come fa lui. Alla fine il versetto dice: “Così dovete fare anche voi”. Se si tratta di piccoli torti, è meglio passarci sopra. 1 Corinti 13:5 dice che l’amore “non tiene conto del male”. E in Proverbi 19:11 si legge che “è bello […] passare sopra a un’offesa”. Se però riteniamo necessario parlare con il fratello o la sorella che ci ha offeso o fatto un torto, qual è il modo migliore per farlo? Come prima cosa, chiediamo a Geova in preghiera la sua guida. Poi, tenendo a mente le buone qualità della persona, diciamole con gentilezza che vogliamo fare pace. Ascoltiamo con attenzione ed empatia. Non interrompiamola, anche se non siamo d’accordo con tutto quello che dice. Può darsi che il suo punto di vista sia sbagliato, ma è pur sempre il suo punto di vista. Quando poi tocca a noi parlare, facciamolo con gentilezza. Spieghiamole i motivi per i quali la stimiamo e scusiamoci per aver contribuito in qualche modo al malinteso. Se i nostri tentativi andranno a buon fine, ringraziamo Geova. Altrimenti, continuiamo a chiedergli la sua guida e a cercare altre occasioni per fare pace. Quando perdoniamo davvero, decidiamo una volta per tutte di liberarci di ogni risentimento. E che pace questo ci fa provare! Perdonare, comunque, non significa approvare un’azione sbagliata, minimizzarla o fare finta di niente. Possiamo anche essere stati trattati ingiustamente e avere motivo di lamentarci, ma facciamo il possibile per risolvere la questione. Lasciamo poi le cose nelle mani di Geova. Fratelli e sorelle, quali punti vogliamo tenere a mente? Ammettiamolo, a volte può essere una vera sfida perdonare. Ma anziché essere come il padre di cui abbiamo parlato all’inizio che rifiutò di perdonare sua figlia, vogliamo seguire l’esempio di Geova, Gesù, Giobbe ed Ally, perdonando senza riserve, generosamente. Ricordiamo, un’opportunità per perdonare è un’opportunità per imitare Geova ed è un’occasione da non farci scappare. Quindi, continuiamo tutti a cercare la pace essendo disposti a perdonare senza riserve.

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